Template:Testi a fianco

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Descrizione[modifica]

Il template ha lo scopo di semplificare la realizzazione di testi a fronte in ns0, con sezioni allineate. Utilizza internamente due chiamate al tag pages, e visualizza a sinistra i testi delle pagine da from a to inclusi in section section1, a destra di quelli inclusi in section section2. Index, from e to sono perfettamente corrispondenti ai parametri di pages.

In nsPagina, tutte le parti di testo che devono essere visualizzate in una cella di taf vanno identificate con una section dello stesso nome. Vedi esempio in Pagina:Solerti - Vite di Dante, Petrarca e Boccaccio, 1904.djvu/20 e successive.

{{taf
|index = nome base indice
|from =  numero pagina iniziale
|to =    numero pagina finale
|section1 =  nome section dei testi a sinistra
|section2 =  nome section dei testi a destra
}}

A destra, due pagine 1 e 2 di un ipotetico Indice:Esempio.djvu; contengono due coppie di testi, divisi in più pagine, ogni coppia deve essere transclusa in modo che le coppie restino allineate e affiancate. Atutti i blocchi dello stesso elemento di ciascuna coppia va assegnata una section con lo stesso nome; le coppie di testi sono quindi s1-s2 e s3-s4.

Ciascun template Taf trasclude una coppia; in questo esempio sono necessari due template:

  • {{taf|index=Esempio.djvu|from=1|to=2|section1=s1|section2=s2}}
  • {{taf|index=Esempio.djvu|from=2|to=2|section1=s3|section2=s4}}

oppure in forma semplificata:

  • {{taf|Esempio.djvu|1|2|s1|s2}}
  • {{taf|Esempio.djvu|2|2|s3|s4}}
Front text transclusion principle.svg

Il codice esplicito (per adattamenti caso per caso)[modifica]

Il codice di Taf consiste semplicemente in una tabella a due colonne ciascuna di una sola cella; all'interno della cella una chiamata al tag pages con il parametro onlysection.

Il codice esplicito della chiamata:

  • {{taf|Esempio.djvu|1|2|s1|s2}}

è:

{| class="taf" style="border-collapse:collapse;"
| class="taf-col-1" style="width:50%; vertical-align: top; padding:0 10px 0 0;"|<pages index="Esempio.djvu" from=1 to=2 onlysection=s1 />
| class="taf-col-2" style="width:50%; vertical-align: top; padding:0 0 0 10px; border-left:1px dotted gray"|<pages index="Esempio.djvu" from=1 to=2 onlysection=s2 />
|}

Questo codice può essere personalizzato in modo illimitato nel numero e parametri delle varie colonne e in qualsiasi altro particolaere del formato. Ad esempio qui sotto in testo in tre colonne, di diversa larghezza, quella a destra separata da una linea verticale solida e contenente le note:

{| class="taf" style="border-collapse:collapse;"
| class="taf-col-1" style="width:36%; vertical-align: top; padding:0 10px 0 0;"|<pages index="Proverbi, tradizioni e anneddoti delle valli ladine orientali.djvu" from=62 to=63 onlysection=c1 />
| class="taf-col-2" style="width:44%; vertical-align: top; padding:0 10px 0 10px; border-left:1px dotted gray"|<pages index="Proverbi, tradizioni e anneddoti delle valli ladine orientali.djvu" from=62 to=63 onlysection=c2 />
| class="taf-col-3" style="width:20%; vertical-align: top; padding:0 0 0 10px; border-left:1px solid black "|<references/>
|}

con questo effetto, con dati presi da Proverbi, tradizioni e anneddoti delle valli ladine orientali.djvu:

[p. 58 modifica]

L Bao dĕ Piazza dĕ Sùra1 a Corvàra2.

Ia Plazza dĕ Su̇ra da Corvára fôl na vèdla chasa dĕ legn colla chanóa dĕ mu̇r e su̇l mu̇r dĕ fora fôl fatt su̇ divèrši Sant’. I patrons da zacan fóa ric’e prepotënt’, dĕ maniera qu’i pu̇ri vigins si messâ temë́i. Su̇ bòs e les vaches pestava ju̇ i champ e pra dĕ quiš pu̇ri cosci e guai, sc’ëi digeóva vale, spo i scecâi chamó dĕ plu̇. Segn è du̇t passè e quï da Plazza è mort’fora du̇t’e Piazza è deventada na chašara. Tĕ quëlla e tles mašons fovel n bu̇r bao, quĕ sprigoráva i cašèrz3 e i patronas todë́sce4, sc’ëi gniva da Pùster5 itĕ, inscique ëi nĕ s’infidava chi plu̇ ad albergiè illó nĕ; e scĕ valgu̇n’dormiva tel fegu, fôl l medèmmo bèrghen. An dige, qu’i vèdli dailló aie commettù dĕ gran ingiustizies col termonè col commun e coi vigins. [p. 59 modifica]Inscì fôla con qui gran’patrons dĕ Costa da Collfòsc. Al dì da incu̇ vèghen chamó gonót la nètt na picera lụm brụma ju̇n quï pra dĕ Sorèga6 gean ia e ca. An a’chi odù chans sciampan da bosc su̇ a to la òta inpè dĕ gi per strada. Chèz diáo më́ssel donca èster illo. Plu̇ segu̇ èl les animes di defont’, quĕ mess penè illó tĕ quï pra robá inquina la fin del mon7.

[p. 58 modifica]

Lo spettro di Piazza di Sopra a Corvara.

A Piazza di Sopra di Corvara c’era una vecchia casa di legno colla cantina di muro, sulla di cui parte esteriore erano dipinti diversi Santi. I padroni primitivi erano ricchi e prepotenti di maniera che i poveri vicini dovèano temerli. I loro buoi e le loro vacche calpestavano i campi ed i prati di questa povera gente, e guai se ne diceva una parola, perchè allora la tormentavano ancora di più. Ora tutto è passato e quelli di Piazza si sono estinti e di Piazza non restò altro che una capanna. In questa e nei fenili strepitava un brutto fantasma, il quale impauriva i vaccari ed i padroni tedeschi, quando vi venivano dalla Pusteria, di modo che non arrischiavano neppur più albergarvi; e se qualcheduno dormiva nel fieno, era la stessa storia. Si narra, che gli antenati vi abbiano commesso delle grandi ingiustizie verso il Comune ed i vicini nella demarcazione de’ loro poderi. [p. 59 modifica]Il medesimo vale di quei grandi padroni di Costa a Collfosco. Al giorno d’oggi si vede ancora di spesso girar di qua e di là durante la notte un piccolo lume di colore turchino nei prati di Soraga; anzi si videro cani, che per schivare la via diritta presero pel bosco delle vie obblique. Qualche diavolo ci deve dunque essere. Il più probabile si è, che le anime dei defunti devono penare in quei prati rubati sino alla fine del mondo.

  1. Plazza de Su̇ra è un gruppo di case a Corvara.
  2. Corvára è il primo Comune nella valle di Marebe, che s’incontra venendo da Livinallongo.
  3. cfr. Glos. s. chašára.
  4. I tedeschi della Pusteria prendevano in affitto questi prati e pascoli.
  5. Pùster = Pusteria.
  6. Sorèga = supra — aqua, tra Callfosco e Corvara.
  7. In ugual modo la gente crede, che nelle fessure dei ghiacciai e delle rupi siano confinate anime di defunti per espiarvi peccati commessi durante la loro vita.