Differenze tra le versioni di "Pagina:Zibaldone di pensieri V.djvu/208"

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<noinclude>teresse </noinclude>non pregiudicasse (ch’é pur sí difficile e raro) alla vivacità e forza del medesimo.<ref name="ftn60">Nótisi che il {{AutoreCitato|Tasso}} proccurò eziandio di render nazionale l’argomento della Gerusalemme col dare tra’ Cristiani le maggiori parti del valore a due italiani; Tancredi di Campagna nel Napoletano il qual era patria del {{AutoreCitato|Tasso}}, e Rinaldo d’Este progenitore del Duca a cui il {{AutoreCitato|Tasso}} indirizzava il poema. E Rinaldo si è propriamente, non pure il secondo, ma l’altro Eroe della Gerusalemme con Goffredo, come ho detto a suo luogo, e, secondo l’intenzione del {{AutoreCitato|Tasso}}, a parti uguali, ma in effetto e’ riesce maggior di Goffr.</ref> E in vero se dalla estensione dell’interesse si deve misurare, almeno in qualche parte, il pregio d’un poema, anzi d’ogni scrittura, niun poema epico in questa parte né vinse né agguagliò la Gerusalemme; siccome ancora, secondo le opinioni di que’ tempi, ne’ quali ci dobbiamo riporre coll’intelletto, niun poeta epico si propose mai scopo piú nobile né piú degno né piú magnanimo che il {{AutoreCitato|Tasso}}, il quale intese col suo poema di contribuir piú che tutti gli altri scrittori insieme, ad eccitare i principi Cristiani a quella sacra e generosa guerra ec. coll’esempio e la lode di quelli che l’avevano intrapresa e valorosamente operata e felicemente terminata (Puoi vedere per meglio conoscere le opinioni e i sentimenti {{ZbPagina|3132}} dell’Europa cristiana verso l’impero turco nel 500, la B. G. del Fabricio, t.13., p. 500-6).<ref name="ftn61">V. p. 3173. Vedi ancora particolarm. lo Speroni Oraz. Ven. 1596. p. 23. e p. 56. 109. e Castiglione, Cortegiano e. Ven. 1541. carta 173; ed. Ven. 1565. p. 423-24, libro 4.</ref>
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<section begin=1 /><!--{{ZbPagina|3131}}--><noinclude>teresse </noinclude>non pregiudicasse (ch’é pur sí difficile e raro) alla vivacità e forza del medesimo.<ref name="ftn60">Nótisi che il {{AutoreCitato|Tasso}} proccurò eziandio di render nazionale l’argomento della Gerusalemme col dare tra’ Cristiani le maggiori parti del valore a due italiani; Tancredi di Campagna nel Napoletano il qual era patria del {{AutoreCitato|Tasso}}, e Rinaldo d’Este progenitore del Duca a cui il {{AutoreCitato|Tasso}} indirizzava il poema. E Rinaldo si è propriamente, non pure il secondo, ma l’altro Eroe della Gerusalemme con Goffredo, come ho detto a suo luogo, e, secondo l’intenzione del {{AutoreCitato|Tasso}}, a parti uguali, ma in effetto e’ riesce maggior di Goffr.</ref> E in vero se dalla estensione dell’interesse si deve misurare, almeno in qualche parte, il pregio d’un poema, anzi d’ogni scrittura, niun poema epico in questa parte né vinse né agguagliò la Gerusalemme; siccome ancora, secondo le opinioni di que’ tempi, ne’ quali ci dobbiamo riporre coll’intelletto, niun poeta epico si propose mai scopo piú nobile né piú degno né piú magnanimo che il {{AutoreCitato|Tasso}}, il quale intese col suo poema di contribuir piú che tutti gli altri scrittori insieme, ad eccitare i principi Cristiani a quella sacra e generosa guerra ec. coll’esempio e la lode di quelli che l’avevano intrapresa e valorosamente operata e felicemente terminata (Puoi vedere per meglio conoscere le opinioni e i sentimenti <section end=1 /><section begin=2 />{{ZbPagina|3132}} dell’Europa cristiana verso l’impero turco nel 500, la B. G. del Fabricio, t.13., p. 500-6).<ref name="ftn61">V. p. 3173. Vedi ancora particolarm. lo Speroni Oraz. Ven. 1596. p. 23. e p. 56. 109. e Castiglione, Cortegiano e. Ven. 1541. carta 173; ed. Ven. 1565. p. 423-24, libro 4.</ref>
   
Molto ragionevolmente adunque i sopraddetti poeti (per non parlare degli altri, come di Voltaire e di Ercilla autore dell’Araucana, e del Trissino ec). scelsero ai loro poemi argomento nazionale, senza la qual circostanza (largamente però intendendo la parola nazionale, come per esempio circa la Gerusalemme) è assolutamente impossibile dare alcuno interesse a un poema epico che abbia e serbi la unità, com’ella oggi s’intende. Ed è perciò ben poco lodevole l’assunto di
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Molto ragionevolmente adunque i sopraddetti poeti (per non parlare degli altri, come di Voltaire e di Ercilla autore dell’Araucana, e del Trissino ec). scelsero ai loro poemi argomento nazionale, senza la qual circostanza (largamente però intendendo la parola nazionale, come per esempio circa la Gerusalemme) è assolutamente impossibile dare alcuno interesse a un poema epico che abbia e serbi la unità, com’ella oggi s’intende. Ed è perciò ben poco lodevole l’assunto di<section end=2 />
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