Tebaldo e Isolina/Atto Primo

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Atto Primo

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Personaggi Atto Secondo
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ATTO PRIMO


SCENA PRIMA

Sala dei Cavalieri nel Palazzo d’Altemburgo. Le armature, i trofei, le insegne che all’intorno si veggono appese sono intrecciate di ghirlande d’alloro, di mirti, e di fiori con analoghe iscrizioni disposte in vago ordine.

Cavalieri, Congiunti, Amici dei Tromberga; i primari vassalli attendono Ermanno; egli comparisce con Geroldo, Clemenza, e varie giovani Damigelle con corone d’alloro. I Cavalieri, e gli altri abbracciano Ermanno, i vassalli s’inchinano, offrono i loro doni, li scudieri alzano e slegano emblemi: Clemenza gli porge la corona di alloro, e di mirto: l’azione s’eseguisce durante il seguente.


Coro

Da’ tuoi figli, dagli amici,
     Da’ vassalli tuoi felici,
     Voti, omaggi, affetti, onori
     Deh! tu accogli in sì bel dì.
5Cle.All’eroe, che degli allori
     Sotto i serti incanutì.....
Ger.Al miglior dei genitori,
     Che pei figli amor sentì.....
col CoroAd Ermanno tutti i cuori
     10Han sacrato un sì bel dì.
Erm.Dopo barbare vicende,
     Dalle pugne, dai perigli,
     Alla Patria, al sen dei figli
     E’ pur dolce il ritornar!

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     15Ah! di pace, di contento
     Sento l’alma respirar.
CoroSì: di pace, di contento
     Torna l’alma a respirar.


SCENA II


Suono di Trombe ripetuto. Indi vivace lontana marziale musica precede, e accompagna la marcia. Cavalieri del torneo in differenti armature distinti, e da’ loro Scudieri seguiti. Ermanno, Geroldo, i Cavalieri vanno loro incontro: Clemenza, e le giovani Dame li accolgono, e onorano.

     CoroMa i segnali già echeggiano all’aere,
     20Del Torneo già i campioni s’avanzano:
     Ecco i prodi che intrepidi accorrono
     A dar prove d’ardire e valor.
Gloria ai Prodi, splendor della Patria,
     De’ Nemici, degli empi terror!.....
     25La vittoria costante v’arrida,
     Vi sorrida propizio l’amor.
Erm, Clem., Ger. e il Coro ripetono poi
               Del canto Bardico
                    Dolce la lode
                    E’ ognora al nobile
                    30Cuore del prode
                    Degna mercè.
               Ma baci ottiene
                    Quella corona,
                    Che il caro bene
                    35Sul campo dona,
                    Pegno di amore,
                    Segno dì fè.

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Erm. Cavalieri, oh? di quanto
Accresce il mio contento in sì bel giorno
Il vedermi d’intorno
De’ prodi il fiore, che a guerrier canuto
Grato è cerchio d’eroi.
Ger. L’alta tua fama
Sull’Elba appunto ad onorarti chiama,
O illustre padre mio, tanti stranieri
Valorosi guerrieri.
Cle. Al gran torneo,
Che a tua gloria si celebra, l’amore
Guiderà tanti Eroi: già più d’un cuore
Per Isolina figlia tua sospira,
Ed alla destra aspira dell’amata
Erede d’Altemburgo.
Erm. Oh? sventurata
Famiglia d’Altemburgo!
Ger. E i tuoi nemici
Rei, distrutti compiangi?
Erm. Han gl’infelici
Dritto ognora a pietà.
Ger. Ma gli Altemburgo
Sempre odiaro i Tromberga.
Cle. E quel Boemondo
Che assassinò la sua consorte.
Ger. E puoi
Tu sentirne pietà!
Erm. Ma i figli suoi?.....
Costanza ancor bambina a Ger.
Venne a te destinata, ed Isolina
Al leggiadro Tebaldo. I sacri nodi
D’augurati imenei
oveano unir in sospirata pace,

