Sul rosario di Maria Vergine

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Papa Leone XIII

1895 Indice:Sul rosario di Maria Vergine.djvu Encicliche Cristianesimo Sul rosario di Maria Vergine SS. Intestazione 18 agosto 2021 25% Da definire

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LETTERA ENCICLICA


DEL SOMMO PONTEFICE


L E O N E    X I I I


IN DATA 5 SETTEMBRE 1895


SUL ROSARIO DI MARIA VERGINE SS.







Mondovì, Tip. Edit. B. Graziano


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ai venerabili fratelli

patriarchi primati arcivescovi vescovi

ed altri ordinari

aventi pace e comunione con la sede apostolica

LEONE PP. XIII

venerabili fratelli

salute e apostolica benedizione


Si acclami pure con sempre più magnifiche lodi l’Ausiliatrice potente e clementissima dei Cristiani, la Vergine Madre di Dio, che ben n’è degna, e si supplichi a lei con più sentita fiducia, Infatti gli argomenti di confidenza e di encomio si accrescono per quella dovizia svariata di beneficii, che ogni dì più larga e per dove, mercè di lei, si diffonde a comune vantaggio. Nè mancano per verità da parte dei cattolici significazioni di devotissimo affetto verso così grande Benefattrice: mentre più che mai in questi tempi, tuttochè sì avversi alla Religione, Ci è dato vedere desto e ardente in ogni classe di persone l’amore ed il culto alla Vergine beatissima. Di che sono chiara testimonianza il ristabilirsi per tutto e moltiplicarsi associazioni sotto la sua tutela; l’erigersi splendide chiese all’augusto suo nome; l’accorrere in numerosi e piissimi pellegrinaggi a’ suoi santuarii più venerandi; l’adunarsi congressi, intesi ad ampliare il campo delle sue glorie: ed altre opere simiglianti, ottime in se stesse e di lieto presagio per l’avvenire. Ma ciò che è singolare, e Ci gode l’animo di

[p. 4 modifica]ricordarlo, si è che, tra le varie forme di cotesta pietà verso Maria, si raffermi già universalmente nell'estimazione e nella pratica dei fedeli la devozione così eccellente del suo Rosario. Di ciò Noi proviamo viva consolazione. Imperocché, se a promuovere tal devozione abbiam dedicata non piccola parte delle Nostre cure, ben veggiamo con quanta benignità la Regina del Cielo rispose a' Nostri desiderii: e deh voglia pure rispondere alla fiducia Nostra, mentre la scongiuriamo di temperare le angosciose amarezze che in questi giorni Ci aspettano! — Ma dalla efficacia del Rosario in particolar modo Ci ripromettiamo più larga copia di aiuti per dilatare il regno di Cristo. Quello che ora sta in cima a' Nostri pensieri, lo abbiam detto più volte, è la riconciliazione delle nazioni dissidenti dalla Chiesa: e abbiamo pur dichiarato che l'esito felice dovremo principalmente attenderlo dal soccorso divino, implorato con suppliche fervorose. Ciò stesso, non ha molto, fu da Noi attestato, allorché nella solennità della Pentecoste raccomandammo speciali preghiere al divino Spirito per quell'intento; e alle Nostre esortazioni si rispose a gara da ogni parte. Se non che per la gravità e difficoltà dell'impresa, e per quella costanza che è necessaria ad ogni virtù, vien molto opportuna l'ammonizione dell'Apostolo: Durate nell'orazione1: tanto più che i bene augurati principii dell'opera sembrano stimolare soavemente a tale perseveranza. Adunque, Venerabili Fratelli, nel prossimo mese di Ottobre, voi e i vostri popoli con la preghiera del Rosario, secondo le solite prescrizioni, vogliate insistere insieme con Noi presso la Vergine Madre, accesi della più viva pietà: non vi sarà certamente cosa nè più vantaggiosa allo scopo, nè a Noi più gradita di questa. Troppo importa

[p. 5 modifica]che al patrocinio di Maria affidiamo con suprema speranza i consigli e i desiderii Nostri.

Il mistero della carità esimia di Cristo verso di Noi ci si dà chiaro a vedere anche da questo, che egli morendo volle lasciare per madre al discepolo Giovanni la sua Madre stessa, con quel solenne testamento: Ecco il tuo figlio. Nella persona poi di Giovanni, conforme al sentimento perenne della Chiesa, Cristo additò tutti gli uomini, e primamente quelli che avrebbero in lui creduto. Sul quale proposito S. Anselmo Cantuariense esclama: Che può concepirsi mai di più degno, che tu, o Vergine, sii madre di coloro, a cui Cristo si degna esser padre e fratello2? Ella pertanto accettò ed eseguì di gran cuore le parti tutte di quel singolare e laborioso ufficio, consacrandone lo Spirito Santo gl’inizii là nel Cenacolo. Fin d’allora ella aiutò mirabilmente i primi fedeli colla santità dell’esempio, coll’autorità del consiglio, colla soavità del conforto, colla virtù delle sue sante preghiere; mostrandosi in verità Madre della Chiesa e Maestra e Regina degli Apostoli, ai quali fu eziandio larga di quei divini oracoli che serbava in fondo al suo cuore. — Ma appena può dirsi a parole quanto si accrebbero di ampiezza e di efficacia queste cure, dacchè ella fu assunta presso il Figlio a quell’altezza di gloria che richiedeva la sua dignità e lo splendore dei meriti suoi. Perocchè di là ella cominciò a vegliare per modo sulla Chiesa e a darci alti prove di sollecitudine e favore materno, che come per divino consiglio, era stata ministra del mistero della umana redenzione, così con potere quasi illimitato esser dovesse ministra della grazia che perennemente si deriva da quello. Quindi ben a ragione le anime cristiane, quasi tratte

