De la vωlgare εlωquεnzia/Libro I: differenze tra le versioni

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{{Centrato}}''Che fu necessario a l’homω il cωmεrciω del parlare’.''<br/>CAP. III</dvdiv>
Mωvεndωsi adunque l’homω, nωn per istintω di natura, ma per ragiωne’, εt essa ragiωne’, o circa la separaziωne, o circa il giudiciω, o circa la εleziωne diversificandωsi in ciascunω, tal, che qua∫i niunω intεnda l’altrω per le’ sue’ proprie’ aziωni, o passiωni, come’ fannω la bεstie; nέ anche per speculaziωne l’unω può intrare ne l’altrω, cωme l’Angelω, sεndω per la grωsseza, εt ωpacità del corpω mωrtale l’humana spεcie da ciò ritenuta; fu adunque bi∫ognω, che vωlεndω la gεneraziωne humana fra sέ cωmunicare i suoi cωncεtti, havesse qualche segnω sensuale, ε raziωnale; perciò, che devεndω prεndere una co∫a da la ragiωne, ε ne la ragiωne pωrtarla, bi∫ωgnava εssere raziωnale; ma nωn pωtεndωsi alcuna co∫a di una ragiωne in un’altra pωrtare, senωn per il mεçω del sensuale, fu bi∫ognω εssere sensuale; perciò, che sel fωsse sωlamente raziωnale, nωn pωtrεbbe trappassare’, se sωlω sensuale, nωn pωtrεbbe prεndere da la ragiωne, nέ ne la ragiωne depωrre. <big><big>ε</big></big> questo ὲ segnω, che il subjettω, di che parliamω, ὲ nobile; perciò, che in quantω suonω, egli ὲ una co∫a sensuale: εt in quantω che secωndω la vωluntà di ciascunω significa qualche co∫a, egli ὲ raziωnale.<!-- rilettura effettuata fin qui. -->
 

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