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Viaggio in Sicilia/Sulla temperatura di Palermo

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SULLA TEMPERATURA

DI PALERMO


ESTRATTO D'UNA LETTERA PUBBLICATA

DAL SIGNOR CACCIATORE

ASTRONOMO,

DIRETTORE DELL'OSSERVATORIO DI PALERMO

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La voce d'un caldo eccessivo che i viaggiatori hanno sparsa intorno il clima di Palermo ha certamente avuto origine dall'azione accidentale dello scirocco; ma questo vento non è nè frequente nè continuo: scorrono interi anni senza che si faccia sentire, e quando spira, non dura mai di più di sessant'ore. In questo caso, è vero che l'atmosfera si riscalda al di là del maximum ordinario della temperatura della stagione, ma la salute non ne soffre alcun danno: si è costretti tutt'al più a rimanersene in casa colle finestre chiuse, e con questa precauzione si gode d'un rezzo che è una dolce varietà col caldo dell'aria esterna. [p. 243 modifica]

Se si confrontano tra esse le temperature delle principali città d'Europa, in ciascun mese dell'anno, si vedrà che l'estate di Palermo non è così caldo come quello delle altre città, le quali, a pari circostanze, non godono ogni giorno come quello del beneficio d'un vento di nord-est che si solleva alle nove del mattino, e non cessa che al tramontare del sole. Per convincersene, basta distendere una tavola della temperatura media corrispondente alle varie latitudini.

Il signor Cacciatore stabilisce inoltre una teoria intieramente nuova sulle cause della differenza de' climi, e fa entrare ne' suoi calcoli un elemento che nessuno sino oggidì aveva supposto. Siccome, senza credermi giudice competente in simile materia, questa teoria mi sembra suscettiva di dubbio e di disamina, io non ne parlerò, come pure non dirò nulla della formola che l'esprime: mi atterrò alle osservazioni fatte con studio e con un metodo adottato in molte città, e raccoglierò i loro risultamenti nelle tavole qui unite. [p. 244 modifica]

Ma per maggior comodo, il signor Cacciatore indica le temperature in gradi del termometro meteorologico d'un uso più facile al livello del mare, questo istrumento segna cento gradi al ghiaccio liquefatto e duecento all'acqua bollente; per tal modo il signor Cacciatore evita l'inconveniente che proviene dall'uso degli altri termometri, coi quali si è costretti a servirsi del segno negativo meno (−) quando la temperatura è disotto del ghiaccio fondente, e del positivo plus (+) quand'essa è al disopra; vi riunisce pure i gradi corrispondenti di Reaumur.

Quasi tutte queste temperature sono dedotte da molti anni d'osservazioni: quelle di Palermo durarono quarantadue anni, quelle di Milano, cinquantaquattro, quelle di Roma, Vienna, Parigi e Copenaghen dodici anni; per Napoli soltanto, il signor Cacciatore non ha potuto procurarsi la temperatura media de' mesi fuorchè dell'anno 1811; egli la tolse da una memoria del dotto arcidiacono [p. 245 modifica]Cagnazzi, che fa parte del primo volume degli Atti dell'Accademia delle scienze.

La prima tavola presenta le temperature medie mensili.

La seconda la media mensile delle massime.

La terza la media mensile delle minime.

Esse sono state tutte calcolate su la media del caldo d'ogni giorno. [p. 246 modifica]

I.


TAVOLA della temperatura media in ogni mese dell'anno nelle città di Palermo, Napoli, Roma e Milano.

Immagine dal testo cartaceo [p. 247 modifica]

I.


TAVOLA della temperatura media di ciascun mese dell'anno nelle città di Vienna, Parigi, Londra e Copenaghen.

Immagine dal testo cartaceo [p. 248 modifica]

II.


TAVOLA della massima temperatura mensuale.

Immagine dal testo cartaceo [p. 249 modifica]

II.


TAVOLA della massima temperatura mensuale.

Immagine dal testo cartaceo [p. 250 modifica]

III.


TAVOLA della minima temperatura mensuale.

Immagine dal testo cartaceo [p. 251 modifica]

III.


