Teatro Historico di Velletri/Persone Illustri in Dignità

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Fameglie Estinte Persone Illustri in Dottrina
Persone Illustri in Dignità.
Cap. X.


Quanto splendore apporti alla Patria, la virtù, e bontà de' Cittadini honorati, lo disse Zenofonte Filosofo, che bramava nella Repubblica più tosto il decoro de' Cittadini virtuosi, che li ricchi addobamenti di pretiose vesti, Decorandas, (ecco le sue parole) dicebat esse Respublicas, non pretiosis ornamentis, sed hinabitantium virtutibus. E perciò Callimaco à chi l'interrogò qual fosse la più degna, e migliore Republica, rispose esser quella, nella quale i Cittadini garreggiavano nelle virtù, In qua plurimi Cives de virtute inter sese decertant, perché allhora con la gloria, e virtù de' Cittadini, dice il Petrarca, divien'ampla, e magnifica la Città, Nihil atquè Civitas amplificat, ut Civium virtus, et gloria. Allhora si rende la Patria per tutto il Mondo degna di lode, dice l'istesso, Summa Patriae laus, sola virtus est Civium, et allhora da tutti si fa conoscere fortunata, e felice, così spiega Cassiodoro, Constat faelicem Rempublicam quae multis resplendet ornata Concivibus. Quidni Apollonio Thianeo registrato da Filostrato, disse che la Città senza Cittadini virtuosi venivano a somigliare alla Statua di Giove Olimpo fabricata da Fidia Scultore, Dicebat quoque pulcras Urbes bonis Civibus carentes Iovis Olimpii Simulacro à Phidia composito similari; et assegnandone la raggione, dice, Id enim, inquit, immobile ubicumque Artifici placuit, permanet, cioè à dire, che sicome quella Statua, per essere senza spirito, et immobile, dove si pone dall'Architetto, ivi si ferma. Così la Città senza Cittadini virtuosi, e buoni, senza vigore si sperimenta; e se da straniera violenza vien aggravata, come morta si discuopre: E perciò per dimostrare, che Velletri sia stata una Città in qualsivoglia tempo, viva, e vigorosa, narrarò la virtù, valore, e splendore de' proprij Cittadini, tanto nelle Dignità, quanto nelle Scienze, e nell'Armi, né quali specchiandosi li viventi, e li posteri, saranno eccitati a seguir l'orme loro della virtù, che facilmente se ne farà preggiato acquisto, quando nell'humane operationi si pigliarà per oggetto presente un Cittadino honorato, virtuoso, e valoroso; potendosi dire quello che scrisse Seneca à Lucillo, Accipe hanc quidem utilem, et salutarem clausulam, ut in omni actione nostra semper aliquis vir bonus nobis adesse videatur, ut sic tamquam illo spectante vivamus, et omnia tamquam illo vidente faciamus.
So che da alcuni si stima questa Città di nullo, ò poco splendore in quanto alle Degnità sacre; e pure dimostrarò, che poche Città d'Italia l'avanzino. E per stare a divedere, che non dico cosa di mio capriccio, et immaginaria, perché, come scrisse Polibio, Dempta ex Historia veritate, narratio inutilis est, soppongo, che la Fameglia Ottavia sia originaria da Velletri, come si è per sentenza di molti Scrittori apertamente di sopra provato. Soppongo in oltre, che la Fameglia de' Conti di Tuscolano sia l'istessa, che la Fameglia Ottavia, così dice il Zazzera1, il quale per maggiormente autenticare la Discrittione Historica della Fameglia di S. Eustachio, comincia doppo gl'Anni del Signore DCC. per la retta linea di Tolomeo Ottavio; supposto dunque questo, io dirò, che molti Personaggi insigni siano stati oriundi da Velletri, et il Primo è.
S. Clemente Papa figliuolo di Faustino Ottavio. Di quanti meriti sia stato questo glorioso Pontefice, e Martire, non lo puole esprimer la mia penna, e perciò mi bastarà narrare, che egli sia stato d'una Fede incorrotta, d'una Virginità perpetua (come registra il Baronio per sentenza di Santo Ignatio Martire scrivendo à Filadelfi) e d'una carità ardente, con la quale ricevè la trionfante palma del Martirio.