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In amistà verace due famiglie
Le più illustri e possenti:
Io lo sperai..... ma invan,
Ger. L’atro delitto
Del perfido Boemondo...
Erm. Ei fu proscritto
Gli immensi beni suoi
Divise il Prence, e al mio fratel Corrado
Altemburgo donò. Corrado estinto
Giacque da ignota mano, ed ei morendo
Lo lasciò ad Isolina.
Cle. E ben tremendo
Fu il destin di Boemondo!
Erm. Ei nelle torri
Perì del Duca di Franconia, a cui
Dovea ospitalità, ch’egli tradiva:
Spirò sulle sue ciglia
Di stenti e pene l’infelice figlia.
Cle. E Tebaldo?
Erm. Ei perì, cercando invano
Difendere il suo padre. Oh! il giovinetto
Delle belle speranze!
Ger. osservando Ecco Isolina,
Che a noi s’appressa
Erm. le va incontro. Oh, cara figlia
Cle. E come,
Al suo apparir, de’ prodi adoratori
Tutti a lei volti sono i voti, e i cuori!

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SCENA III.

Paggi che precedono, Cavalieri, Damigelle, fra queste Isolina, con Ermanno: Geroldo, e Clemenza la circondano: i Cavalieri si schierano e l’acclamano.

Coro

Bella stella mattutina
     E’ Isolina
     Della rosa dell’Aprile
     Più gentile:
     Puro giglio di candore
     E’ il suo cuore.....
     Oh! mortale avventuroso
     Che a lei sposo un dì sarà!
   comparisce Is. e il seguito
D’ogni prode Cavaliere
     Tu il pensiere:
     Alla gloria per te aspira,
     Te sospira;
     Isolina siei l’oggetto
     D’ogni affetto.....
     Oh! mortale avventuroso
     Che a te sposo un dì sarà?
   Is. Oh come lieto il cor
     Omai vicino a te,
     Amato genitor,
     D’insolito piacer
     Brillar mi sento.
      Il Ciel natura e amor
     Tutto d’intorno a me
     Sorride in sì bel dì
     E in canto lusinghier
     Il mio contento
   Coro Felice ognor così
     Vederti il Ciel vorrà.
     Spiegarti il cor non sa
     La sua felicità.
Is.Cara Imagin del mio ben,
     Ah! per te sospira il cor!
     Deh! ritorna a questo sen,
     Caro oggetto del mio amor.

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Coro Il ciel benefico
     Arrida ai voti
     Dell’amor tenero;
     Del core ai moti,
     In te ognor brilli,
     Felicità.
Is. Ah! chi comprendere
     Può il mio contento?
     La gioja tenera

   Che in petto io sento,
     Ah nò che esprimere
     Il cor non sà.
     La pura face,
     Che in cor m’accende
     Infra la gioja
     Vigor riprende,
     E spera ognora
     Felicità.

Is.Cavalieri, una figlia,
Che del più vivo affetto ama suo padre,
Ne festeggia il ritorno sospirato:
E questo cuore, o Prodi, è a voi ben grato,
Che, al mio invito accorreste
A celebrar del Padre la vittoria.
Erm. Io ne usurpo la gloria: a sconosciuto
Giovine Eroe n’è l’alto onor dovuto.
Nell’ultima battaglia ei solo vinse,
Da morte mi difese,
E gloria, e vita, e libertà mi rese.
Is.E questo Eroe teco non è?con premurà
Erm. Dal campo
Egli tosto disparve.
Is. E non ne sai!
Erm.Tracce invan ne cercai.
Ei s’offerse guerriero volontario,
E a tutti si celava. Solitario
E tenero cantore
Talor sull’arpa egli invocava amore.
Is.(Ciel! cantore!... sarebbe!....colpita
Amica!)piano a Cle.
Cle. (Esser potrebbe.)

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Is.(E fra tanti stranieri,
Illustri Cavalieri!.....con premura
Erm  Io già l’avrei
Ravvisato all’istante;
Mi restò troppo impresso il suo sembiante,
Is. (Ah! che invano io sperai.)
Erm. Eppur lusinga sino ad or serbai
Di vederlo in tal giorno
D’Altemburgo al soggiorno.
Is. (Ah! m’obbliò!.) a Cle. tristissima
Cle. Sul campo è forse: ignoto,
Quale si tenne ognora.) Trombe didentro
Erm. Ecco le trombe.
Cavalieri, al Torneo. * Vieni, Isolina:
     * I Cavalieri armati s’uniscono e sfilano
Dalla tua mano attende.
Il prode vincitor l’ambito serto.
Is.(Ma il vincitore non sarà Sigerto!)

parte con Erm. seguita da Clem. e da tutto il corteggio.


