Trento e il suo circondario descritti al viaggiatore/Distretto di Pergine I. Topografia de' paesi

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Distretto di Pergine I. Topografia de' paesi

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DISTRETTO DI PERGINE


I.


TOPOGRAFIA DEI PAESI


Il Distretto di Pergine abbraccia una superficie di 136.4 kilm. q.; contiene una popolazione di 14214 abitanti, i quali vanno ripartiti in dicianove Comuni: Pergine, Vigalzano, Madrano, Nogarè, Serso, Viarago, Sant’Orsola, Palù, Fierozzo, Frassilongo, Canezza, Falesina, Vignola, Ischia, Tenna, Castagnè, Susà, Costasavina e Roncogno.1 Si forma della valle del Fersina, [p. 81 modifica]che s’apre a settentrione, e del piano, che da questa valle e da quella di Pinè, si distende sotto un vasto orizzonte sino ai monti di mezzogiorno nella linea di Povo, Vigolo-Vattaro e Calceranica. È bagnato dal Fersina, che trae la sua origine dal laghetto alpino di Nardemolo (1956 m.), e mette foce nell’Adige (192 m.) non lungi da Trento. Ad occidente lo chiude il torrentello Silla, che esce dal laghetto montano della Serraja in Pinè, e si versa nel Fersina, dividendo così il Perginese dal Distretto di Civezzano; mentre ad Oriente lo separa dal Distretto di Levico il Rigoler, altro torrentello, di spesso arditissimo, che toglie le proprie acque dalla cima del Selvot, e passando per Arsiccie, fiancheggia il Pralongo e al Visintainer si getta nel lago di Levico. — I monti di settentrione sono i più elevati ed appartengono alle formazioni cristalline degli scisti e del porfido quarzifero.

PERGINE (482 m. — 4528 ab. — Alberghi: Fratelli Voltolini; Cavaletto ed Aquila d’oro): una delle più belle ed animate borgate del Trentino. Sorge a sinistra del Fersina, nel mezzo di una natura ricreata da clima mite e salubre, non meno che dal [p. 82 modifica]vario aspetto de’ suoi monti, de’ suoi colli coltivati a viti ed a castagni, del suo Castello, che monta superbo e maestoso al suo lato orientale, e dalle amene villette, e dai paeselli che adornano i fertili pendj di mezzogiorno e di settentrione. Dista da Trento 11.5 kilm.; è sulla via di Valsugana, e giace in suolo formato di scisti cristallino-micacei — È sede della giudicatura distrettuale; ha vie ampie e pulite, fiancheggiate da buoni fabbricati, interrotte da piazze più o meno grandi, delle quali si nota il Marcatello che s’apre di fronte alla Chiesa parocchiale. Questa Chiesa ricostruita tra gli anni 1510 e 1540 presenta un quadrilatero diviso nell'interno da tre navate con avvolti sostenuti da quattordici fusti rotondi, in pietra rossa. Contiene sette altari, ed è ornata di dipinti più o meno pregievoli, de’ quali si rammentano: quello che è nel fondo dell’archivolto ritenuto del Bassani; un Sant’Antonio della scuola dello stesso pittore; una Santa Lucia, che vuolsi del Cignaroli, una Madonna della Cintura e un San Giovanni che si ritengono del Baroni di Sacco, non meno che la Nascita di Maria Vergine, lavoro di Augusto Ugolini di Verona. — Ha un Ospitale fon dato nell'anno 1423; un Monte di Pietà ch’ebbe il suo incominciamento nell'anno 1610; un vasto Manicomio teste eretto a spese della Provincia a comodo e beneficio de" pazzi della parte italiana; e scuole popolari per ambi i sessi, una Stazione telegrafica, e stabilimenti per la filatura de’ bozzoli da seta, tra’ quali primeggia quello de’ Signori Chimelli situato all'angolo occidentale della borgata presso la spianata di Fiera. [p. 83 modifica]— I suoi abitanti, per natura destri e intelligenti, vegliano costantemente alle industrie, ai commerci ed all’agricoltura. Ne’ tempi addietro s’animavano altresì di un’industria affatto speciale, qual’era quella che fornivano loro le miniere, per le quali s’era stabilito in Pergine un apposito Ufficio; ma prima ancora che questa industria si dileguasse per intiero è noto, che i Perginesi s’applicarono alla coltivazione dei gelsi e dei bachi da seta; industria già generalizzata nel loro territorio prima dell’anno 1679. A questa s’univa la coltura dei cereali; e un’opera grandiosa e d’immensa utilità all’agricoltura ed all’igiene del luogo, fu l’asciugamento intrapreso nell’anno 1780 della palude che si estendeva dalla chiesetta di San Rocco, in fondo alla borgata, ad oriente, sino alla chiesetta di San Cristoforo sul lago di Caldonazzo. La cosa fu un pensiero, un progetto de’ più apprezzabili, suggerito da Tommaso Majer, e male accolto da principio: quest’uomo fu preso ad accusato alle Autorità superiori come un utopista turbatore della pubblica quiete; ma in fine la giustizia piegò in suo favore, e l’opera di quell’asciugamento fu compiuta nell’anno 1820.




