Sonetti romaneschi VI/Giusepp'abbreo I

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Giusepp'abbreo I

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L'inzogno Giusepp'abbreo II

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     Certi Mercanti, doppo ditto: aéo, 1
se sentinno2 chiamà ddrento d’un pozzo.
Uno sce curze3 all’orlo cor barbozzo, 4
e vvedde move,5 e intese un piaggnisteo.
              5
     «Cazzo! qui cc’è un pivetto6 pe ssan Ggneo,
come un merluzzo a mmollo inzino ar gozzo!».
Caleno un zecchio: e ssú, frascico e zzozzo, 7
azzécchesce chi vviè? Ggiusepp’abbreo.
              
     L’assciutteno a la mejjo cor un panno,
10je muteno carzoni e ccamisciola,
e ppoi je danno da spanà,8 jje danno.
              
     E doppo, in cammio9 de portallo a scola,
lo vennérno in Eggitto in contrabbanno
pe cquattro stracci e un rotolo de sola.


Morrovalle, settembre 1831 - De Pepp’

no match

er tosto


Note

  1. Grido degli Ebrei che comperano robe vecchie.
  2. Si sentirono.
  3. Ci corse.
  4. Col mento.
  5. Vide movere.
  6. Un fanciullo.
  7. Fradicio e zozzo.
  8. Da mangiare.
  9. In cambio.