[p. 6 modifica]da nativo impulso, corrono a Maria; con lei a fidanza comunicano consigli ed azioni, dolori e contentezze: alla cura e alla bontà di lei, come fanno i figli, raccomandano se stessi e ogni lor cosa. Quindi sono giustissimi i solenni encomii che presso tutte le genti e in tutti i riti si resero a lei, e che vennero ognora crescendo col suffragio dei secoli: tra gli altri molti, essa fu celebrata Signora nostra e nostra Mediatrice3; essa Riparatrice dell’universo 4; essa colei che ne impetra i doni di Dio5. — E poichè di tutti i doni divini, onde l’uomo sopra l’ordine naturale viene elevato ai beni eterni, è fondamento e principio la fede, per questo appunto, a farcela possedere e professare salutarmente, a buon diritto si esalta l’arcano influsso di lei, che generò l’Autore della fede, e che per la sua fede udì salutarsi beata: Non è alcuno, o tutta santa, che si riempia della cognizione di Dio, se non per tuo mezzo; non è chi consegua la salvezza, se non per te, o Madre di Dio; non è chi riceva dono dalla misericordia divina, se non per te 6. Nè parrà eccedere il vero chi affermi, che fu segnatamente per la guida e il presidio di lei, che la sapienza e le istituzioni dell’Evangelo, benchè tra difficoltà e contradizioni fierissime, penetrarono per ogni nazione con tanto celere corso, portando da per tutto un nuovo ordine di giustizia e di pace. E fu questo che ispirò l’animo e la parola di S. Cirillo d’Alessandria, quando rivolto alla Vergine le diceva: Per te gli Apostoli annunziarono la salvezza alle genti....; per te la Croce preziosa è segno all’encomio e all’adorazione di tutto il mondo....; per te son volti in fuga i demonii, e l’uomo è richiamato al Cielo; per te ogni creatura, legata già all’errore degli

[p. 7 modifica]idoli, si è convertita alla luce della verità; per te gli uomini di fede conseguirono il santo battesimo, e per ogni dove furono costituite le chiese 7. — Che anzi, come ne la lodò lo stesso Dottore 8, fu ella scettro della fede ortodossa validissimo, per quella cura che ebbe continua, acciocchè la fede cattolica durasse vigorosa nei popoli e fiorisse intera e feconda. Nel che molte prove e ben conosciute ne fornisce la storia, confermate altresì non di rado da prodigiosi avvenimenti. Più che mai in que’ tempi e luoghi in cui s’ebbe a deplorare la fede illanguidita e negletta o attaccata da nefanda peste di errori, apparve di presente la benignità della Vergine che moveva al soccorso. E levaronsi al suo cenno falangi d’uomini, chiari per santità e per apostolico ardore, i quali da lei sostenuti, spuntarono le armi degli empi, ricondussero e rinfiammarono gli animi alla pietà della vita cristiana. Basti un solo fra molti, Domenico di Guzman, il quale si adoperò felicemente nell’una e nell’altra missione col mezzo precipuo del Rosario. Nè sarà chi dubiti quanta parte ritorni alla stessa Madre di Dio delle palme mietute da venerabili Padri e Dottori della Chiesa, nel rivendicare e illustrare sì egregiamente la cattolica verità. Imperocchè sono essi medesimi che da lei, Sede della divina sapienza, riconoscono grati l’affluenza di ottime ispirazioni che ebbero nello scrivere; a lei quindi, non a sè, doversi riferire se la nequizia dell’errore fu vinta. Infine Principi e romani Pontefici custodi e difensori della fede, altri nelle guerre sacre che fecero, altri nei solenni decreti che promulgarono, presero ad invocare il nome della Madre divina, e lo sperimentarono potente ognora e propizio. — Ond’è

Note

  1. Col. IV, 2.
  2. Or. 47, olim 48.
  3. S. Bernardus, serm. II in adv. Dom. n. 5.
  4. S. Tharasius, or. in praesent. Deip.
  5. In offic. graec., VIII dec., teotokion post. odem IX.
  6. S. Germanus constantinop. op. II In dormit. B. M. V.
  7. Hom. contra Nestorium.
  8. Ibid.