Distanze


da Pergine in ore di cammino ai paesi situati entro il perimetro del Distretto.


Da Pergine a Vigalzano  ore — min. 30 
Da Pergine a Madrano  ,, 1,, — 
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Da Pergine a Nogarè  ore 1 min. 30 
Da Pergine a Serso  ore - min. 30 
Da Pergine a Viarago  ore 1 min. - 
Da Pergine a Sant'Orsola  ore 1 min. 30 
Da Pergine a Palù  ore 4 min. 30 
Da Pergine a Fierozzo  ore 3 min. - 
Da Pergine a Frassilongo  ore 3 min. - 
Da Pergine a Fierozzo  ore 2 min. - 
Da Pergine a Canezza  ore 3 min. - 
Da Pergine a Falesina  ore 1 min. 30 
Da Pergine a Vignola  ore 2 min. - 
Da Pergine a Ischia  ore 1 min. - 
Da Pergine a Tenna  ore 1 min. 30 
Da Pergine a Castegnè  ore 1 min. 30 
Da Pergine a Susà  ore 1 min. - 
Da Pergine a Tenna  ore 1 min. 30 
Da Pergine a Costasavina  ore - min. 30 
Da Pergine a Roncogno  ore - min. 45 


Vigalzano (573 m. — 906 ab.): paesello discosto da Pergine 2. 3 kilom., posto in leggiero pendìo alla destra del Fersina, Giace in terreno scistoso coltivato a campi ed a giardinetti sulle ruine dell'antico Viczlanum, probabilmente castello ad altro simile edificio eretto dai Romani a guardia della strada, che venendo da Civezzano mena in Valsugana. — Al Giardinetto de‘ Signori Grandi di Pergine la vista spazia per la campagna sottoposta sino al lago di Caldonazzo, e per tutta la costa sinistra del Fersina co’ suoi paeselli di Santa Caterina, San Vito, Susà, Costasavina e Roncogno. — Il Comune poi di Vigalzano comprende Casalino, Canzolino, Bus, Costa, Pissolo e Brasanighe, [p. 85 modifica]piccoli villaggi disposti a breve distanza dalla sede comunale, con due vallicelle, che danno ricetto a due laghetti: al Pudro ed a quello di Canzolino; il primo ora ridotto a palude insidiosa che non da libero passo a chi volesse attraversarlo.

Madrano (525 m. — 608 ab.) si sta tra la Silla ed il Fersina, ed è discosto da Pergine 3. 8 Kilom. Il suo Comune comprende il casale di Cirè, che è alla strada che volge verso Trento. — Nogarè (687 m. — 472 ab.) gli va sopra, ed è sulla strada che mette nella valle di Pinè a sinistra del Silla. Si tiene a settentrione di Pergine, al luogo dove gli scisti cristallini cedono il posto al porfido quarzoso, e ne dista 6. 4 Kilom. — Di fronte a Zivignago, frazione del Comune di Pergine, sorge Serso (594 m. — 36o ab.), paesello che s’allontana dal suo capoluogo I. 4 Kilom. e addita la via che mette nella valle del Fersina, la quale va ascendendo tra due fianchi di monte franato, seminato da qualche prato e da qualche campo.