SCENA IV.

Geroldo ritorna con uno Scudiere, che gli presenta un foglio.

E che brami, o Scudier? - che rechi? - un foglio! -

osserva la segnatura

Del nostro fido Erberto! — Qual mistero! —

legge; mostra fremito, sorpresa.


Che! sarebbe mai vero?
L’empio vivrebbe ancor? — Guerrieri armati
Nelle vicine selve? Rei disegni?
Prevengansi le trame degli indegni.

Non si turbi la gioja del momento:
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S’opponga al tradimento,
Si spieghi nel periglio
Con intrepido cor, fermo consiglio.par. collo Sc.

SCENA V.

Esterno del Castello d’Altemburgo che maestoso, e di Gotica Architettura s’offre nel prospetto: magnifici edifizj s’alzano al disopra delle mura.

Uno steccato a torneo nel mezzo a cui le insegne de’ varj Cavalieri si veggono appese. Palco pe’ Giudici del campo; altro per Ermanno, Isolina, Geraldo, e Clemenza: sopra altri palchi Cavalieri spettatori, e Dame: Soldati sulle mura del Castello; Araldi, Maestri del campo, Guardie, Scudieri, Popolo.

Il torneo è terminato: Il Cavaliere vincitore sta nel mezzo a visiera calata, colla spada alzata, e col piede sul petto del vinto avversario: I Cavalieri già vinti in un angolo. I Maestri del campo additano il vincitore: Gli Araldi lo proclamano: I Cavalieri accorsi e il popolo lo acclamano, festeggiando col seguente.

Coro

Di tanti prodi al vincitore
     Si cantin lodi, si renda onore
     L’eroe si celebri di nostra età.
     L’alto splendore di sua vittoria,
     Tanto valore, sì bella gloria
     L’ombra de’ secoli non coprirà.

Ermanno scende, s’accosta al Cavaliere vincitore che fìsso tiene lo sguardo in Isolina: questa mostra la più viva agitazione; Tutti stanno rivolti al vincitore.

Erm. Or tu, sopra ogni lode [p. 15 modifica]

Illustre Cavalier, t’avanza, e porgi
A me la destra vincitrice, stringi
Questa che allori un dì già colse, e vieni
A ricevere il premio ben dovuto
Al tuo raro valore.
Cav. (Ah! frenati, o mio core)
Isol.(Oh quale in petto
Palpito a quell'aspetto!)
Erm. L’eroe corona or tu, Isolina present. ad Iso.
Cav. (Oh istante!)
Erm. Palesa il nome tuo scopri il sembiante:
Il Cavaliere alza la visiera, e con doppia marcata espressione ad Erm. e ad Isol.
Cav. A te ignoto non è... Sigerto...
si scopre Tebaldo sotto il nome di Sigerto.
Isol. lo riconosce, e con gioja (Oh Dio!)
Erm. Il mio liberator!....con trasporto
Isol. con tenerezza. (L’idolo mio?)
Teb. Sì: ravvisa quel guerriero
Cui propizia fu la sorte,
Che a’ nemici, ed alla morte
Involarti un dì potè.
Tu che amico al sen mi stringi..ad Erm.
Tu che premj il valor mio...}ad Is.
Più bel vanto non desìo,
Né più tenera mercè.
I Cavalieri, e il Popolo circondando Tebaldo si abbandonano ai trasporti di gioja.
Coro A Sigerto trionfo s’appresti,
Che la patria sul campo difese:
Ed al prode, che i padre si rese ad Is.
Tu la fronte corona d’allor.

