Storia della geografia e delle scoperte geografiche (parte seconda)/Capitolo XI/Esplorazioni portoghesi dal 1462 al 1487

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Esplorazioni portoghesi dal 1462 al 1487

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[p. 205 modifica]68. Esplorazioni portoghesi dal 1462 al 1487. — Dopo avere raccontato quanto vide ed intese ne’ suoi due viaggi alle coste occidentali d’Africa, il Cadamosto ci informa che, dopo la morte di D. Enrico (anno 1460), il re di Portogallo, Alfonso V, spediva due caravelle armate, comandate da Pedro de Cintra e da Soeiro da Costa, coll’incarico di andare molto innanzi nella costa dei Negri, e di scoprire nuovi paesi; e quindi espone minutamente i risultamene della spedizione, i quali si possono compendiare nella esplorazione della zona costiera compresa tra l’arcipelago dei Bissagos ed un luogo, detto dal Cintra Arboreto di Santa Maria, che cadrebbe approssimativamente sul limite orientale dello Stato repubblicano di Liberia (5° di latitudine nord). I punti più importanti rilevati in questo tratto di costa furono il Capo Verga; il Capo Sagres in memoria del luogo del medesimo nome, ordinaria residenza dell’Infante; il Rio San Vincenzo, largo nella bocca circa 4 miglia; il Rio Verde; il Capo Liedo o allegro; la montagna detta Serra Leona, «atteso il gran rumore che di continuo si sente pei tuoni alla sua cima sempre circondata da nebbie»; il Capo Rosso; il Capo Sant’Anna (26 luglio?); il fiume delle Palme; il Capo di Monte; il Capo Mesurado (poco lungi dalla odierna Monrovia); l’Arboreto di Santa Maria. Il re Alfonso V, più guerriero che scienziato, non attese mai direttamente al proseguimento delle scoperte africane, occupato, come egli era, nelle conquiste della Mauretania e nelle guerre colla Castiglia. Persuaso tuttavia del grave danno che ne sarebbe derivato al paese se quelle spedizioni si fossero del tutto abbandonate, egli concedeva per cinque anni (a cominciare dal novembre del 1469), ad un ricco cittadino di Lisbona, Fernam [p. 206 modifica]Gomes, il privilegio esclusivo del commercio dell’Africa, mediante il pagamento annuo di 500 ducati, ed alla condizione che in ciascuno dei cinque anni egli dovesse scoprire non meno di cento leghe di costa, di modo che, al termine del contratto, si contassero 500 leghe di nuove scoperte al di là del luogo, cui eransi arrestati gli ultimi scopritori Pedro de Cintra e Soeiro da Costa.

Il Gomes, incoraggiato dalla speranza di lauti guadagni, e sorretto dal principe D. Giovanni che poneva molto interesse a simili imprese, si mise all’opera così attivamente, che al termine dei cinque anni tutta la costa africana dall’Arboreto di Santa Maria al capo di Santa Caterina (circa 2 gradi di latitudine sud) era già conosciuta, almeno ne’ suoi tratti principali. Ma gli scrittori contemporanei, zelantissimi nel lusingare le inclinazioni di Alfonso V, minutamente raccontandone le sue imprese guerresche, poco si curarono di queste scoperte mercantili, per cui assai oscuro ed incerto è, ancora in oggi, tutto quanto ha rapporto colle prime esplorazioni della costa della Guinea. Tuttavia si possono registrare con onore Giovanni di Santarem e Pedro de Escovar, i quali negli anni 1470 e 1471 scopersero successivamente l’isola San Tomaso (21 dic. 1470), l’isola Anno-bom o del Buon Anno (1° gennaio 1471), l’isola Sant’Antonio (17 gennaio) detta più tardi isola del Principe, e la costa degli Ascianti. Qualche incertezza si ha sulla data della scoperta di Fernando-Po. Alcuni autori la attribuiscono a Fernao do Po che la vide pel primo nell’anno 1469 o 1471, «le diede il nome di Ilha Formosa per il suo ridente aspetto e la sua splendida vegetazione tropicale: altri invece ne pongono la scoperta nell’anno 1486, e la attribuiscono a Giovanni Alfonso di Aveiro.