Viarago (673 m. — 658 ab.): villaggio situato sul fianco destro della Fersina, discosto da Pergine 3.8 kilm. È tra Serso e Canezza, in suolo di porfido quarzoso, quasi unito alla villetta di Mala, che è frazione del suo Comune. — Sullo stesso fianco, quasi a metà della valle, di contro a Fierozzo, è Sant’Orsola (988 m. — 862 ab.); piccolo villaggio distante dalla sua borgata 8.5 kilm., con dintorni coltivati a biade e a prati per uso del bestiame, principale risorsa di que’ [p. 86 modifica]terrazzani, e di tutte le piccole popolazioni che si tengono nella parte superiore della valle, per la massima parte di origine tedesca.

Palù (1403 m. — 542 ab): villaggio il più elevato del territorio perginese, posto al luogo dove termina la valle del Fersina. Si discosta da Pergine I7 kilm.; consta di parecchi gruppi di case fabbricate alla buona con grossi legni sovrapposti gli uni agli altri, di abitanti che sanno del monte, che vestono di lana, coltivano le biade, e sono pastori e commercianti di bestiame. Vi si parla un rozzo dialetto tedesco e un italiano duro e forzato, come è delle piccole popolazioni che si estendono da Palù e Fierozzo a Vignola sulla sinistra sponda del Fersina. Sono discendenti di tedeschi venuti a più riprese sul suolo di Pergine, prima e durante i secoli undecimo e duodecimo, ivi attirati dalla natura dei luoghi, dall'industria delle miniere e dal favore dei Castellani, che aveano bisogno di farsi difendere da uomini che fossero della loro nazione. I terrazzani li dissero Mocheni, e, come osserva l’Egregio Ab. Modesto Bonato nella sua bella Storia dei Sette Comuni (I vol., pag. 185), per burla ed a riguardo del mal vezzo che aveano d’intercalare, parlando, il verbo mochen. Cessata l’industria delle miniere e sospinti dall'elemento italiano, si trassero ai monti, e colà si tennero tanto isolati, da mantenere sino al presente le abitudini e la lingua de' loro padri.

Fierozzo (988 m. — 731 ab.): altro villaggio [p. 87 modifica]fondato dai tedeschi. Sorge alla sinistra del Fersina, alla distanza da Pergine di 8.6 kilm., diviso in due aggruppamenti di case distinte da due Chiese, onde è che l’aggruppamento più elevato si dice Fierozzo San Felice (1122 m.) e dista dalla borgata 9.8 kilm. Il più basso è detto Fierozzo San Francesco; e sì l’uno che l’altro sono in suolo di porfido quarzoso attraversato da filoni metalliferi, che sino avanti non molti anni davano un prodotto netto annuale di circa 200 quintali di rame. — Frassilongo (363 ab.) fa seguito a Fierozzo, e tiene comunità con Roveda, umile villaggio condannato a guardare la gola del tristo torrente. Dista da Pergine 3 ore circa di cammino.

Canezza (596 m. — 626 ab.): paesello posto alla destra del Fersina rallegrato da campi messi a viti e l a gelsi. S’allontana da Pergine 3.8 kilm. e forma un solo Comune con Portolo, il quale gli sta di fronte. — Falesina (902 m. — 151 ab.): è il primo villaggîo ch'esce dalla stretta per la quale scorre il torrente. S'erge in colle poggiato alla destra del Monte Orno, dista dalla sua borgata 3.8 Kilm., e da a chi vi sale la vista di Palù e Roveda, non meno che di tutta la costa destra del Fersina. — Vignola (581 m. — 350 ab): è invece l’estremo paesello della sinistra del Fersina. Si tiene alla strada che conduce, da Pergine, tra il M. Orno e il Selvot, al Vetriolo di Levico, e dista dal capoluogo 4.7 kilm.