S. Cornelio Martire figlio di Castino Ottavio, fù sforzatamente per la sua santa vita nel CC.LIIII. creato Pontefice, come in più luoghi riferisce S. Cipriano; fece un Concilio in Roma; fù da Volusiano Imperatore relegato in Civita Vecchia, allhora chiamata Cento Celle, dove detestando il culto, che si faceva alla Dea Tellure, e non volendo sagrificare al Dio Marte, li fù troncata la testa, e ricevè la Palma del Martirio, doppo due Anni di Pontificato.
Adriano Primo Sommo Pontefice, ancor egli di questa Fameglia, fù figliolo di Teodoro Ottavio de' Conti di Tusculano, essendo Diacono Cardinale creato da Papa Stefano Terzo, salì alla Sede di Pietro nel DCC.LXXII. fù huomo di grandissimo valore, fece resistenza à Desiderio Ré di Longobardi, che obedendo à precettii Pontificij, se ne ritornò à Pavia; instituì il cibo à cento Poveri il giorno nel Vaticano. Donò alla Basilica Vaticana il suo Castello di Caprarola, come apparisce per una Bolla di Papa Leone Quarto conservata in detta Basilica, visse nel Pontificato anni 23. Mesi 10. e Giorni 17.
Adriano Papa Terzo, fù dell'istessa Fameglia, prima del Pontificato chiamato Agapito figlio di Benedetto, fù creato Pontefice nel DCCC.LXXXIV.e visse nella Sede di Pietro un Anno, 3. mesi e 19. giorni.
Papa Sergio Terzo dell'istessa Fameglia, figliuolo di Benedetto, fù creato Pontefice nel DCCCC.VIII. e visse nella Suprema Catedra Anni 7. Mesi 3. e Giorni 26. Papa Giovanni Undecimo della medesima Fameglia, stimato figliuolo di Sergio, fù nel CM.XXXI. creato Pontefice, visse nella Sede di Pietro Anni 4. Mesi 10. e giorni 15. Papa Giovanni Duodecimo, chiamato Ottaviano, figlio di Alberico overo Alberto dell'istessa Fameglia, fù assunto alla Catedra di Pietro nel CM.LVI. e visse Anni 8. Mesi 4. e Giorni 6.
Papa Benedetto Sesto, overo Settimo2, figliuolo di Deodato dell'istessa Fameglia, creato Pontefice nel CM.LXXXV. fù persona di valore, e bontà, amava grandemente la pace, visse nel Pontificato Anni 9. Mesi 1. e Giorni 10.
Papa Benedetto Settimo, detto Ottavo, dell'istessa Fameglia, figlio di Gregorio, fù eletto Pontefice nel M. XII. Coronò Henrico Imperatore, scacciò i Sarraceni d'Italia, visse nel Pontificato Anni 11. mesi 8. e Giorni 11.
Papa Giovanni Decimonono figlio di Gregorio, fratello di Benedetto Settimo, fù creato Papa nel M.XXIV. Coronò Corrado Svevo Imperatore, visse nel Pontificato Anni 8. Mesi 9. e Giorni 9.
Papa Benedetto Ottavo, detto Nono, chiamato Teofilatto, figlio di Alberico dell'istessa Fameglia, fù creato Papa nel M.XXXII. Questo con grandissimi fastidij, e travagli, ch'alla fine superò, visse nel Pontificato Anni dodeci, Mesi uno, e giorni 12.
Papa Benedetto Nono, detto Decimo Antipapa dell'istessa Fameglia, de' Conti di Tusculano, qual era Vescovo Cardinal di Velletri chiamato Giovanni Mincio, figlio di Guidone, fù eletto Papa per via indiretta nel M.LVII. e perciò fù deposto, e mandato in Essilio à Velletri, fù ancora Scommunicato, ma poi assoluto per il perdono, che chiedè al vero Pontefice Nicola Secondo. Per corroboratione di quanto s'è detto fin'hora in questo Capitolo registrarò le parole del Ciaccone, quale dice, Benedictus Nonus, dictus Decimus, Velitris oriundus, antè occupatum Pontificatum Ioannes Moncius vocatus, Patrem habuit Guidonem ex Tusculani, et Galeria Comitibus, Primarium in Urbe Hominum, quippè qui septem Pontifices in Familia sua habuerat, Sergium Tertium, Ioannem Undecimum, Duodecimum, et Decimum nonum, Benedictum Septimum, Octavum et Nonum; onde non è da dubitare di quello che s'è detto di questa Nobilissima Fameglia.