Due Cavalieri recano una spada, la corona d’ [p. 16 modifica]alloro su ricchi bacili: Isolina prende la spada e la presenta a Tebaldo, che la bacia, e la cinge: poi s’inginocchia avanti Isolina, che gli adatta la corona su l’elmo

Isol. con espress. Questo brando, questo serto
Ti rammenti ognor tal dì...
E la man che a te gli offrì
Teb. Bacio il brando, questo serto:
Mai scordar saprò
 tal dì...
E la man che a me l’offrì ---
(Quel ciglio amoroso, poi con trasporto
Quel tenero accento
Mi rende contento,
Lusinga il mio cor:
Incanto soave!...
Felice momento! ---
Rapito mi sento
Da gioja, e d’amor.)
Erm. Oh! torna a questo seno,
Invitto Eroe: -— Geroldo,
Isolina, abbracciate
Il prode mio liberatore: amate
Il fratel vostro.
Teb. confuso E che?... Signor!... Ed io... Geroldo e Isolina lo abbracciano
Isolina!... Geroldo!... (oh gioja!)
Erm.Il mio
Dolce fratello, il mio compagno d’armi,
Sigerto, tu sarai.
La fè ten giuro:
gli stringe la mano, e la porta al suo cuore
Teb.(Ed io che un dì giurai!...
L’odio sparì.)

[p. 17 modifica]Isol.

Premiai
Con quel serto il valore;
Ma pel tuo generoso e nobil core
Io non avrei premio che basti — -- Gira
D’intorno il guardo, e mira

marcata

Quanti hai reso felici. --— Tal mercede
D’un Eroe non è indegna.

Teb. con trasporto

Ah! ch’ella eccede,
E il mio cuore... oh Isolina?...

tenerissimo

Erm.

                                  Ad Altemburgo,
O Cavalieri, facciasi ritorno:

Ger. accompagna i Cavalieri al Castello

Chiudano un sì bel giorno
Il convito e le danze.

Teb. turbato (Oh cielo! ed io...)

Erm. Vieni Sigerto:

Teb. esitando In Altemburgo! Oh Dio!...

Erm. Tu sospiri!

Isol.

              T’arresti!
Sigerto!...

con espressiva premura

Teb. in contrasto

Ah! mi compiangi -— Se sapessi!...
Quanto io sono infelice!...
Orfano... sventurato... e in quelle mura...

Isol. Spera: là cesserà la tua sciagura;

Erm. Ti troverai di tua famiglia in seno:

Isol. Il Ciel vorrà por fine a' mali tuoi;

Teb. Ebben... (Trionfi, o amore:) Eccomi a voi.

parte

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SCENA VI.

Sala come prima.

Clemenza


Fortunata Isolina ella rivede
     Il suo ignoto ed amabile Cantore,
     Che repente scomparso, al di lei core
     Tante pene costava.
     Del Torneo vincitore è celebrato,
     Liberator del Padre a lei vicino
     Un propizio destino oggi lo guida.
     Ah così fausto ad essi ognora arrida!


SCENA VII.


Recinto solitario nel Castello tutto all’intorno ombreggiato da varie antichissime piante, che consacrate venivano ai capi, ai figli, ai prodi delle illustri famiglie, ed ai felici, o memorabili avvenimenti. Qualche avanzo d’offerte, e d’ornamenti si vede ancora pendere da esse, e si rileva qualche nome, e parte d’iscrizione incisa su quelle. Antico rovinoso Tempietto, celato per metà dalle piante, le cui finestre si veggono in parte spezzate.

S’apre per di dentro la porta del Tempietto, e si presenta con precauzione guardingo un Cavaliere tutto di negra armatura ricoperto, e con visiera abbassata, che avanza, ed alza la visiera: e Boemondo.

Boc. Tutto è silenzio. -- Abbandonato è il loco Sacro alla pace degli estinti. -- Accorsi [p. 19 modifica]

Tutti sono alla festa: L’odioso
Tumulto ne rimbomba
Sin tra quest’ombre, e grave al cor mi piomba.
Abborrito nemico! — Tu trionfi,
Le tue glorie festeggi... e nello stesso
Avito mio soggiorno,
Da cui scacciato un giorno,
E colla infame taccia d’assassino... fremente
E assassino di chi!
Sposa adorata,
Io che ti piango ognora, io che sospiro,
Già da tre lustri... e fremo... Oh Ciel! che miro?

si volge, e vedevarj alberi che riconosce, e con emozione.

Il salice, che il giorno
Di mie nozze piantai! La querce mia
Grandeggia ancora!... I pini de’ miei figli!
O dolci, e amare rimembranze! Allora con pas.
Felice sposo, lieto padre... Ed ora!...

Isolato sulla terra
Tutto omai per me finì
Freddo marmo oh Dio! rinserra
Quanto a me fù caro un dì.
Sposa; amore; figli; onore;
Vil nemico a me rapì.


