<dc:title> Teatro Historico di Velletri </dc:title><dc:creator opt:role="aut">Bonaventura Teoli</dc:creator><dc:date></dc:date><dc:subject>storia</dc:subject><dc:rights>CC BY-SA 3.0</dc:rights><dc:rights>GFDL</dc:rights><dc:relation>Indice:Teoli - Teatro Historico di Velletri.djvu</dc:relation><dc:identifier>//it.wikisource.org/w/index.php?title=Teatro_Historico_di_Velletri/Libro_III/Capitolo_IX&oldid=-</dc:identifier><dc:revisiondatestamp>20260616110243</dc:revisiondatestamp>//it.wikisource.org/w/index.php?title=Teatro_Historico_di_Velletri/Libro_III/Capitolo_IX&oldid=-20260616110243
Teatro Historico di Velletri - Libro III - Stato presente di Velletri Bonaventura TeoliTeoli - Teatro Historico di Velletri.djvu
L manifestare, à chi legge lo Stato presente di Velletri, non lo stimo disdicevole, ò superfluo, perchè per esso si potrà far concetto di cose maggiori neì passati Secoli, benche le consumate Memorie ciò discuoprir non possino. Velletri dunque al presente si ritrova molto populosa, e piena d'Habitatori; imperciocche vi sono Sei Parrocchie di Fonte Battesemale, e l'una per l'altra contiene due mila Anime, poco più, ò poco meno, e per la gran concorrenza de' Forsastieri, che vengono da diverse parti à procacciarsi honoratamente il vivere con le proprie fatighe, tengo di fermo, che vi siano da Quattordici mila persone. E Città di buon'Aria, il Sito del Territorio è di cinquanta, e più miglia di circuito, il quale racchiude Casali, Tenute, Castelli distrutti, Fossi, Fonti, e Montagne. Vi sono tante Vigne, che con molti Arboreti ancora hanno il giro di vintisei, e più miglia. Vi sono dodeci Molini di Grano, che sono di grandissimo guadagno a' Padroni; perchè alcuni 80. alcuni 70. altri 50. e 40. Rubbia di Grano rendono a' Possessori. La Città è circondata di Mura, ma non ben conservate, per la sicurezza, con la quale si vive da' Cittadini. V'è il Monte dell'Abbondanza, li Proveditori del quale comprano a' tempi debiti Grani forastieri, acciò la Città si mantenghi continuamente in Grascia, onde de' Particolari nel Mercato non occorre far più rigoroso prezzo, perchè subito il Monte, offre il Grano, e fa macinare al prezzo comprato. [p. 267modifica]V'è il Monte della Pietà fondato dalla Liberalità della Signora Caterina Ginnasia, nel quale si danno denari a' Bisognosi con il Pegno, quando senza recognitione; perchè si danno solamente due per cento, per lo che s'è tolta la via à molt'usure d'Hebrei. Il Breve della Fondatione fatto dal Sommo Pontefice Urbano Ottavo, comincia, Cum sicut Nobis nuper exponi fecisti, etc. Dat. Romæ apud S. Mariam Maiorem Sub Annulo Piscatoris, Die xxvij. Augusti 1639. Pontificatus Anno Decimo Septimo. Vi fù l'assenso del nostro Vescovo Cardinal Pio, come per Autentica, che comincia, Advetitionem, et Instantiam Illustris. Domina, etc. Dat. Romæ die xiv. Mensis Iulij. 1640. Il medesimo Pontefice concedè li due per Cento, per li denari, che si danno, come per Breve, che comincia, Cum sicut dilecta in Christo Filia, etc. Dat. Romæ Apud S. Mariam Maiorem, sub Annulo Piscatoris Die v. Novembris 1640. Pontificatus Anno Decimo octavo. V'era stato un'altra volta ne' passati Secoli simil Monte, forse stabilito negl'Anni del nostro Mancinello, ò poco prima, per liberare li nostri Cittadini dall'usure de' nostri nemici; quindi il Padre di lui chiamato Giovanni, Autore di tanto bene, huomo di molta bontà, e prudenza, che a' suoi giorni era stato più volte del Magistrato di Nove, fece à favor di quel Monte grandissimo risentimento; Perchè havendo considerata la pena decretata à quelli, che pigliavano, e davano ad usura, et accortosi che gl'Hebrei procuravano con pretesti indegni allettare li Cittadini (oltre ad haverli discacciati) nel publico Conseglio, à questo effetto radunato, essaggerò come timoroso di Dio, il dispreggio, che si tentava di fare alle Leggi, et al publico Bene. Haveva un Hebreo principale tra' gl'altri, subornato in Roma alcuni Conseglieri, e perciò si risolvè di toglier via il Monte, e di far'attender di nuovo alle maledette usure. Consideri il Lettore il zelo di cosi buon Cittadino, et il cordoglio ch'egli ne ricevè. Ma Dio misericordioso, finito il Conseglio, et usciti tutti dall'Aula Pretoria, venne un Fulmine dal Cielo, et uccide l'ostinato Hebreo, origine di tanto danno; il che fù stimato miracolo fatto dalla potente destra Divina à preghiere di persona cosi pia, e timorosa di sua Divina Maestà, che ne ricevé [p. 268modifica]non poca riputatione; quindi da quell'hora in poi il Monte della Pietà hebbe sempre augumento. Referirò li versi del Mancinelli.