Né vuoisi dimenticare Buy de Sequeira, scopritore delle <;oste africane al sud della linea equinoziale, sino al capo Santa Caterina, ultimo luogo raggiunto sotto il regno di Alfonso V.

Il re Giovanni II, successore di Alfonso V, diede un impulso assai maggiore ai tentativi di scoperte e di colonizzazione dei [p. 207 modifica]Portoghesi, ed il suo regno va gloriosamente distinto dalla fondazione di fattorie commerciali sulle coste della Guinea settentrionale, dalla esplorazione completa della costa di Benin, e dalle scoperte del Congo e del Capo di Buona Speranza. Al regno di D. Giovanni risale pure l’uso di innalzare dei padroni (padraos) o colonne commemorative nei più importanti luoghi della costa, e ciò nel fine di assicurare, per mezzo di monumenti stabili e durevoli, i diritti di possesso del Portogallo dirimpetto alle altre nazioni. Tali colonne erano di pietra e portavano alla sommità una croce; alla superficie erano scolpite le armi del Portogallo insieme coi nomi del sovrano regnante, del navigatore e colla data della scoperta1. Di non lieve importanza sono i padraos nella storia delle navigazioni portoghesi sotto i regni di Giovanni II e di Emanuele, giacchè servono, nel medesimo tempo, a determinare le date precise delle scoperte ed i luoghi estremi raggiunti, nelle loro spedizioni, dai diversi navigatori.

Il primo a far uso di queste colonne commemorative fu Diogo Cao o Cam ne’ suoi due memorabili viaggi alla costa occidentale d’Africa (1484-86, 1486-88).

Nel primo viaggio Diogo Cam si avanzò oltre il capo di Santa Caterina, e giunse al gigantesco fiume, detto Zaire dagli indigeni, e comunemente conosciuto col nome di Congo. Sul capo che termina a sud ovest l’imboccatura di questo fiume, fu innalzata la colonna commemorativa2 detta Padron di S. Giorgio, per la particolare devozione che il re Giovanni portava al Santo di tal nome. Nel secondo viaggio l’ardito navigatore giunse sino al capo Cross (lat. sud = 21° 48’), e furono innalzate due altre colonne commemorative, cioè il Padron de Sancto Agostinho sul promontorio che venne designato col nome di Santa [p. 208 modifica]Maria (dal giorno della scoperta, 15 agosto) e si trova sotto la latitudine australe di 13° 30’; e il Padron del capo Cross, il quale segna il punto estremo toccato da Diogo Cam in quelle regioni lontane.

Contemporaneamente al primo viaggio di Diego Cam, gli storici portoghesi registrano la spedizione di Alfonso de Aveiro (aprile 1484 — ottobre 1486), della quale faceva parte il celebre geografo e cosmografo Martino Behaim di Norimberga. A partire dalla fattoria dì La Mina, le due caravelle della spedizione si recano alla costa di Benin, quindi alle isole del golfo di Guinea verso la fine dell’anno 1484: ritornando alla costa giungono al Capo Negro (Monte Nigro) il 18 gennaio del 1485,. e al capo San Bartholomeo Viego il 24 agosto. Queste date risultano da due leggende del globo di Martino Behaim, la prima delle quali, al monte Nigro, dice: «Quivi furono erette le colonne del re di Portogallo, il 18 gennaio dell’anno del Signore 1485»; e la seconda, a lato del capo San Bartolomeo «Sin qui giunsero le navi portoghesi, ed innalzarono una colonna; al termine di 19 mesi furono dì ritorno al loro paese».


Note

  1. Queste iscrizioni erano in latino ed in portoghese; ovvero, come affermano alcuni scrittori, in latino, in portoghese ed in arabo.
  2. Da questa prima colonna commemorativa hanno origine i nomi di Rio Padron e di Capo Padron che le carte antiche danno al fiume Zaire ed al promontorio a sud-ovest della foce.