Sonetti romaneschi VI/La scirconcisione der Zignore

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Er roffiano onorato La Nunziata I

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     Sette ggiorni e un po’ ppiú ddoppo de cuello
che ccor fieno e li scenci inzino ar gozzo
la Madonna tra un bove e un zomarello
partorí er bon Gesù ppeggio d’un mozzo;
              5
     er padre sputativo1 poverello
pijjò in braccio er bambino cor zangozzo; 2
e annorno ar tempio a fajje fà a l’uscello
er tajjo d’un tantin de scinicozzo. 3
              
     Eppoi doppo trent’anni fu pe mmano
10de San Giuvanni bbattezzat’a sguazzo
in cuer tevere4 granne der giordano.
              
     In cuanto a cquesto è vvero ch’er regazzo
venne a la fede e sse fesce cristiano:
ma le ggirelle5 io nu le stimo un cazzo.


12 gennaio 1832 - De Pepp’er tosto


Note

  1. Putativo.
  2. Singhiozzo.
  3. Prepuzio. Con questa voce i Romaneschi burlano gli Ebrei.
  4. Tevere, per nome appellativo di fiume.
  5. I volubili.