Per le segrete sotterranee vie,
Che dalle tombe di quel tempio in seno
Conducono de’ monti,
Io su gl’indegni piomberò - Già pronti
Son tutti i fidi miei „Ma chi s’avanza, osserv.
Un Guerriero! - E chi mai? -
S’osservi.

abbassa la visiera, e si ritira (dietro le rovine del Tempietto.

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SCENA VIII.

Tebaldo, Boemondo in disparte.


Teb.

           Io m’involai
Agli applausi, alla gioja... ad Isolina;
Ella dell’ amor suo lieto mi fece.
Qui mi chiamava il core;
Il più dolce dovere... avanza fra le piante.

Boe.

                           A quell’aspetto
Tutta l’alma si scosse.

Teb. con emozione

            Io ti riveggo,
Recesso augusto. - Piante venerande
Agli Avi miei sacrate, io vi saluto:
Io vi reco de’ miseri il tributo,
Sospir, lacrime, e baci...
E v’adoro... si prostra avanti la querce

Boe. sospeso

Quai moti!... e che mai fia!

avanza involontariamente:

Quel pianto?... quell’affanno!

Teb.

Ombre dilette, pace a voi:

s’alza

Boe. colpito

               M’inganno?
Il suon di quella voce...

Teb. con passione immobile Oh caro padre!

Boe. agitato Ciel!...

Teb. come invocandolo Boemondo!

Boe. con ansietà, e incertezza Tebaldo!.,

avanz.


Teb. E chi!... Gran Dio.

con impeto si volge, e vede il Cavaliere, che non ravvisa porta la mano sulla spada.


Che miro!

immobile fissando Boe. che lo riconobbe, alza la visiera, apre le braccia, e con effusione


E’ desso! - Oh figlio!

[p. 21 modifica]Teb. ravvisandolo, con trasporto Ah! padre mio!

si getta fra le di lui braccia

Tu vivi?

con tenerezza reciproca

Boe. Ancor ti stringo al sen!

Teb.

                                 Qual giorno
Di contenti è mai questo!

Boe.

               Oh sì; nè a caso
Ci riunisce il Ciel. Sì, esulta, omai
I giuramenti tuoi compir potrai,
E le nostre vendette.

Teb. turbandosi Come? - e forse?

Boe.

Del nuovo dì la luce
Più non vedranno i nostri
Orgogliosi nemici:
L’odiata stirpe estinguerem.

Teb. agitato

                               Che dici?
( Ohimè!...) Padre, e t’esponi?..., qui? e se mai?..

Boe.

Assicurato è il colpo:
Estinto ognun mi crede. - Infra l’orrore
Della notte vicina
Tutti li svenerem.

Teb. con affanno, e fremito mal trattenuto

(Cielo! - eh Isolina!)

Boemondo cava un pugnale, e lo mostra a Teb.

Questo acciaro, che del sangue
Di tua madre è tinto ancora,
Ch’io bagnai di pianto ognora,
Che serbava al tuo furor...
La tua destra or lo brandisca,
E punisca il traditor.

Teb.

Quell’acciar, quel caro sangue
Cela, o padre, ai sguardi miei.
Io resister non saprei

[p. 22 modifica]

All’orrore, al mio dolor...
Ah! pietade io ti farei
Se leggessi in questo cor.

Boe.

Pera Ermanno.

con fierezza

Teb. compiangendo

(Sventurato!)

Boe. E i suoi figli...

come sopra

Teb. con ansietà I figli suoi!...

Boe Cadan sotto a’ colpi tuoi.

come sopra

Teb. con raccapric. Ma.. Isolina.. (e come? ed io!..)

Boe. severo Tremi!... fremi!...

Teb. affannoso, incerto

        Padre...(Oh Dio!)
Ella...

Boe. con forza Ebben!...

Teb. deciso e con disperaz. M’uccidi -— io l’amo

Boemondo fremente, Tebaldo come sopra

L’ami e ardisci!
                         Quale orror
Mi punisci...

a 2

Vidi un raggio di contento:
Come rapido sparì!
Le mie pene (oh Dio!) lo sento:
Finiranno co’ miei dì.

