Sonetti romaneschi VI/Er Profeta de le gabbole

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Eppoi? Er primo bboccone

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     Voi sce gonfiate2 da ’na man de3 sere
sor uscellaccio de le male nove 4
che in tutto quanto er Carnovale piove:
pôzzi crepà lo stroligo5 in braghiere! 6
              5
     C’abbitassivo7 ar vicolo der bove 8
co vostra mojje a rregge er cannejjere 9
lo sapevo, ma nnò st’antro10 mestiere
de rubbà ll’occhialino a Bbarbaggiove. 11
              
     Io ve lassai cuggnato12 de li preti,
10e vv’aritrovo mó tutt’in un botto 13
diventato Spacoccio de Rieti. 14
              
     Dunque, sor Casamia,14 sor Omo dotto,
sor Barbanera,14 a nnoi, tra sti segreti
s’ariccapezza sto ternuccio all’Otto?15


Roma, 20 novembre 1831 – Der medemo


Note

  1. Cabale.
  2. Ci annoiate.
  3. Da una mano di, ecc.: da cinque.
  4. Uccello di cattivo augurio.
  5. Possa crepar l’astrologo. Così rispondesi a chi predice sventure.
  6. Il brachiere è a Roma tenuto per un famoso barometro.
  7. Che abitaste, ecc.
  8. Cioè: «che foste cornuto».
  9. Candeliere.
  10. Quest’altro.
  11. Di antivedere il futuro.
  12. Cognato. Dicesi in Roma cognato a chi partecipa con altri d’una medesima donna.
  13. D’improvviso.
  14. 14,0 14,1 14,2 Tre famosi facitori e titoli di lunari.
  15. Al lotto.