Sonetti romaneschi VI/La guittarìa II

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La guittarìa I Quarto, alloggià li pellegrini


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LA GUITTARÌA II


 
     Sò un pò spiantato: ebbè? nnun me vergoggno
De dillo a ttutto er monno a uno a uno.
Mejjo pe mmé: cussí nun ho bbisogno
D’imprestà ddiesci pavoli a ggnisuno.
              
     Nun te crede però;1 ché cce sbologgno: 2
Sò conosce er Panbianco3 dar panbruno:
E nnun m’intraviè4 mmai, manco in inzoggno,
D’annà a la cuccia a stommico a ddiggiuno.
              
     E vvoi che ffate l’ammazzato5 ar banco
De Panza er friggitore a Ttiritone, 6
Conosscete er panbruno dar Panbianco?3
              
     V’annerebbe7 un boccon de colazzione?
Ve rode er trentadua?8 Ve sfiata er fianco? 8
Le bbudelle ve vanno in priscissione?

     15Sete

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voi che a ppiggione
Tienete lassú a Ttermini er palazzo 9
Dove s’appoggia10 e nun ze spenne un cazzo?
              
     Quer landào11 pavonazzo,
È robba crompa12 in ghetto, oppuramente 13
20scarti de Bonsiggnor Viscereggente? 14
              
     Un accicí ccor dente, 15
Sor ricacchio16 de fijjo de puttana,
Lo mettete ar cammino a la bbefana? <ref>

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Si usa esporre al camino della casa i denti che cadono a’ bambini onde la Befana vi sostituisca qualche moneta.</ref>
              
     Quella porca mammana
25v’avessi ssciorto subbito er bellicolo,
Camperessivo mó ssenza pericolo
              
     D’avé l’abbiffa ar vicolo
De li tozzi,17 e d’annà, ppe piú ccordojjo,
A sbatte er borzellino in Campidojjo. 18
              
     30Co ssale, asceto e ojjo,
Fateve un’inzalata de cazzocchi, 19
Che vve ponno costà ppochi bbajocchi.
              
     Sò rradiche pell’occhi 20
Che cor un po’ de fréghete21 suffritto
35fanno abbozzà22 er cristiano23 e stasse24 zitto.
              
     Dico, eh sor Cacaritto,
Si vve bbattessi mai la bbainetta,
Volete che vve manni una sarvietta?25
              
     La povera Ciovetta,
40quanno annerete poi da monziggnore,26
V’ariccommanna
=== no match ===
de cacavve er core.


Morrovalle, 27 settembre 1831 - De Peppe er tosto medemo


Note

  1. Non credere però, non prendere abbaglio.
  2. Ci vedo.
  3. 3,0 3,1 Panbianco: uomo stolido
  4. Non mi accade.
  5. Far l’ammazzato: patire desiderio innanzi a qualche cosa.
  6. Tritone. Fontana in Piazza Barberini.
  7. V’appetirebbe.
  8. 8,0 8,1 Avete fame?
  9. Istituto di carità alle Terme Diocleziane.
  10. Appoggiare, in senso neutro: “darsi a spese altrui„.
  11. Vestito.
  12. Comperata.
  13. O pure.
  14. Vicegerente.
  15. Un accidente.
  16. Germoglio.
  17. Gola.
  18. In Campidoglio sono le carceri dei debitori, i quali dalle inferriate sporgono alcune borsette all’estremità di una canna, per avere elemosina da chi passa.
  19. Ironia di mazzocchi. Un cazzo vuol dir “nulla„.
  20. Dicesi che il nulla è buono per gli occhi.
  21. Alteramento malizioso del vocabolo fegato.
  22. Cagliare.
  23. L’uomo.
  24. Starsi.
  25. Equivoco romanesco di saetta.
  26. Sinonimo ironico di cesso.