Anco Vittore Quarto Antipapa contro Alessandro Terzo vero Pontefice, chiamato Ottaviano eletto illegittimamente nel M.C.LIX. era di questa Fameglia, dice l'Abbate Ughelli3, e lo cava dal Baronio, e lo rappresenta con l'Arme della Fameglia di S. Eustachio. Fù persona molto stimata, e perciò fù deputato Legato con altri Cardinali, prima à Corrado, e poi à Federico Barbarossa Imperatore. Morì in Lucca nel M.C.LXIV. e fù sepelito nella Catedrale.
Papa Gregorio Magno, Santo, e Primo di questo nome, era attenente à questa Fameglia, che se bene era di Patre Anicio4 (Fameglia unita con l'Ottavia) chiamato Gordiano, era ancora di Madre Ottavia, chiamata Silvia5. Fù assonto al Sommo Pontificato nel D.XC. del cui valore, dottrina, e santità ne sono piene le carte de' Scrittori. E quando la Fameglia de' Conti di Segni, e de' Conti d'Anagni sia originata da questa de' Tuscolani, come dice il Ciaccone; potrei far mentione d'altri Sommi Pontefici, cioè d'Innocentio Terzo, Gregorio IX. et Alessandro IV. de' quali non mi curo altro registrarne, perché mi basta solamente di mostrare, che Velletri sia Patria seconda di Fameglia così celebre, e gloriosa.
L'istesso Discorso potrei fare de' Cardinali, et ascriverne molti à questa nostra Città, e principalmente quelli, che furono assolutamente Vescovi Veliterni, perché in quei primi tempi era solito destinare il Vescovo della propria Patria. Essendo dunque la Chiesa Veliterna stata Cardinalitia, quelli primi Vescovi necessariamente esser dovevano Cardinali. Lascio dunque questi e quelli ancora della Fameglia Ottavia, e registrarò un Leone, ch'al tempo di Marino Secondo Sommo Pontefice, detto Iuniore, fece un'Instromento d'Emfiteusi à Demetrio figlio di Meliose, à cui vien dato titolo Eminentissimus Consul, et Dux, al quale concede un Monte nel Territorio Veliterno da fabricarvi un Castello, assegnadoli perciò Trentadue Fondi, ò vogliamo dire Casali. L'instromento fù stipolato in Roma li nove di Gennaro l'Anno .... Notaro Stefano Scriniario, onde si argomenta con raggione, che questo Leone fosse Velletrano, che altrimente non haverebbe havuto tanti Casali, e beni da far simile concessione.
Un'altro Leone Cardinale creato da Papa Pascale Secondo nel M.XCIX. da molti credesi che fusse Velletrano, del quale s'è detto sopra; io però in questo mi riporto à maggior chiarezza.
Di Vescovi n'habbiamo havuti molti, particolarmente un Giovanni Santi, che fù Vescovo di Fiorenza fatto da Papa Innocentio Terzo; perché la dignità Archepiscopale fù data à Fiorenza da Martino V. nel M.CD.XX. dice il Borghino6 trattando Della Chiesa Fiorentina. Di quanta Sapienza, Prudenza, e Giustitia egli fosse, bastarà di recitare le seguenti parole del Borghini. Giovanni da Velletro, che visse Vescovo nostro 25. Anni, ciò fu dal M.CC.V. al M.CC.XXX. costrui molte Iurisditioni da' passati Vescovi neglette, e perciò à longo andare da altrui usurpate, recuperò, e molti beni, et entrate pel corso del tempo dimenticate, ò intermesse, et in effetto come dir morte, ritornò à vita, e senza quelle, che per oblationi delle divote persone, ricevette, non poche di nuovo n'acquistò per via di compere; delle quali, perché è cosa notabile in lui, che solo più per questa via n'aggiunse, che tutto il resto de' Vescovi insieme, etc. Comprò molti Castelli, ricuperò molte giurisditioni, ridusse all'obedienza del Pastore molti Popoli relassati, fece liti, sempre con raggione, con le principali Fameglie Fiorentine per interesse della sua Chiesa. Doppo tante fatighe, e progressi à giovamento delle sue Pecorelle, e della sua Sposa, morì in Fiorenza nel M.CC.XXX., è sepelito nel Duomo7, dove in Marmo si leggono intagliati li seguenti versi.