Teb. Padre!...

con pena

Boe. irato

                   Va. non ho più figlio
Al rossore io t’abbandono.

Teb.

Sì che figlio ancor ti sono:

con foco

Non ti lascio al tuo periglio.

Boe. Segui dunque i passi miei; Teb. Ma, signor, pietà di lei...

con passione

Boe. fiero

Qual pietà trovò tua madre?
L’implorai per essa anch’io;
Ma lo vedi!....

gli mostra il pugnale

Teb. con disperaz. prendendolo

Porgi... (Oh Dio)

[p. 23 modifica]

Si... la vittima infelice
Quest’acciaro svenerà.

a 2

Ombre terribili,
Paghe sarete:
Sangue chiedete,
Si verserà.


Teb.

(Sarai tu vittima,
Povero cuore
D’un implacabile
Fatalità.)

Boe.

E sulle vittime
Piombi il furore
D’un implacabile
Fatalità.

partono


SCENA IX.

Sala nel Palazzo d’Altemburgo

Ermanno, Isolina, Scudieri

Isol.

O padre, tu mi rendi
D’ogni mortal la più felice. Il mio
Tenero affetto per Sigerto approvi,
A lui tu mi concedi.

Erm.

                                Ei si palesi,
Ei disperda, debelli questi alteri
Sconosciuti Guerrieri, che repente
Nelle vicine selve
A rei disegni uniti,
Minacciano Altemburgo. La tua destra
Al vincitore il padre tuo destina.

Isol.

Egli trionferà per Isolina.
Ma Sigerto... nè ancora?...

osservando


SCENA X.

Geroldo, Cavalieri con esso, indi Clemenza


Ger.

           Eccoti, o Padre,
I generosi e prodi Cavalieri
Che contro gli stranieri

[p. 24 modifica]

S’offron compagni a noi.

Erm. Gloria, e mercede a voi...

a’ Guerrieri

Cle. ad Isol.

                        Sigerto invano
Io dunque ricercai.

Isol. E come!... e dove mai!...

Erm.

                                        Perchè si toglie
All’amistà?..

Isolina, ansiosa

All’amore?

s’avvia vers.

Io stessa... Eccolo.

SCENA XI.

Tebaldo, ed i precedenti


Teb. oppresso e con sfarso

(Oh Dio
Crudel momento!)

Is. tenerissima Oh mio Sigerto!

Erm. affettuoso

Oh mio
Figlio,

s’abbracciano

Ger. Fratello!

Teb. (E dovrò odiarli!)

Isol.

                                                           Esulta:
Il mio buon padre al nostro nodo assente

Teb. (E svenarli io dovrei?)

Erm.

Di questi prodi, e de’ soldati miei
Te duce eleggo. Va, pugna, distruggi
Que’ stranier che la pace
Minaccian d’Altemburgo
Ed Isolina è tua.

Teb. confuso e con passione

Sì bella sorte
A me tu serbi? (Ed io... che orror! la morte!)

Isol. Tieni per me trionfa.

stacca la propria sciarpa e la presenta a Tebaldo.

Teb. La porterò alla tomba sul mio core.

s’inginocchia, la bacia, e Isolina gliela

[p. 25 modifica]cinge. Ad un cenno d’Erm. uno scudiere porta avanti l’insegna dei Tromberga.

Erm.

Ecco la nostra insegna, vincitore
Tu me la renderai.

gli addita di prend.

Teb. confuso, ed incerto

(Cosi tradirli!
Ma, forse... (ohimè!) Se mai!...
Signor. Mio bene!...

Erm. E che?

Teb. Sappi...

agitatissimo quasi per iscoprirsi, e mettendo la mano sulla bandiera: in questo


SCENA XII.

Boemondo, colla visiera calata, entra repente; si ferma nel mezzo, e volgendosi a Tebaldo, con dignità e fierezza, e moto marcato.


Boe. Che fai?

sorpresa generale, tutti gli sguardi sono rivolti a Boemondo. Tebaldo è atterrito.


insieme — Isol. Erm., Clem., e Coro

Qual guerriero! Quale accento!
Quell’aspetto, e che pretende!
Questo fremito ch’io sento...
Un insolito terror.
Ah! confuso incerto pende
Palpitante in seno il cor.

Teb.