TAVOLA della minima temperatura mensuale. Immagine dal testo cartaceo [p. 252 modifica]

Queste tavole non presentano il massimo ed il minimo di temperatura, cioè i punti estremi di caldo o di freddo ai quali arriva il termometro; ma i medii del massimo e del minimo di caldo che vi sono notati, bastano a porgere un'idea esatta dei climi rispettivi delle città nelle quali si son fatte le osservazioni. Si può cavarne una folla di raffronti utili e singolari.

L'autore sceglie solamente quelle che gli sono necessarie per dimostrare la sua proposizione. Egli ne deduce le seguenti conseguenze:

1.° Che ne' mesi di luglio e d'agosto è a Roma che si fa sentire il caldo medio il più forte, e che a Napoli è allora eguale a quello di Palermo; nei mesi di giugno è più grande a Napoli, e che a Roma è eguale a quello di Palermo.

2.° Che in luglio ed in agosto [p. 253 modifica]provasi a Milano quasi lo stesso caldo medio di Palermo.

3.° Che i mesi di maggio e di ottobre sono più caldi a Napoli che a Palermo.

4.° Che negli altri mesi dell'anno, Napoli e Palermo hanno la stessa temperatura media, eccettuati i mesi di dicembre e di gennajo, ne' quali fa meno freddo a Palermo che a Napoli.

5.° Che la temperatura di Vienna ne' mesi di luglio ed agosto è la stessa di quella di Palermo in giugno ed in ottobre; che i mesi di luglio ed agosto di Parigi son simili sotto questo rapporto a quelli di giugno e d'ottobre a Palermo, e che luglio ed agosto a Londra ed a Copenaghen rassomigliano a maggio ed a novembre a Palermo.

6.° Si scorge colla seconda tavola che, sebbene i medii dei maxima di caldo a Palermo contengono le alte temperature cagionate dai sirocchi, tuttavolta sono più leggiere che a [p. 254 modifica]Roma nel mese di luglio e di agosto, da cui si concluse che in quest'ultima città i gran caldi di questi due mesi sono più lunghi che a Palermo.

L'astronomo di Palermo non ha potuto fare de' confronti con Napoli, imperocchè la tavola del signor Cagnazzi non contiene le temperature maxima e minima.

7.° Dalla terza tavola risulta che ne' mesi di novembre, dicembre, gennajo e febbrajo, e allorchè nelle altre città la temperatura è al disotto del gelo, a Palermo si gode della temperatura che si ha a Milano, a Vienna ed a Parigi ne' mesi d'aprile, maggio ed ottobre, e che per conseguenza gli inverni più freddi di Palermo sono uguali alle primavere di Milano, di Vienna e di Parigi.

Finalmente, affine di presentare questi risultati in modo da farli comprendere in una medesima occhiata, il signor Cacciatore dà la seguente tavola sinottica. [p. 255 modifica]

TAVOLA SINOTTICA

[p. 256 modifica]Immagine dal testo cartaceo [p. 257 modifica]Immagine dal testo cartaceo [p. 258 modifica]

A questo modo chi volesse trovarsi sempre in città in cui non si soffre nè molto freddo, nè molto caldo, cioè godere sempre d'una temperatura di centododici gradi del termometro meteorologico, dovrebbe abitare a Palermo il mese di gennajo, quelli di febbrajo e di marzo a Palermo o Napoli; potrebbe parimenti trattenersi a Roma in marzo; nel mese di aprile, bisognerebbe che si recasse a Milano, a Vienna o a Parigi, al mese di maggio a Londra o a Copenaghen per rimanersene nei mesi di giugno, luglio e agosto; in settembre andrebbe a Vienna o a Parigi, ed in ottobre a Milano; ma nel mese di novembre dovrebbe ritornare a Roma o a Napoli, ed in dicembre restituirsi a Palermo per rimanervi sino a tanto che il cangiamento della temperatura l'obbligasse a ricominciare le sue corse.

La lunga durata del caldo nell'estate a Palermo fa solo credere che [p. 259 modifica]questa stagione non si possa sopportare. Siccome per quattro mesi la temperatura vi si mantiene elevatissima, quelli che sono accostumati ai climi del nord, in cui i gran caldi sono più brevi, temono di non poter resistere alla loro durata; ma dalle tavole precedenti si scorge che a Napoli ed a Roma i caldi sono egualmente continui, che a Roma il caldo medio è ancor più grande che a Palermo, finalmente che questo caldo così temuto non è maggiore a Palermo che nelle altre città ov'esso è soltanto meno prolungato.