Ischia (494 ab.) e Tenna(784 ab): due [p. 88 modifica]paeselli posti al colle (65o m.) che s’erge tra i due laghi di Levico e Caldonazzo; il primo discosto da Pergine 3.8 kilm., ed il secondo 7.1 kilm. Ambidue sono ricreati dall’aura mite del lago; hanno campi e vigneti ubertosi, e abitanti intraprendenti, laboriosi e ripieni di vita. — Al Comune d’Ischia appartengono i Casali di Zava e Torta; — a Tenna è opinione che i Romani avessero eretto un forte, il quale fu distrutto dagli Alemanni e Franchi nell’anno 590; — il colle consta di scisti cristallini, i quali, prendendo da la, lungo tutta la costa di mezzogiorno sono separati dalla dolomia principale della Maranza per via delle formazioni triasiche dell’arenaria, del Verrucano e del calcare conchigliare. — Su questa costa sorgono i paeselli di Castagnè, Susà, Costasavina e Roncogno, tutti rallegrati dalla rigogliosa vegetazione che li circonda, da campi e vigneti, da castagni e da faggi che sono ai luoghi dove la coltura cede la mano al crescere spontaneo il delle piante silvestri.


Castegnè (694 ab.) si tiene in vista del lago di Caldonazzo; dista da Pergine 4.7 kilom, e si divide in due frazioni di Comune distanti l’una dall'altra circa 30 minuti di cammino, le quali sono curaziali e si dicono dal titolare delle loro chiese Santa Caterina e San VitoSusà (531 m. — 545 ab.) si discosta dal borgo di Pergine 1.9 kilom.; è posto alle falde della Maranza, e comprende nel suo Comune Canale. — Costasavina (505 m. — 410 ab.) sta in direzione del paesello sopraccennato; è sul pendio orientale di [p. 89 modifica]quella parte di Maranza che ha nome Chegul, e sta lungi da Pergine 2.4 kilom.; mentre Roncogno (465 m. — 412 ab.), estremo paesello del Perginese nella direzione di Trento, si tiene alle falde del monte predetto. Dista dal suo capoluogo 3.2 kilom.; ha suolo feracissimo che da frutta squisite, una chiesa curaziale, e abitanti laboriosi e sagaci. Si tiene al Cimirlo, bel colle fortificato, che si monta in 20 minuti, ed alla sua sommità dà vista che abbraccia i territori di Pergine e di Civezzano, i monti di Lavarone e una buona parte della valle del Brenta.




Note

  1. Nei tempi feudali tutto il Perginese si divideva in 7 Gastaldie: Pergine, Madrano con Vigalzano e Nogarè; Viarago con Serso, Canezza, Partole, Mala e Sant’Orsola; Frassilongo con Roveda; Vignola con Ischia, Tenna e Falesina; Castegnè; Susà con Costasavina e Roncogno. — La valle di Palù, spettante ai Signori di Caldonazzo, non n’era compresa; nè Fierozzo, i cui abitanti s’aveano per arimanni adetti al servigio del Castello di Pergine. — Ogni Gastaldo era tenuto ad amministrare la propria Gastaldia; e solo negli interessi comuni a tutta la giurisdizione, ai Gastaldi correa l'obbligo di tenersi alle decisioni pronunciate in comune sotto la presidenza del Gastaldo di Pergine che s’onorava del titolo di Sindaco maggiore. In queste comuni adunanze si decideva per voti: due n’avea il Gastaldo di Pergine, due quello di Viarago, e uno i capi delle altre gastaldìe. — Supremo Signore dilla giurisdizione era il Castellano, il quale teneva in mano la bilancia della giustizia, cui amministrava per mezzo di un suo Vicario sedente in Pergine al Marcatello.