Sonetti romaneschi VI/La protennente

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
La protennente

../Un'opera de misericordia I ../Li frati I IncludiIntestazione 2 maggio 2010 75% Sonetti

Un'opera de misericordia I Li frati I

__MATCH__:Pagina:Sonetti romaneschi VI.djvu/36

 
     Ma nnun je róppe er prezzo,2 ché ssei bella:
tirete sú le carzette de seta: 3
fà buttà indove passi la mortella: 4
fàtte incide una statua de greta.
              5
     Quanto faressi mejjo a statte quieta,
e arisparmiatte er fiato a le bbudella!
Co cquella faccia de scipoll’e bbieta 5
sai chi mme pari a mmé? Ciunciurumella. 6
              
     Sú, smena er fiocco,7 bbellezza der monno,
10strigni er bocchino! Auffa8 li meloni!
e si auffa la dài manco la vonno.
              
     Ciài pijjato davero pe ccojjoni?
Erbetta mia, te conoscemo9 a ffonno.
Mmaschera sai ch’edè? ttu nun me soni.


9 ottobre 1830


Note

  1. La pretendente: vana.
  2. Non avvilirti.
  3. Dicesi a chi si attribuisce un grado che non gli compete.
  4. Segno di festa.
  5. Bietola.
  6. Era così soprannominata una sozza donnaccia da trivio.
  7. Dimena, agita l’ano, come chi si pavoneggia.
  8. Dell’aufo, gratis, veggasi la nota… del sonetto…
  9. Ti conosco, erbetta: così avvisansi coloro che credonsi riputati da per più.