Patria Velletrum Sancti fuit illa Ioannis

Qui iacet hic Praesul, cui pax sit omnnibus annis


Il P. Ciatti8 in alcune sue Scritture narra, ch'egli, mentre era Regente in Santa Croce di Fiorenza, hebbe discorso di questo Prelato con persona assai perita nell'Antichità, e particolarmente di quella Catedrale, di cui era Ministro, che li disse questo Giovanni esser stato Cardinale col Titolo di S. Prassede. Veramente il Ciaccone registra trà li Cardinali da Innocentio III. creati un Giovanni Cardinale di S. Prassede, ma che fosse più questo, che altro, dice il Ciatti non haver cosa che lo sproni ad affermarlo, ò negarlo.
Frà Giacomo ....... della nostra Religione di S. Francesco Min. Conv. il quale essendo Custode del Sac. Convento d'Assisi, fù destinato da Papa Innocentio Quarto Commissario per terminare il Processo per la Canonizatione di S. Stanislao Vescovo e Martire; se n'andò con ampia facoltà in Cracovia, et havendo con la sua prudenza, e diligenza finito, et ultimato quello, che non haveva potuto fare il Vescovo di Cracovia con altro suo Collega, se ne ritornò in Italia, portò seco un Braccio del detto Santo Martire, quale hor si conserva nel Reliquiario del Sacro Convento, dove ancora per suo mezzo si fece la Canonizatione del Santo Vescovo nel M.CC.XXXXV. Il Breve di questa Commissione è registrato dal P. Uvadingo. Il nostro Convento di S. Fortunato di Todi lo ricevè la nostra Religione per opra di questo Padre, finalmente fù fatto Vescovo di Fiorentino, come hò trovato nell'Archivio di quel Convento: non hò però potuto trovare l'Anno, quando fù promosso alla cura Pastorale di quella Chiesa.
Frà Lorenzo ........ dell'istessa Religione nostra, Maestro in Teologia, fù caro di Papa Bonifacio Ottavo come s'è accennato di sopra, fù dal medesimo Ponrefice fatto Vescovo d'Orte nel M.CCC.XCVIII. li tre d'Ottobre, fece suo Vicario Andrea di Velletri, ch'era Beneficiato di S. Pietro, e Canonico d'Orte. Ristaurò molte Chiese, ridusse alla Mensa Episcopale le Chiese di Santa Maria di Chia, Castello de' Signori Orsini, di S. Nicola, e di S. Giovenale. Riparò da' fondamenti la Chiesa, e Sagrestia della Catedrale. Amplificò con l'essempio, e con la predicatione le Confraternite, principalmente quella de' Raccomandati; faceva elemosine a' poveri, visitava gl'infermi, somministrandoli i Santissimi Sacramenti. Morì nel MCC.XIV. con tanta povertà, che non lasciò tanto di Spoglio, che bastasse al Funerale, e perciò le lagrime dell'amato suo Popolo, per la perdita del suo caro, e buono Pastore supplirono alle pompe funebri. Nella Cattedrale di Orte si ritrova di lui la seguente Memoria.

ANNIS MCCC. TRIDCIO TEI ......

INDICIO E PMA AVGVSTI DIE XX PRIMA

TPRE IOHIS XX PAPE SECUNDI

HOC OPVS EDIFICATVM NOE XPI DVCENTE.

EST SB REVERENDO PATRE LAVRENTIO Q.D.

FRATRE EPISCOPO CLICORVM NOMINA.

