Differenze tra le versioni di "Pagina:Bandello - Novelle, Laterza 1910, I.djvu/73"

Jump to navigation Jump to search
(Xavier121: split)
 
  Cosa significano le icone?  Cosa significano le icone?
-
Pagine SAL 25%
+
Pagine SAL 75%
Intestazione (non inclusa):Intestazione (non inclusa):
Riga 1: Riga 1:
  +
{{RigaIntestazione|70|{{Sc|parte prima}}|}}
Corpo della pagina (da includere):Corpo della pagina (da includere):
Riga 1: Riga 1:
  +
anco ella abbia il suo padrone. L’apportator di quella sará un servidore del signor vostro cognato, il signor cavalier Vesconte, che egli a posta vi manda per condur cavalli in qua. Essa novella chiaramente dimostra che, quando una donna delibera ingannar il suo marito, che se egli avesse piú occhi che Argo, che a la fine ella stará di sopra e gliela appiccherá. Dimostra ancora che i mariti deveno ben trattar le mogli e non dar loro occasione di far male, non divenendo gelosi senza cagione, per ciò che chi ben vi riguarderá troverá la piú parte di quelle donne che hanno mandato i loro mariti a Corneto, averne da quelli avuta occasion grandissima, ché rarissime son quelle da’ mariti ben trattate e tenute con onesta libertá, le quali non vivano come deveno far le donne che de l’onor loro sono desiderose. Né per questo mai sará lecito a donna veruna far torto al suo marito, ancor che mille ingiurie da lui riceva. State sano.
 
  +
PARTE PRIMA
 
  +
anco ella abbia il suo padrone. L'apportator di quella sarà un
 
 
{{Centrato|NOVELLA V}}
servidore del signor vostro cognato, il signor cavalier Vesconte,
 
 
{{Centrato|{{smaller|Quanto scaltritamente Bindoccia beffa il suo marito, che era fallo geloso.}}}}
che egli a posta vi manda per condur cavalli in qua. Essa novella
 
  +
chiaramente dimostra che, quando una donna delibera ingannar
 
  +
il suo marito, che se egli avesse più occhi che Argo, che a la
 
  +
Poi che il magnanimo Alfonso re di Ragona, per l’inestimabile liberalitá di Filippo Vesconte uscito di pregione, acquistò Napoli, Angravalle, cavalier napoletano che molti anni aveva sotto lui militato e ricco si trovava, d’una giovane molto bella, che Bindoccia si chiamava, fieramente s’innamorò. Ella era figliuola del signor Marino Minutolo. E perché era bellissima, molti baroni e gentiluomini la corteggiavano; ma ella mostrava non si curar di persona, e a le ambasciate rispondeva che ella serbava la sua verginitá a colui che dal padre le fosse per marito donato. Angravalle, poi che s’accorse che se per moglie non la prendeva, che forse altri l’averebbe presa, al padre di lei per consorte la fece domandare. Il padre, consegnatosi con alcuni parenti ed amici, si contentò di dargliela. Onde egli tutto pieno di allegria solennemente sposò Bindoccia, e le nozze si fecero molto onorevoli. Menatola poi a casa ed entrato in possessione dei tanto desiderati beni, avendola onoratissimamente
fine ella starà di sopra e gliela appiccherà. Dimostra ancora che
 
i mariti deveno ben trattar le mogli e non dar loro occasione
 
di far male, non divenendo gelosi senza cagione, per ciò che
 
chi ben vi riguarderà troverà la più parte di quelle donne che
 
hanno mandato i loro mariti a Corneto, averne da quelli avuta
 
occasion grandissima, ché rarissime son quelle da' mariti ben
 
trattate e tenute con onesta libertà, le quali non vivano come
 
deveno far le donne che de l'onor loro sono desiderose. Né
 
per questo mai sarà lecito a donna veruna far torto al suo
 
marito, ancor che mille ingiurie da lui riceva. State sano.
 
NOVELLA V
 
Quanto scaltritamente Bindoccia beffa il suo marito, che era fallo geloso.
 
Poi che il magnanimo Alfonso re di Ragona, per l’inesti¬
 
mabile liberalità di Filippo Vesconte uscito di pregione, acquistò
 
Napoli, Angravalle, cavalier napoletano che molti anni aveva
 
sotto lui militato e ricco si trovava, d’ una giovane molto
 
bella, che Bindoccia si chiamava, fieramente s'innamorò. Ella
 
era figliuola del signor Marino Minutolo. E perché era bellis¬
 
sima, molti baroni e gentiluomini la corteggiavano; ma ella
 
mostrava non si curar di persona, e a le ambasciate rispondeva
 
che ella serbava la sua verginità a colui che dal padre le fosse
 
per marito donato. Angravalle, poi che s’accorse che se per
 
moglie non la prendeva, che forse altri l’averebbe presa, al padre
 
di lei per consorte la fece domandare. Il padre, consegnatosi
 
con alcuni parenti ed amici, si contentò di dargliela. Onde egli
 
tutto pieno di allegria solennemente sposò Bindoccia, e le nozze
 
si fecero molto onorevoli. Menatola poi a casa ed entrato in
 
possessione dei tanto desiderati beni, avendola onoratissimamente
 
94 230

contributi

Menu di navigazione