Sonetti romaneschi VI/La governante der Governatore

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Er Padrone padrone La gatta-morta

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     Bbrava! evviva la sora Micchelina
co l’armata de tutte le miggnotte!
Facci de grazzia,1 eh lei: dico, stanotte
s’è inzoggnata mai-mai d’esse reggina? 2
              5
     Ma ssa cche jj’ho da dí? Ttiengo una bbotte
de me-ne-frego-tanto ggiú in cantina;
e cqui ar commanno mio sciò3 stammatina
’na saccocciata de vatt’-a-fà-fotte. 4
              
     Vò ir rispetto! je pijja5 ’na tropèa!
10E mme fa spesce6 a mmé de Monziggnore
che ccavarca7 sta razza de chinea.
              
     Me fate caccià vvia? sai che ddolore!
Tanto8 che ffrutta ppiú la riverea
cuanno che nun è ppiú ggovernatore?9


28 gennaio 1838


Note

  1. Faccia grazia.
  2. Sarebbesi forse sognata d’essere regina?
  3. Ci ho, per semplicemente «ho».
  4. Precise parole di Paolo.
  5. Gli pigli, per «le pigli, la colpisca, ecc.».
  6. Mi fa specie.
  7. Cavalca.
  8. Perché poi finalmente.
  9. Avvisato per la porpora al prossimo concistoro, dell’8 febbraio 1838.