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Tirsi il fanciul, la verginella Elpina

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Francesco De Lemene

XVII secolo Indice:Zappi, Maratti - Rime II.pdf Madrigali Letteratura Madricali Intestazione 1 ottobre 2025 75% Madrigali

Donzelle illustri Maggi, prima d'aprire, indovinate
Questo testo fa parte della raccolta Rime d'alcuni Arcadi più celebri


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FRANCESCO DE LEMENE

MADRICALI


I.

TIrsi il fanciul, la verginella Elpina
     Offrir con man vezzosa
     A Maria peregrina[1]
     Bel dono; ella d’un giglio, ei d’una rosa.
     5Lo sguardo in lor soavemente fisse
     La Peregrina, e sorridendo disse:
     Prendo la rosa, o figlio,
     Ma tu, ninfa gentil, serba il tuo giglio.

II.

Rasciuga, Elpina, i rai,
     10Disse Maria. Che? a lagrimare or prendi
     Perchè il tuo fior lasciai?
     Semplicetta che fai? Tu non m’intendi.
     Rasciuga i rai, rasciuga, e ti consola;
     E se la rosa sola
     15Io prender volli, il tuo bel fior perdoni:
     Sol per me quando il serbi, a me tu ’l doni.

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III.

Tirsi, quel pastorello,
     Che la rosa a Maria già data avea,
     Picciol pomo, ma caro, in man stringea.
     20Dammi, disse Maria, pomo sì bello;
     Ma schivo ritrosetto
     La man ritrasse al petto.
     Allor disse Maria: Guarda che core!
     O dammi il frutto, o ch’io non curo il fiore.

IV.

25Di se stessa invaghita e del suo Bello
     Si specchiava la rosa
     In un limpido e rapido ruscello;
     Quando d’ogni sua foglia
     Un’aura impetuosa
     30La bella rosa spoglia.
     Cascar nel rio le foglie; il rio fuggendo
     Se le porta correndo;
     E così la beltà
     Rapidissimamente, oh dio!, sen’ va.

Note

  1. Maria N. D. pellegrina in Egitto.