Trattato completo di agricoltura - Volume II/Piante annuali leguminose, oleifere e tessili/17

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
Della Madia

../16 ../18 IncludiIntestazione 14 febbraio 2015 75% Da definire

Piante annuali leguminose, oleifere e tessili - 16 Piante annuali leguminose, oleifere e tessili - 18
[p. 80 modifica]

del sesamo.

§ 826. Il sesamo (sesamum orientale), detto anche giuggiolena, è la pianta i cui semi sono i più ricchi d’olio, e che non teme di confronto con qualunque altra, compreso l’ulivo. Il sesamo è una pianta annuale, che ama un clima caldo ed un terreno irrigabile. Finora non venne sperimentato con profitto più lungi dal 40 di latitudine dall’equatore. Nell’Egitto è assai coltivato, sebbene con poca cura, e fornisce 1500 chilogrammi circa di grani, i quali contengono il 50 per % di olio, e ne forniscono il 48 coll’estrazione. Per farci un’idea giusta del fin dove si potrebbe spingere la coltivazione di quest’utilissima pianta, importa il sapere che essa germoglia e vegeta quando la temperatura media sia giunta a +12°,5, ma che la sua vegetazione non è veramente attiva se non quando la detta temperatura sia di +16° o +18°, e che da quest’epoca alla maturanza vuole 2700 di calore, con una minima ali ombra non inferiore di +16°. — Nell’alta Italia, fra l’Appennino e le Alpi adunque non si potrebbe seminare [p. 81 modifica]che alla fine di maggio, ed avrebbe i mesi di giugno, luglio ed agosto di una temperatura utile, e questi complessivamente non darebbero che 2080 gradi, e quand’anche vi si potesse aggiungere buona parte della temperatura del settembre, non potremmo mai arrivare alla somma di 2700. Al di là degli Appennini però, ove sono coltivati con successo l’ulivo e gli agrumi io credo che questa pianta vi si potrebbe acclimatizzare, purchè vi sia un terreno sciolto, caldo ed acqua per l’irrigazione. Filippo Re sperimentò questa coltivazione nel Bolognese, e pare con non molto successo, forse per la qualità troppo tenace di quel suolo, o forse perchè questa pianta non ama tanto una forte temperatura, quanto una temperatura costante, ma non inferiore di +16° come dissi, e perciò io ritengo che si dovrebbe tentarne la coltivazione in luoghi non troppo lontani dalle spiagge del mare per i motivi esposti al § 143, vol. I. Nell’Egitto si semina dal mese di aprile sino alla metà di giugno, ed impiega 90 giorni nel primo caso ed 80 nel secondo. Il sesamo potrebbe entrare nell’ordinaria rotazione prima del frumento, del ravizzone, ecc. Il vantaggio dell’ulivo su questa pianta è quello di poter allignare anche in luoghi erti, asciutti ed in terreni poco profondi. Il sesamo inoltre soffre per i venti i quali, dibattendo le foglie e facendole appassire, arrecano un danno alla pianta arrestandone la vegetazione: una tal circostanza è assai importante, specialmente ove si volesse introdurre la coltivazione nei paesi montuosi, quasi sempre dominati dai venti.

Il sesamo è una pianta ricchissima d’azoto, e che desidera di compir presto la sua vita vegetativa per mezzo dei calor atmosferico; epperò questi due suoi bisogni c’indicano che vuole un concime abbondante molto azotato ove, come nell’Egitto, le grasse alluvioni non arricchiscano da sè sole il terreno, e che vuole un terreno lavorato profondamente e soffice, acciò possa nell’egual tempo risentire gli effetti della temperatura atmosferica e dei raggi solari, ed imbeversi e conservare una certa qual freschezza senza intrattenere l’umidità. Perciò io ritengo che i lavori ed il concime che indicai profittevoli alla canapa ed al lino, siano pur quelli che meglio facciano prosperare il sesamo. Si potrebbe anche coltivare dopo un primo raccolto di foraggio, o del ravizzone, o del pomo di terra quarantino.

Disposto il terreno come si farebbe pel lino, onde sia facile l’irrigazione, si semina a gettata con 19 litri di grano, [p. 82 modifica]indi si erpica, oppure si getta la semente nei solchi dell’aratro, come si usa nell’Egitto, ove germina nello spazio di quattro giorni. Dopo 25 o 30 giorni si zappa e si dirada al punto che ogni pianta sia lontana dall’altra circa 0m,33: diradate le piante si irriga, e questa irrigazione si ripete ogni 12 o 15 giorni secondo lo stato di aridità del terreno.

Pel raccolto non si aspetta che la pianta sia intieramente disseccata, ma si taglia presso terra con precauzione appena che il fusto e le silique, che contengono i grani, comincino a prendere un color rossastro, altrimenti le silique per la minima scossa si aprirebbero con perdita grande di semi; perciò le piante si tagliano di buon mattino quando sono ancor umide per la rugiada. Coi fusti si formano dei fastelli, che si portano sull’aja distendendoveli e lasciandoveli per circa 15 giorni, acciò i grani maturino completamente, ed i fusti dissecchino. Indi si battono, e le silique non ancor ben mature si lasciano ancora sull’aja per altri 10 giorni circa, dopo i quali si battono nuovamente anch’esse.

Il prodotto di un ettaro coltivato convenientemente a sesamo può essere di 15 ettolitri, ossia circa 1000 chilogrammi di grano, ossia 480 chilogrammi di olio del valore di franchi 150 al %. Il tortello residuo allo stato normale contiene 3,23 di azoto per %. I fusti disseccati pesano il sestuplo del grano, e contengono 0m,50 d’azoto.

della madia.

§ 827. La madia (madia sativa) è pure una pianta a semi oleiferi, e che può vegetare anche nei climi un poco meno che temperati, purchè il terreno sia piuttosto sciolto e secco, qual’è il siliceo-calcare-argilloso. Un clima piovoso, ed un terreno umido favoriscono e vero una maggior vegetazione erbacea, ma questa riesce sempre a diminuzione del prodotto di semi.

Esige questa pianta circa 2500 gradi di calore, temperatura media; per cui dai climi temperati in su si semina in primavera e si raccoglie alla fine d’agosto, e non permette che la preparazione del terreno pel frumento, oppure la semina del ravizzone, delle verze, o del lino invernengo. Nei climi caldi, essendo possibile ottenere i 2800 gradi di calore cominciando dal luglio, potrà succedere ai cereali. Nel nostro clima succederebbe ai trifoglio ed al ravizzone.