Verdi molli e fresch'erbe
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CANZONE TERZA.[1]
VErdi molli e fresch’erbe
D’Arno al bel Cigno estinto
Dolce e gradito più d’altro soggiorno;
Foreste alte superbe,
5Che al par di Delo e Cinto
Fè co’ bei versi risuonare intorno;
Se mai quì fa ritorno
A spaziar pur anco
Lieve disciolto spirto,
10Deh quale è il lauro o il mirto,
Ove dolce cantando adagia il fianco,
O a qual’ombra s’asside,
O di quai tronchi la corteccia incide?
Poichè dal dì, che al Cielo
15Tornò l’Anima bella,
(Ahi tanto a Morte il nostro ben dispiacque,)
E d’un bel chiaro velo
Nella natia sua stella
Si cinse e a vita alma immortal rinacque
20Per questa a lei piacque
Fra tutte amica sponda,
Andiam con basse fronti
Nojando e selve, e monti,
S’ei per alto gridar forse risponda;
25O se per caldi prieghi.
La durissima Morte anco si pieghi.
Qual se all’erbette in grembo
Di chiaro fonte ombroso
Sgorga ruscello senza muover onde;
30Ed ecco oscuro nembo
Ch’Austro diluvioso
Move dall’alto, e il Ciel mesce e confonde
Ei per le messi bionde,
Ei per le piagge apriche
35Corre con piè sonante
E rapido spumante
Volve i gran tronchi delle quercie antiche
E tra le oscure selve
Sgombra dai vecchi nidi augelli e belve:
40Tale a udirsi era il canto
Ch’or ne’ begl’inni eletti
Dolce e soave da’ suoi labbri uscìa,
Dolce e soave tanto,
Che i più ruvidi petti
45Tutti di gioja inusitata empia;
Dolce, se mai s’udia
In suon semplice umile
Narrar selve e pastori,
Dolce se i sacri amori,
50Onde al Giel drizza i vanni Alma gentile,
Spiegava in nuovi accenti
A Pargoletti, e Vergini innocenti.
Ed or con alta voce
Di minacciosi carmi
55Dicea de i Duci l’onorate imprese,
Dicea del Re feroce[2],
Gran folgore dell’armi,
E le barbare torri a terra stese;
E quinci a muove offese
60Incontro all’Oriente
I Sarmati movea;
Quindi a guerra accendea
La molle neghittosa Itala gente
D’arme straniere cinta,
65«Per servir sempre o vincitrice o vinta».
Ma sulle ardenti stelle
Altr’erbe ed altri prati
Calca or col piede, ed altre selve ei mira:
Le ignude forme e belle
70D’altri Cantor beati
A se d’intorno in un bel cerchio ammira:
Parte con lor respira
L’aura serena e nuova,
Parte per monte e bosco
75Fra il Savonese, e ’l Tosco[3]
Lento passeggia, e con lor canta a prova
Cinte d’allor le tempie,
E di nova vaghezza il Ciel riempie
Canzon, non istancar quest’Ombre amiche
80Con suon rozzo selvaggio,
Ma rimanti scolpita in questo faggio.
Note
- ↑ In morte del Senatore Vincenzo da Filicaja.
- ↑ Giovanni III. Re di Polonia famoso nella guerra dell’Anno 1683
- ↑ Gabriele Chiabrera da Savona; e Francesco Petrarca.