Sonetti romaneschi VI/La Reverenna Cammera Apopretica

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La papessa Ggiuvanna Fortuna e ddorme

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     Sta Cammera de cristo è una puttana:
bbeati quelli che la ponne fotte, 2
e ddàjje3 che sse sentino4 le bbôtte
sino ar paese de la tramontana.
              5
     Da pertutto quì sbarcheno marmotte,
che nun zò5 ussciti ancora da dogana
che ssubito, alò,6 cchirica7 e ssottana,
eppoi tajjele8 ggiú che ssò ricotte! 9
              
     A Rroma, abbasta de sapé er canale
10e trovà er buscio10 pe fficcà un zampetto,
a cquaresima puro11 è ccarnovale.
              
     Ma er padre de famijja poveretto
nassce pe tterra, more a lo spedale,
e si12 ffiata sciabbusca13 er cavalletto.


27 novembre 1831 - Der medemo


Note

  1. R.C.A. (Reverenda Camera Apostolica)
  2. Fottere.
  3. Darle dentro.
  4. Si sentano.
  5. Non sono.
  6. Allons.
  7. Chierica.
  8. Tagliale.
  9. Eppoi al comando su tutti e su tutto.
  10. Il buco.
  11. Pure.
  12. Se.
  13. Ci busca.