Giusto Cielo! Qual momento.
Qui mio padre! e che pretende?
Questo fremito ch’io sento...
Un insolito terror.
Ah! qual sorte, o Dio! l’attende?
Per lui trema in seno il cor.

Boe.

Ah! che mirò. Fier cimento!

[p. 26 modifica]

Figlio indegno! Viste orrende!
Questo fremito ch’io sento...
Un insolito terror!
Ah! le amare mie vicende
Tutto qui rammenta al cor.

Erm. Cavalier?... chi sei!

a Boem.

Boe. Suo Padre.

Teb. Sì.. quel Padre che sinora

interromp. sub.

Piansi estinto a se mi chiama.
Ei ne reca a me la brama,

marcato

Ed il figlio obbedirà.

Boe. Esci dunque e al padre

a Teb. imperioso

Erm. a Boemondo

                             Arresta.
A Sigerto in dolci nodi
E’ già stretto il nostro core;
Or ci unisca al genitore
La più tenera amistà.

Boe. contenendosi

Tu! non sai! (poi a Tebaldo) Mi segui,

Isol.

                                      Ascolta,
A lui reca i nostri voti,
Ei lo renda all’alma mia:
D’Isolina il padre ei sia,
Pace, amor qui troverà.

Boe. Pace! Amor! Ah! un dì...

con fremito

Tutti osservandolo Tu gemi!

mal celato

Boe. Se sapesti! mai!

come sopra

Tutti Tu fremi!---

Boe. Cupo velo asconde ancora

marcato

Il terribile mistero:

e in grande

Non fia sorta in ciel l’aurora,
E il destin lo scoprirà:

sorpresa generale.

Musica marziale lontana li scuote. Boemondo [p. 27 modifica]s’agita, Tebaldo si mette al di lui fianco: i Cavalieri s’uniscono e si portano sotto alla bandiera di Tromberga che Geroldo alzerà.

Ger. e Coro

Ecco i bellici concenti:
Già raccolte son le schiere
Di Tromberga alle bandiere
Ogni prode accorrerà,
Fra i perigli, nei cimenti
Nuovi allori coglierà.

poi verso Tebaldo che agitatissimo è accanto a Boemondo, che l’osserva severo

E Sigerto!

Isol. E tu mio bene!

Ger. Tu, Fratello!

Erm. Figlio?

Teb. in tutta angustia (Oh pene!)

Boe.

Sì; fra l’armi lo vedrete
Avvampar di furie ultrici;
A punir fieri nemici

marcato fiero

Io medesmo il guiderò.

Teb.

Non temer, bell’idol mio,
Volerò di Marte al suono,
Bacerò d’amore il dono
E per te trionferò.

bacia la sciarpa

Ger. e Coro Alla gloria, al campo all’armi:

Boe. Viene...

Teb. Addio

con passione ad lsolina

Isol. tristissima Mi lasci?

Teb. con afanno Oh fato!

Erm. E tu ognor così celato!

a Boe.


Boe. Qui conoscer mi farò.

marcato


Erm. Qui!...

sorpreso


Teb. Signor...

volendo impedire conduce Beo.

[p. 28 modifica]Boe. E trema.

fiero ad Erm. partendo

Erm. colpito Ed osi?

Boe. Tu non sai!

come sopra

Erm. Parti, che omai...

dignitoso, contenendosi

Isol. Deh! ti calma...

ad Ermanno

Teb. a Boe. Oh ciel! che fai!

Erm. Tanto ardir punir saprò.

Boe. Tanto ardir cader vedrò.

Tebaldo Isolina

a 2 E se più non ti vedrò!

Geroldo e Coro

Tanto ardir soffrir si può!


Tutti

Come fosco tramonta il bel giorno
Della gioja, di pace, d’amore!
Atro nembo s’addensa d’intorno...
Smania atroce tormenta il mio core.
Furia
Squilla il suono tremendo di morte
Stilla il sangue dal brando del forte:
Oh! qual scena funesta s’appresta
Di spavento, d’affanno, d’orror!

Tebaldo disperato seco conduce Boemondo che si ritira in atto minaccioso; Ermanno contiene Geroldo: i Cavalieri fremono: Isolina incontra il lontano sguardo di Tebaldo e cade in braccio a Clemenza: quadro analogo, e




FINE DELL’ATTO PRIMO.