Sonetti romaneschi VI/L'uscelletto

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A ppijjà mojje penzece un anno e un giorno È mejjio perde un bon'amico


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L'USCELLETTO


 
     Sor Maria Battifessa,1 v’ho pportato
Un uscelletto d’allevasse2 a mmano,
Che lo cacciò mmi’ Madre da un pantano,
Dove Tata3 sciaveva seminato.
              
     Nun guardate ch’è cciuco4 e spennacchiato:
Lo vederete cressce5 a mmano a mmano.
Anzi allora tienetelo ingabbiato,
Perché ssi vvola ve pô annà llontano.
              
     Sin ch’è da nido, fateje carezze:
Cerca l’ummido poi, ma nnò lo sguazzo;
E la gabbia la vò ssenza monnezze.
              
     De rimanente è uscello da strapazzo:
E nn’averete le sette allegrezze
Fascennolo ruzzà ss’un matarazzo.


Roma, 15 novembre 1831 -

no match

Der medemo


Note

  1. Badessa.
  2. Da allevarsi.
  3. Mio padre.
  4. Piccolino.
  5. Crescere.