Versi editi ed inediti di Giuseppe Giusti/Frammento 2

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
Frammento

../Per la morte dell'unica figlia di Urania e Marco Masetti ../All'amica Amalia Rossi Restoni IncludiIntestazione 18 novembre 2020 100% Da definire

Per la morte dell'unica figlia di Urania e Marco Masetti All'amica Amalia Rossi Restoni
[p. 349 modifica]

FRAMMENTO.



Questa nuova Susanna, a cui d’intorno
     Un nuvolo di nonni ognor vedete
     Di reumatico amor febbricitanti,
     Più d’un Allocco ha preso a questa rete;
     Ma a lei la castità non preme un corno,
     Paura ha d’epigrammi e non di santi;
     Cogli arrembati amanti
     Palesemente va per darla a bere;
     La notte chiama a sè chi piace a lei,
     E di giorno a’ babbei
     Fa regger santamente il candelliere.

Passano tra la baia universale
     Gli amanti paralitici e grotteschi,
     Che a mala pena rodon la minestra;
     Addosso ognun di loro ha guidaleschi
     Quanti può contenerne uno spedale;
     E ciondolando per la via maestra,
     Compongono un’orchestra
     Di tossi e di starnuti: il vago stuolo
     Guida sputando un Cavalier gentile
     Che patisce di bile,
     E d’amor piange con un occhio solo.

[p. 350 modifica]


Non ha tanto cordame un bastimento
     Quanto n’hanno costor, che ricerchiati
     Vanno di qui e di là come una botte:
     Diversamente son tanto sfrollati,
     Che se non li reggesse il finimento
     Si disfarebber come pere cotte.
     Quando arriva la notte,
     Svita pezzo per pezzo il cameriere,
     E ripostigli mezzi in un cassetto,
     Versa il resto nel letto;
     Ma proprio è un far la zuppa nel paniere.

Oh quante volte, tutta spaventata,
     Si vide far la Venere bigotta
     Invece d’un inchino un traballone!
     Oh quante volte differì la gotta
     Le visite amorose, e soffocata
     Restò nell’asma una dichiarazione!
     «Di tanta affezïone»
     Disse un di lor toccandosi la zucca
     «Dolce pegno, amor mio, resti tra noi:»
     E non potendo i suoi,
     Un ricciolo tagliò della parrucca.

Insorse un dì rivalità d’amore
     Fra loro, e per seguirne era una strage;
     Ma tirò vento e disturbò l’assalto;
     Tenerli bisognò nella bambage
     Tre mesi, e ogni Speziale, ogni Dottore,
     Ed ogni Ciuca prendere in appalto:
     Le fiere grucce in alto,
     I formidabilissimi accidenti
     Brandian con un catarro da leoni;
     Eran cinque i campioni,
     E in cinque digrignavano tre denti.

[p. 351 modifica]


A questi Adoni col mal della pietra
     Amor saltella intorno, e i tremolanti
     Passi ne guida pe’ sentier lascivi;
     Arco non ha, ma pillole, purganti,
     Gomma, siringhe, e invece di faretra
     Una canna da dare i lavativi:
     E più morti che vivi
     Vedendoli, tien l’ali ripiegate,
     Chè a quello sventolío più d’uno intasa,
     E gira per la casa
     Le bussole tappando e le vetrate.

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .