Sonetti romaneschi VI/Li Santi grossi

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Li Manfroditi Er roffiano onorato

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     Quer zacconaccio1 indove ciariscoto 2
er giulio pe mmi’ soscero la festa,
nun za3 de santi che cce n’è una scesta
che pponno dà in ner culo a Ssanto Toto.
              5
     San Rocco è pprotettore de la pesta:
Sant’Emidio protegge er terramoto:
Santa Bbibbiana sta ssopra la testa:
Santa Luscia sull’occhi. Eppoi te noto
              
     pe la gola San Biascio, pe li denti
10Sant’Appollonia, e Ssant’Andrea Vellino
pe cchi mmore, dio guardi, d’accidenti.
              
     Pe li morti-de-fame San Carlino, 4
Sant’Anna pe le donne partorienti,
e ppe li maritati San Martino.5


10 gennaio 1832 - De Pepp’er tosto


Note

  1. Confratello de’ Sacconi nella chiesa di S. Teodoro, chiamata volgarmente Santo Toto.
  2. Ci riscuoto.
  3. Non sa.
  4. Un carlino è in Roma moneta da sette baiocchi e mezzo.
  5. Nel giorno di S. Martino dicesi per ischerzo farsi la processione de’ cornuti.