Sonetti romaneschi VI/L'impiccato

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La peracottara Chi rrisica rosica

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     Pe vvia de quella miggnottaccia porca
che sse fa sbatte1 dar Cacamme in Ghetto;
e, vvàjjelo a cercà2 ccor moccoletto,
nun tiè piú mmanco un pelo in ne la sorca;
              5
     che ppare, Iddio ne guardi, si sse3 corca
un cadavero drento ar cataletto;
ecco cqui, ss’ha da vede4 un poveretto
finí li ggiorni sui sopr’una forca!
              
     Però bbeato lui che ffa sta morte!
10Perché, mettemo caso5 abbi peccati,
è ppell’anima sua propio una sorte.
              
     De millanta affogati quarchiduno
se pò ssarvà: ma de scento impiccati
ammalappena se n’addanna uno.


Roma, 14 settembre 1830 - De Pepp’er tosto


Note

  1. Si fa godere.
  2. Va’ a cercarglielo.
  3. Se si.
  4. Vedere.
  5. Supponghiamo.