Corpore non alto fuerat Pater inclitus, acrì
Ingenio, quamvis Grammata nulla sibi,
Sæpé Magistratum gessit, nam sæpé Novemuit
Electas, sæpé est missus ad ora Ducum.
Iudæos pepulit, Cives ob fœnere præssos
Constituit Montem, cui Pietatis inest.
Lege tamen posita, fieret né fœnus ab ullo
Amplius, et pœna est omnibus indé data.
Tentavit quandoquè tamen gens impia rursus
Allicere, spreta Relligione, canos.
Concilium petijt Genitor furibundus, et Acer.
Tum minitans clamat crimen, onusq. fore,.
Prob Superos, Aurum tanti est, ut Iura, Fidemq.
Dissolvat, contra falsq. piumq. simul.
Hebræus sed enim Romæ corruperato omnes,
Vix tamen egressus fulmine tactus obit.
Tum Patrem dixeret ium, Miracula cuncti
Dixerunt, precibus talia facta Patris.
Ex illo nemo est ausus tentare nefanda,
Et magis, atque magis Mons Pietatis habet.
Vennero poi l'occasioni gravi di Guerra, e di Peste, ò d'altri sinistri accidenti, overo, Perchè Defunctis Patribus surrexit prava iuventus, si spianò, anzi svanì il Monte, e sino all'Anno M.DC.XL. Anno di compimento, non si è rialzato a beneficio de' Poverelli. V'è l'Accademia di belle Lettere, nominata de gl'Estinti, nella quale due volte il Mese nella Sala di S. Francesco si recitano da' Virtuosi bellissime Compositioni, cosi in Prosa, come in Rima, con il concorso di tutti li Studiosi della Città. L'Impresa di questa Accademia è il Fonte d'Epiro, di cui fa mentione Plinio, e S. Agostino, con una Face Estinta vicino, et hà per Motto, VEL FRIGIDVS IGNEM. Nelli passati Secoli vi era l'Accademia detta de' Gonfia Utri, ch'alzava per impresa un Utre gonfio con il Motto, che diceva, SPIRITVUS INTVS ALIT. Questa si tralasciò, non sò quando. Da Quaranta, e più Anni sono, con il favore del [p. 269modifica]Cardinal Bandino fù eretta un'altra volta l'Accademia in S. Francesco, chiamata de' Sollevati, e faceva per Impresa una Fontana, che sgorgava Acqua in alto, con il Motto, FLVXIT AB ALTO. e questa per sinistro accidente venne meno. Da venti, e più Anni sono, fù rinovata da Monsignor Toldo Constantini Venetiano, Vicario Generale l'Accademia nel Palazzo Episcopale col nome de' Riaccesi, ch'alzava per Impresa alcuni Carboni quasi estinti, con un Folle, ò Manticetto, con il Motto, che diceva, AGITATI CANDESCVNT, e questa similmente per contrarij accidenti, fù trascurata. Finalmente nel M.DC.XXXII. s'eresse la presente, nella quale gl'Ingegni della nostra Patria attuffandosi nell'Acque d'un virtuoso essercitio, apprenderanno il lume risplendente della Virtù. Vi sono due Scuole di Grammatica, una de' Padri della Dottrina Christiana in S. Pietro, quali insegnano Gratis, e l'altra de' Padri Somaschi in S. Martino, che sono stipendiati annualmente dal Publico, oltre à molte Scuole particolari introdotte da' Preti, e virtuosi forastieri. Velletri hà tre Luoghi nella Sapienza vecchia di Peruggia, nella quale tre nostri Cittadini, ò naturali, ò aggregati possono stare sett'Anni à Studio, et ivi sono alimentati insin che ricevino la Laurea Dottorale: li quali Luoghi ne furono lasciati da Nicolò Capocio Romano Cardinal Vescovo Tusculano nel M.CCC.LXII. come apparisce per un Breve spedito in Avignone li viij. di Giugno, sotto l'Anno Decimo del Sommo Pontefice Innocentio Sesto. Vi sono tre Predicatori di Quaresima, uno nella Cattedrale stipendiato dalla Città, il secondo in S. Maria del Trivio, anco riconosciuto dalla Città, et il Terzo in S. Martino stipendiato dalla Sacrestia, e parte dalla Città. [p. 270modifica]Pagina:Teoli - Teatro Historico di Velletri.djvu/290[p. 271modifica]Pagina:Teoli - Teatro Historico di Velletri.djvu/291[p. 272modifica]Pagina:Teoli - Teatro Historico di Velletri.djvu/292