Specchio di vera penitenza/Trattato della superbia/Capitolo quinto/Qui si dimostra come la superbia offende gli angioli e gli uomini

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Trattato della superbia - Capitolo quinto - Qui si dimostra come la superbia offende gli angioli e gli uomini

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Trattato della superbia - Capitolo quinto - Qui si dimostra come la superbia offende gli angioli e gli uomini
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Qui si dimostra come la superbia offende gli angioli e gli uomini.


Anche offende la superbia gli angioli santi, ed è loro odiosa; però che per la superbia cadde il primo angiolo, e rovinò di cielo con tutti i suoi seguaci, e fatti sono d’angioli demonii; e ancora perché veggiono che la superbia fa levare l’uomo contro a Dio e sopra a Dio, che sommamente dispiace loro. E se ne’ dimonii dello ’nferno potesse essere diritto giudicio della ragione, averebbono in odio la superbia; imperò che, come dice santo Agostino, per la superbia il diavolo fu fatto misero. Offende la superbia il prossimo in molti modi. In prima, l’uomo superbo offende il prossimo col quore, avendolo a vile e spregiandolo. Onde dice il savio Ecclesiastico: Sicut abominatio est superbo humilitas, ita exeratio diviti pauper: Come al superbo è in abbominazione l’umilità, così all’uomo ricco è in dispregio il povero. Anche l’offende colla bocca in molti modi, o vantandosi o lodando sé [p. 215 modifica]medesimo:1 ch'è cosa molto spiacevole e a udire grave, come dice Salamone ne’ Proverbi: Qui se iactat, et dilatat iurgia, concidit: Chi si vanta, e dilatasi in parole di sua loda, provoca gli uditori a rincrescevoli spiaceri, e a farsi biasimare, o contendendo o litigando, e pertinacemente le sue parole, o vere o non vere ch’elle sieno, difendendo e affermando; cogliendo pruova, e vogliendo che la sua2 stia di sopra; o dicendo parole villane o ingiuriose o oltraggiose e soperchievoli, con minacce3 e con rimproveri, dispettando altrui. Onde Salamone dice ne’ Proverbi: Ubi fuerit superbia, ibi et contuemeliae: Dove sarà la superbia, ivi saranno parole oltraggiose e villane. Ancora offendono altrui gli uomini superbi co’ fatti, ingiuriando, oltraggiando, perseguitando, molestando, gravando nelle persone, nell’avere, nello stato, nella fama; non lasciando altrui stare né vivere in pace: de’ quali dice il Profeta: Superbi inique agebant usquequaque: I superbi faceano sempre in ogni luogo opere ingiuste e inique. E però, in persona di tutti coloro ch’erano ingiuriati e oppressati, dicea il Salmista: Confundantur superbi, quia iniuste iniquitatem fecerunt in me: Sieno confusi i superbi; imperò che ingiustamente hanno fatto iniquitade contro a me. Che iniquitade adoperino gli uomini superbi, Salamone lo dice ne’ Proverbi: Arma et gladius in via superbi: e ’l savio Ecclesiastico dice: Effusio sanguinis in via superborum: Arme e coltella4 e spargimento di sangue è nella via de’ superbi uomini. Fanno ancora un’altra offesa al prossimo gli uomini superbi, dando il male essemplo; chè, con ciò sia cosa che gli altri peccatori, come sono gli adúlteri, e’ ladri e più altri, nascondono le loro male opere (de’ quali dice il Vangelo: Qui male agit, odit lucem: [p. 216 modifica]Colui che fa male, ha in odio la luce), ma i superbi le fanno manifeste e palese, come coloro che non se ne vergognano, ma che se ne vantano e gloriano. Onde la loro conversazione fuggiva il Profeta quando dicea: Superbo oculo et insatiabili corde, cum hoc non edebam: Io non mangiava e non usava con colui che avea l’occhio superbo e ’l quore che mai non si saziava. È, adunque, ragionevolmente ispiacevole e odiosa a Dio e agli uomini la superbia; e non solamente a’ mansueti e agli umili, come cosa loro contraria, ma eziandio a’ superbi; chè l’uno superbo ha in odio l’altro, con ciò sia cosa che sieno fratelli in uno medesimo vizio, e figliuoli d’uno padre: a’ quali diceva Cristo nel Vangelo: Vos ex patre diabolo estis: Voi siete figliuoli del diavolo, il quale è vostro padre. Onde ne’ superbi pare che falli quella regola generale, della quale dice il savio Ecclesiastico: Ogni uomo s’accompagna col suo simile; ma l’uomo superbo non s’accompagna con5 veruno superbo; anzi, come dice Salamone: Inter superbos semper iurgia sunt: Tra gli uomini superbi sempre sono discordie e lite. Onde dice santo Agostino: La superbia ha sempre in odio la pace e la compagnia altrui. E Innocenzio dice: La superbia a ogni uomo è importabile e odiosa: ogni altro vizio sì ama il suo simile; ma l’uomo superbo ha in odio l’altro superbo.

Note

  1. Le stampe del quindicesimo e sedicesimo secolo: o lodandosi sè medesimo; il Manoscritto senz'altro: o lodandosi.
  2. Il Manoscritto: ch'ella.
  3. L'antica edizione replica qui superflue e minacci. Vedi nota 2 pag. 200, e nota 1, pag. 212.
  4. Ediz. 95: Arma et coltello.
  5. Il nostro Testo, in vece di con, pone di. E l'edizione del 25: non ama compagnia di veruno ec.