Sonetti romaneschi VI/Le nozze de li sguallerati

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Li du' coraggi Er peccato fiacco

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     Appena er Zor Uticchio e Zzinfarosa,
che ppareveno un par de peracotte,
furno sposati, io fesce co la sposa: 2
«Sora Commare, annateve a ffà fotte». 3
              5
     Tre ggiorni appresso poi, doppo la notte
de cuella gran faccenna sbrodolosa, 4
vorzi5 sapé si ccome annò lla cosa,
e si er boccio6 poté rregge a le bbotte.
              
     E jje disse accusí: «Ssora Commare,
10in cuella tar nottata sce fu bbujja? 7
Annassivo d’accordo cor Compare?
              
     Ar Zor Uticchio je s’arzò la gujja?».
Lei m’arispose allora: «e cche vve pare?
no, ppover’omo: ciafrujja, ciafrujja».8


Roma, 27 novembre 1832


Note

  1. Allentati, erniosi: dicesi de’ vecchi.
  2. Io dissi alla sposa.
  3. Equivoco tra una grossolana ingiuria ordinariamente usata, e la qualità dell’attuale situazione della donna.
  4. Brodosa.
  5. Volli.
  6. Vecchio.
  7. Buglia: tumulto.
  8. Ciafrugliare: cioè «acciabattare, procacciare alla meglio».