Sonetti romaneschi VI/La zitella strufinata II

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La zitella strufinata I Tali smadre, tali fijja


Pagina:Sonetti romaneschi VI.djvu/141

LA ZITELLA STRUFINATA II


 
     Sposalla io? Co ttutto cuer morzarzo! 1
Co cquelle cuattro scrofole! Co cquella
Galantaria che ttiè a la gargamella! 2
Co cquella scianca3 che tte bbutta in farzo! 4
              
     Io sposalla! E nnemmanco de risbarzo 5
La vorrebbe pijjà sta cantarella, 6
Amara piú der zugo7 de mortella,
E mmattaccina8 com’er zol de marzo.
              
     Ringrazzio Iddio co la lingua pe tterra
E in ginocchione in zulla grattacascia 9
D’èsse vedovo, e ttu vvôi famme guerra?
              
     Si llei se vò sposà, se spósi Bbascia, 10
Perch’io nun me la sento, sora sferra, 11
Da la padella de cascà
=== no match ===
a la bbrascia.12


3 febbraio 1832 - Der medemo


Note

  1. Umor salso.
  2. Gola.
  3. Gamba.
  4. Zoppica.
  5. Rimbalzo.
  6. Canterella, cantaride.
  7. Sugo.
  8. Capricciosa.
  9. Strumento da grattare il cacio.
  10. Vedi la nota 9 del sonetto precedente.
  11. Nome di spregio, comune anche alla miglior lingua, senonché i Romaneschi lo danno in significato anche più maligno.
  12. Proverbio.