Gregorio Gori, essendo Canonico della Catedrale di Velletri, doppo la rinuncia d'alcune Cappellanie, et Iuspatronati, fatta a' suoi più stretti parenti, e particolarmente quello dell'Antica Chiesa della Santissima Trinità, fù fatto Vescovo della Cefalonia isola nell'Arcipelago del Dominio Veneto, da Papa Gregorio Duodecimo nel M.CCC.VIIII. Era egli molto familiare del Pontefice, fù gratissimo a' Signori Venetiani, perché più, e più di questa Fameglia havevano sparso il sangue per la Serenissima Republica Veneta, et perciò fù accompagnato da persone da persone deputate da quel Senato sin'al Vescovato, nel quale cominciò una bellissima fabrica per la Residenza Episcopale, procurò d'ordinar Preti nella Diocesi per cura delle sue Pecorelle; ma la cõtrarietà del Clima lo fece ritornar alla Patria doppo 7. Anni, dove fondò la Cappella della SS. Annunciata nella Catedrale, nella quale è sepelito. Morì nel M.CD.XIX. Fra Francesco ....... Maestro in Teologia della nostra Religione di S. Francesco, fù Lettor publico. e Guardiano d'Orvieto con tanta gratitudine, che volendo indi partire, piangevano quelle genti amaramente, in tanto, che nel libro delle Reformationi al num. 29. come hò veduto, nell'Archivio di quella Città, si legge, che Remanebant plorantes, sicut pecudes sine Pastore; per lo che gl'accrebbero stipendij per il Convento, e per se ancora. Doppo da Papa Eugenio Quarto fù fatto Vescovo di Capri, come registra il P. Uvadingo nel M.CD.XXXIII. e poi fù Vescovo di Gaeta.
Matteo Mancini, fù figliuolo del Cavalier Prospero di Nobil Fameglia, fù Dottore insigne nell'una, e nell'altra Legge, era ornato di molta pietà, e prudenza, e come il nostro Mancinello spiega in un Epigrãma. fù Vescovo di Sora.

Ad Mattheum Mancinum Veliternum Episcopum

Soranum

Prosper erat Matthiae Pater Mancinae vocatus,

Sed tu prosperior rite vocandus eras.

Clarus erat Genitor veneranda stirpe creatus,

Moribus, et claro nomine factus Eques.

Clarior ipsetamen Iuris doctrina utriusque,

Qua tibi sunt Latio vix duo, tresuè pares.

Additus et Pietas, Clementia, copia rerum,

Est et amicorum copia nobilior.

In quorum numero vel Mancinellus haberi,

Exoptat, iubeas, allice, gratus erit.

Cola Antonio Gregna persona molto virtuosa, studiò nell'Università di Bologna, dove ricevé la Laurea dottorale, fù Giudice, et Auditore delle Contradette, fatto da Paolo Terzo; fù Canonico, e Vicario di Velletri, per la sua prudenza e dottrina fù uno delli Statuarij della Città, e finalmente fù Abbreviatore Apostolico de Parco Minori. Lorenzo Landi soggetto di qualità rare, e molto virtuoso, fù Canonico della Cattedrale, e poi Vescovo di Fossombrone fatto da Papa Paolo Quinto; dove, oltre alle nuove Fabriche del Palazzo, accrebbe la Mensa Episcopale di Stabile, Rendita, e Giuriditione; era persona di Carità grãde, e di prudenza singolare, amatissimo da' Signori Colonnesi, e se la Parca crudele non li tagliava il filo della vita, da Cittadini si sperava alla Porpora. In Fossombrone v'è di lui l'infrascritta Memoria.

D.O.M.

Laurentio Lando Veliterno

Huius Forosemprioniensis Ecclesiae

Episcopo integerrimo

Quem hic quiescere ne putes,

Nam Gregi, quem Pastor sedulso pavit,

Nunc invigilat Custos.

Desiit esse mortalis An. Dom. M.DC.XXVII.

Aetatis LXIII.

Benedictus in Episcopum Successor, et

Clemens Fratres Fratri amantis.

P.C.

