Sulla origine delle specie per elezione naturale, ovvero conservazione delle razze perfezionate nella lotta per l'esistenza/Capo XI/Sulla successione dei medesimi tipi nelle stesse aree negli ultimi periodi terziari

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Capo XI

Sulla successione dei medesimi tipi nelle stesse aree negli ultimi periodi terziari

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Capo XI - Sullo grado di sviluppo delle antiche forme rispetto alle forme viventi Capo XI - Sommario

Clift ha dimostrato, parecchi anni fa, che i mammiferi fossili delle caverne dell’Australia sono strettamente affini ai marsupiali di questo continente. Nell’America del Sud tale parentela è manifesta, anche ad un occhio inesperto, nei frammenti giganteschi di armature simili a quelle dell’armadillo, trovate in varie parti della Plata; e il prof. Owen ha dimostrato nel modo più convincente che la maggior parte dei mammiferi fossili sepolti colà in gran numero, sono analoghi ai tipi dell’America del Sud. Questa affinità apparisce anche più evidente nella stupenda collezione di ossa fossili fatta da Lund e Clausen nelle caverne del Brasile. Questi fatti mi fecero tanta impressione, che nel 1839 e nel 1845 io insistetti a tutt’uomo su questa "legge della successione dei tipi", - sopra "questa portentosa relazione nel medesimo continente fra le forme estinte e le viventi". Il prof. Owen ha poscia estesa la stessa generalizzazione ai mammiferi del vecchio mondo. Noi osserviamo la medesima legge nelle ricomposizioni, fatte da questo autore, degli uccelli estinti e giganteschi della Nuova Zelanda: come pure noi lo vediamo negli uccelli delle caverne del Brasile. Woodward ha provato che la stessa legge si verifica nelle conchiglie marine; ma per la vasta distribuzione della maggior parte dei generi dei molluschi essa non sussiste con uguale certezza pei medesimi. Potrebbero inoltre aggiungersi altri casi, come la relazione fra i molluschi terrestri estinti e viventi di Madera e fra i molluschi estinti e gli esistenti delle acque salmastre del mare Aral-Caspio.

Ora che cosa significa questa legge rimarchevole della successione dei medesimi tipi nelle medesime superfici? Dovrebbe essere un uomo ben ardito colui, che, dopo di aver confrontato il presente clima dell’Australia e delle parti dell’America meridionale che hanno la stessa latitudine, tentasse di spiegare, da una parte colle dissimili condizioni fisiche la dissomiglianza degli abitanti di questi due continenti, e dall’altra parte la uniformità degli stessi tipi in ciascuno di essi durante gli ultimi periodi terziari colla parità delle condizioni fisiche. Nè potrebbe pretendersi che sia una legge invariabile quella, per cui i marsupiali debbano essere stati principalmente od esclusivamente propri dell’Australia; o che gli sdentati ed altri tipi americani si siano solamente prodotti nell’America meridionale. Perchè noi sappiamo che l’Europa nei tempi antichi era popolata da numerosi marsupiali; ed io ho dimostrato, nelle pubblicazioni precedentemente citate, che nell’America la legge di distribuzione dei mammiferi terrestri era anticamente diversa da quella che oggi si osserva. L’America settentrionale presentava in altri tempi molti dei caratteri attuali della metà meridionale di questo continente; e la metà meridionale era una volta più strettamente affine che oggi non sia, alla metà settentrionale. Così sappiamo dalle scoperte di Falconer e di Cautley, che i mammiferi dell’India settentrionale erano nei tempi primitivi più prossimi a quelli dell’Africa che non siano al presente. Abbiamo inoltre dei fatti analoghi rispetto alla distribuzione degli animali marini.

Secondo la teoria della discendenza con modificazioni, la grande legge della successione prolungata, ma non immutabile degli stessi tipi sulle medesime regioni, viene tosto chiarita; perchè gli abitanti di ogni parte del mondo tenderanno facilmente a rimanere e propagarsi in quelle parti, nei periodi immediatamente posteriori, lasciando una progenie strettamente affine, benchè modificata di qualche grado. Se gli abitanti di un continente anticamente erano molto diversi da quelli di un altro continente, anche i loro discendenti modificati differiranno quasi nella stessa maniera e al medesimo grado. Ma dopo intervalli di tempo molto lunghi, e dopo i grandi cambiamenti geografici che permettano molte migrazioni da una regione all’altra, le forme più deboli cederanno il posto alle più dominanti, e non vi sarà nulla di immutabile nelle leggi della distribuzione passata e presente.

Potrebbe chiedersi ironicamente se io supponga che il megaterio ed altri mostri giganteschi affini abbiano lasciato dietro di sè nell’America meridionale l’armadillo pigro e il formichiere quali discendenti degeneri. Ciò non potrebbe ammettersi in modo alcuno. Questi giganteschi animali rimasero estinti interamente e non lasciarono veruna progenie. Ma nelle caverne del Brasile vi sono molte specie estinte che sono in relazione intima, per la loro grandezza e per gli altri caratteri, colle specie che attualmente esistono nell’America meridionale: e alcuni di questi fossili possono essere i diretti progenitori delle specie viventi. Nè deve dimenticarsi che, secondo la mia teoria, tutte le specie di un medesimo genere sono derivate da una sola specie anteriore; per modo che se si trovassero in una formazione geologica dei generi, comprendenti otto specie per ciascuno, nella formazione immediatamente vicina si avessero sei altri generi affini o rappresentativi, col medesimo numero di specie, allora noi potremmo concludere che una specie sola, di ciascuno dei sei generi precedenti produsse dei discendenti modificati, che costituirono i sei nuovi generi. Le altre sette specie di generi antichi si sarebbero spente e non avrebbero lasciato progenie. Ora, probabilmente, potrebbe avvenire un caso più comune, cioè che due o tre specie, di due o tre soltanto dei sei generi primitivi, fossero state i progenitori dei sei nuovi generi: essendosi estinte le altre specie antiche e tutti gli altri generi primitivi. Negli ordini che sono in decadenza, i generi e le specie dei quali diminuiscono di numero, come pare sia il caso degli sdentati dell’America meridionale, saranno anche meno numerosi i generi e le specie che avranno lasciato dei discendenti diretti modificati.