Differenze tra le versioni di "Pagina:Storia delle arti del disegno III.djvu/436"

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{{Pt|ga|spiega}} per Ulisse quella del più vecchio, l’altra per Diomede; e da altri si dicono Ulisse, e Telemaco, come nota il signor Huber nella spiegazione delle sue Tavole<ref>''Tom. {{Sc|iiI}}. pag. 288''.</ref>. Ulisse ha il pileo nella forma solita darsegli dai pittori, al dire di {{AutoreCitato|San Girolamo|s. Girolamo}}<ref>''Epist. 64. ad Fabiolam, num. 13. op. Tom. I. col. 360''.</ref>, cioè di un globo diviso per metà, detto dai Greci, e dai Romani tiara, e da qualcuno anche galero. Nicomaco fu il primo a dipingerlo con tal berretta, secondo Plinio<ref>Vedi qui avanti ''Tom. {{Sc|iI}}. pag. 250''.</ref>.
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{{Pt|ga|spiega}} per Ulisse quella del più vecchio, l’altra per Diomede; e da altri si dicono Ulisse, e Telemaco, come nota il signor Huber nella spiegazione delle sue Tavole<ref>''Tom. {{Sc|iiI}}. pag. 288''.</ref>. Ulisse ha il pileo nella forma solita darsegli dai pittori, al dire di {{AutoreCitato|San Girolamo|s. Girolamo}}<ref>''Epist. 64. ad Fabiolam, num. 13. op. Tom. I. col. 360''.</ref>, cioè di un globo diviso per metà, detto dai Greci, e dai Romani tiara, e da qualcuno anche galero. Nicomaco fu il primo a dipingerlo con tal berretta, secondo {{AutoreCitato|Gaio Plinio Secondo|Plinio}}<ref>Vedi qui avanti ''Tom. {{Sc|iI}}. pag. 250''.</ref>.
   
 
3. Pag. j. Lettera iniziale col ritratto dell’Editore.
 
3. Pag. j. Lettera iniziale col ritratto dell’Editore.
   
4. Pag. v. Moneta del re Antigono I., in cui {{AutoreCitato|Johann Joachim Winckelmann|Winkelmann}} nel Tom. I. pag. 294., e Tom. {{Sc|iI}}. pag. 261. trova nel rovescio Apollo sedente sulla prora d’una nave, e nel dritto l’immagine del dio Pane. Per questo io non so accordarmici, non avendo la testa verun carattere di Pane, come la corona di pino, le orecchie di Satiro, l’idea del volto satiresca, e le due cornette<ref>Omero, o altri che sia l’autore, Hymn.
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4. Pag. v. Moneta del re Antigono I., in cui {{AutoreCitato|Johann Joachim Winckelmann|Winkelmann}} nel Tom. I. pag. 294., e Tom. {{Sc|iI}}. pag. 261. trova nel rovescio Apollo sedente sulla prora d’una nave, e nel dritto l’immagine del dio Pane. Per questo io non so accordarmici, non avendo la testa verun carattere di Pane, come la corona di pino, le orecchie di Satiro, l’idea del volto satiresca, e le due cornette<ref>Omero, o altri che sia l’autore, ''Hymn.
in Pana. Vedi Lilio Giraldo Hijlor. Ueor.
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in Pana''. Vedi {{AutoreCitato|Lilio Gregorio Giraldi|Lilio Giraldo}} ''Histor. Deor.
fynt. 1 j. col. 4.J1. segg. Lugd. Batav. 1 606. </ref>. L’ellera è un simbolo di Bacco<ref>Vedi il Giraldo/, eie. fynt. 8. col. 276.,
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synt. 15. col. 451. segg. Lugd. Batav. 1606''.</ref>. L’ellera è un simbolo di Bacco<ref>Vedi il Giraldo ''l. cit. synt. 8. col. 276''.,
Bodeo a Teofrafto Hift. plant. lib.4. cap.i S.
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Bodeo a Teofrasto ''Hist. plant. lib. 4. cap. 18.
pag. 276., Buonarruoti Ojferv. ijior. sopra
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pag.'' 276., {{AutoreCitato|Filippo Buonarroti (antiquario)|Buonarruoti}} ''Osserv. istor. sopra
ale. med. Trionjo di Bacco, pag. 4.45.</ref>: onde possiamo dire con più ragione, che la testa sia il ritratto dello stesso Antigono, di cui sappiamo da {{AutoreCitato|Elio Erodiano|Erodiano}}<ref>''lib. 1. cap. 6.''</ref>, essere stato solito affettare di comparire un Bacco, portando in vece del diadema una corona d’ellera, e in vece di scettro un tirso: ''Antigonus, quo Liberum per omnia repræsentaret, pro causia, & diademate macedonico hederam capiti circumdare, thyrsumque pro sceptro gestare est solitus''. Hanno avuto simile gusto pazzo per le cose di Bacco il re Demetrio figlio d’Antigono, altri sovrani dell’Asia successori d’Alessandro il Grande, il triumviro M. Antonio, l’imperator Cajo, ed Eliogabalo, facendosi alcuni chiamare Bacco, Libero, e Dionisio, come osservò lo {{AutoreCitato|Ezechiel Spanheim|Spanhemio}}<ref>De prajl. & itfu num. di§. 7. n. 6. segg.
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alc. med. Trionfo di Bacco, pag. 445''.</ref>: onde possiamo dire con più ragione, che la testa sia il ritratto dello stesso Antigono, di cui sappiamo da {{AutoreCitato|Elio Erodiano|Erodiano}}<ref>''lib. 1. cap. 6.''</ref>, essere stato solito affettare di comparire un Bacco, portando in vece del diadema una corona d’ellera, e in vece di scettro un tirso: ''Antigonus, quo Liberum per omnia repræsentaret, pro causia, & diademate macedonico hederam capiti circumdare, thyrsumque pro sceptro gestare est solitus''. Hanno avuto simile gusto pazzo per le cose di Bacco il re Demetrio figlio d’Antigono, altri sovrani dell’Asia successori d’Alessandro il Grande, il triumviro M. Antonio, l’imperator Cajo, ed Eliogabalo, facendosi alcuni chiamare Bacco, Libero, e Dionisio, come osservò lo {{AutoreCitato|Ezechiel Spanheim|Spanhemio}}<ref>''De præst. & usu num. diff. 7. n. 6. segg.
pag. 43. Jegg. Tom. 1. Vedi anche il Cupero
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pag. 43. Jegg. Tom. I''. Vedi anche il {{AutoreCitato|Gisbert Cuper|Cupero}}
De elepkani. exercit. 1. cap. 7. in Sappl.
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''De elephant. exercit. 1. cap. 7. in Suppl.
Antiq.Rom.Saliengre, Tom. {{Sc|iiI}}.</ref>. Potrebbe anche sospettarsi che Antigono avesse fatto mettere in quella medaglia la testa di Bacco barbata all’uso orientale, come diremo appresso.
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Antiq. Rom. Saliengre, Tom. {{Sc|iiI}}''.</ref>. Potrebbe anche sospettarsi che Antigono avesse fatto mettere in quella medaglia la testa di Bacco barbata all’uso orientale, come diremo appresso.
   
 
5. Pag. xvij. * Ornato ideale.
 
5. Pag. xvij. * Ornato ideale.

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