Di questa Fameglia era Giovanni figlio di Flaiano Landi, che fù Canonico di S.Pietro nel M.CCC.III. Argeo Coluzzi Dottor dell'una, e l'altra Legge profondissimo, Protonotario Apostolico, fù Auditore dell'Em. Ginnasio, quando era Nuntio in Spagna, per la cui assenza, essercitò, come Pronuntio il peso de' negotij Ponteficij appresso il Rè Cattolico, con quelle destre maniere, che si richiedeva. Più volte ricusò l'Arcivescovato di Mãfredonia, che detto Em. rinunciar li voleva, per attendere alla quiete. Benedetto Landi fratello di Lorenzo, fu huomo di gran dottrina, d'integerrima vita. Fù Auditore dell'Eminentissimo S.Onofrio, morto Monsignor Lorenzo, fù sorrogato nel Vescovato di Fossombrone; doppo lo rinunciò a Monsignor Giovan Battista Landi suo Nipote, et egli si ritirò in Roma, dove era Prelato di Visita, e se la vecchiaia lo comportava, era applicato à cariche di maggior peso. Morì in Velletri l'Anno M.DC.XXXVIII. Perché bramo mostrar al Mondo lo splendore di questa Patria, non devo tralasciare li vivẽti, fra quali il primo sia Martio Ginetti, che doppo esser stato Prelato di Segnatura, Auditore del Cardinal Camerlengo, Secretario della Consulta, e Maggiordomo del Pontefice Urbano Ottavo, è stato per l'altezza de' suoi meriti, e per il valor della sua dottrina assonto alla Sacra Porpora, fatto Vicario di Roma con l'impiego nelle principali Congregationi della Corte, è stato Legato à Latere in Germania per la Pace universale tra Prencipi Christiani; finalmente Legato d Ferrara, e ne porge speranza, ch'un giorno habbiamo à vederlo salito alla suprema Sede di Pietro; tanto Dio le conceda per honore, e beneficio della Patria. Girolamo Lanuvio persona dottissima in ogni professione, Prelato di gran stima, e nella Curia Romana applicato à più Congregationi, di presente si ritrova Decano della Signatura di Gratia, havendo rinunciato il Decanato di Giustitia, e Prelato della Congregatione de Propaganda Fide, e della Visita Apostolica, hà rinunciate più Chiese, ma particolarmente l'Arcivescovato di Cosenza per attender alla quiete, et a gl'Acquisti spirituali.
Giovan Battista Landi soggetto virtuoso, e di gran sapere, e prudenza, è stato Giudice dell'Appellatione di Campidoglio, poi applicato à gl'affari d'Urbino in Casteldurante; per la morte del Zio Monsignor Benedetto è stato fatto Vescovo di Fossombrone da Papa Urbano Ottavo, e di presente si ritrova Nuntio Apostolico in Torino appresso l'Altezze Reali di Savoia, e le rare qualità di lui ne promettono maggiore speranza di honorevolezze per lo splendore della Patria. Vi sono ancora molti Protonotarij Apostolici, che potranno col tempo, con altre dignità, et honori illustrare la Patria, quali, per non far lungo racconto de' Vivi, tralascio ad altra penna.


  1. Autore del Della Nobiltà d'Italia, sulle genealogie delle più importanti casate nobili italiane, opera pubblicata nel 1615.
  2. Si tratta in realtà di Benedetto VII, e, come dice il Teoli, questo pontefice apparteneva anch'egli alla casata dei Conti di Tuscolo.
  3. Ferdinando Ughelli, monaco cistercense, fu autore della prima opera storica sulle diocesi italiane dal titolo Italia Sacra, pubblicata per la prima volta in più volumi dal 1642 al 1648.
  4. Ovvero la famiglia senatoriale della gens Anicia
  5. Santa Silvia, madre di Gregorio Magno, era forse appartenente alla gens Octavia.
  6. Vincenzo Borghini, autore di una storia ecclesiastica di Firenze dal titolo Trattato della Chiesa e de' vescovi fiorentini
  7. Il corpo di questo vescovo di origini veliterne è conservato nel cosiddetto sarcofago della fioraia, ovvero un sarcofago di epoca romana posto tra l'altare maggiore e la fonte battesimale nel Battistero di San Giovanni a Firenze
  8. Padre Felice Ciatti, storico e uomo di chiesa, l'opera a cui probabilmente si riferisce il Teoli è Delle memorie annali ed istoriche delle cose di Perugia, del 1638,