Novella del Grasso legniajuolo: differenze tra le versioni

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Partito Filippo, e sembiante faccendo d’andare a casa, data una volta, sen’andò a casa il Grasso, la quale era dinanzi dalla Chiesa di Santa Reparata; ed aperto l’uscio con un coltellino, come colui che ben sapeva il modo, e n’andò in casa, e serrossi dentro col chiavistello per modo, che persona entrar non vi potesse. Aveva il Grasso madre, la quale di quei dì era andata in Polverosa ad un suo podere per fare bucato, e dovea tornare di dì in dì. Il Grasso, serrato ch’ebbe la bottega, andato parecchie volte su giù in su per la piazza di san Giovanni, come era usato di fare, avendo tuttavia il capo, a Filippo, e compassione della madre, ed essendo un’ora di notte, disse infra se: oggimai Filippo non arà bisogno di me, poiché non ha mandato per me. E deliberato andarsene in casa, ed all’uscio giunto, che saliva due scaglioni, volle aprire, come usato era di fare; e provato più volte, e non potendo, s’avvide l’uscio essere serrato d’entro; il perchè, picchiando, disse:chi è su? apritemi; avvisandosi, che la madre fosse tornata di villa, e avesse serrato l’uscio d’entro per qualche rispetto, o che ella non se ne fosse avveduta. Filippo, che dentro era, fattosi in capo di scala, disse: chi è giù? contrafaccendo la voce del Grasso. A cui il Grasso disse: apritemi. Filippo finse, che chi picchiasse fosse quel Matteo, che voleano dare ad intendere al Grasso, ch’e’ fosse divenuto; e faccendo vista d’essere il Grasso, disse: deh Matteo, vatti con Dio, che io ho briga assai, che dianzi essendo Filippo di ser Brunellesco a bottega mia, gli fu venuto a dire, come la madre da poche ore in qua stava in caso di morte, il perchè io ho la mala sera. E rivoltosi indietro, finse di dire a mona Giovanna ( che così avea nome la madre del Grasso ) fate che io ceni, perocché il vostro è gran vituperio, che è due dì che voi dovevate tornare, e tornate pur testé di notte. E così disse parecchi parole rimbrettose, contrafaccendo tuttavia la voce del Grasso.
 
Udendo il Grasso così gridare, e parendogli la voce sua, disse: che vol dir questo? e’ mi pare che costui, ch’è su, sia mee dice , che Filippo era alla bottega sua, quando gli fu venuto a dire che la madre stava mate; ed oltre a questo grida con mona Giovanna. Per certo io sono smemorato; e sceso i due scaglioni, e tiratosi indietro per chiamare dalle finestre, vi sopraggiunse come era ordinato, uno che evea nome Donatello, intagliatore di marmi, amico grandissimo del Grasso, e giunto a lui così al barlume, disse: buona sera, Matteo, va’ tu cercando il Grasso? e’ se n’ andò pur testè in casa. E così detto s’ andò con Dio.
 
Il Grasso, se prima s’era maravigliato, udendo Donatello, che lo chiamò Matteo, smemorò, e tirossi in su la piazza di san Giovanni dicendo fra se: io starò tanto qui, che ci passerà qualcuno, che mi conoscerà, e dirà chi io sia. E così stando mezzo fuori di se, giunser quivi, com’era ordinato, quattro famigli di quegli dell’unciale dalla mercatanzia, ed un mwaao, e con loro un che avea ad aver danari da quel Matteo, che ’l Grasso si cominciava quasi a dare ad intendere di essere; ed accostatosi costui al Grasso, si volse al messo e a’ fanti, e disse: menatene qui Matteo; questo è il mio debitore. Vedi ch’io tanto ho seguita la traccia, ch’io t’ho colto. I famigli,e ’l messo lo presono, e cominciarono a menarnelo via. Il Grasso rivoltosi a costui, che ’l faceva pigliare, disse; che ho io a far teco, che tu mi fai pigliare?Di’, che mi lascino; tu, m’ hai colto in iscambio,ch’io non sono chi tu credi, e fai una gran villania a farmi questa vergogna, non avendo a fare nulla teco. Io sono il Grasso legnaiuolo, e non sono Matteo e non soche Matteo tu ti dica; e volle cominciare a dare loro, come quello che era grande, e di buona forzai ma egli presono di subito, le braccia; e il creditore fattesi innanzi, e guatatolo molto bene in viso, disse:Come non hai a farenulla meco? Sì, ch’ io non conosco Matteo mio debitore, e chi è il Grasso legnaiuolo? Io t’ho scritto in sul libro e hotti la sentenzia contra al’arte tua, già fa un anno. Ma tu fai bene, come un cattivo, a dire che tu non sia Matteo; ma ti converrà a fare altro a pagarmi, che contraffarti. Menatenelo pure, e vedremo se tu sarai desso. E cosi bisticciando il condussono alla Mercatanzia. E perchè egli era quasi in su l’ora della cena, né per la via, né là non trovaron persona, che gli conoscesse.

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