Vai al contenuto

Pagina:Zibaldone di pensieri VI.djvu/317

Da Wikisource.
312 pensieri (3938-3939)

condizione dell’uno è temperata e compensata con quella dell’altro; sono men forti di corpo, ma eziandio assai men vivi di spirito, per ragioni fisiche, cioè decadenza fisica e logoramento della loro organizzazione e facoltà interne, corrispondente a quello dell’esterno ec. (29 novembre 1823).


*    Circa l’usarsi in latino frequentissimamente i participii sí passivi sí ancora attivi in forma aggettiva, del che altrove in piú luoghi, vedi la mia annotazione alla canzone VI (Bruto minore), strofe 3, verso 1, e le osservazioncelle marginali e postille volanti sopra la medesima annotazione (29 novembre, anniversario della morte di mia nonna, 1823).


*    Monosillabi latini. Lux, idea primitiva. Gr. φάος, φῶς (30 novembre 1823). Falx.


*   Al detto altrove di fictus, fixus ec. aggiungi confitto da configgere o configere (non da conficcare, come dice la Crusca). Non si dice confisso. Per lo contrario affisso e non affitto participio. Vedi però la Crusca in affitto aggettivo, se quello non è un luogo male scritto, come pare ec. (1 decembre 1823). (3939)


*   Al detto altrove circa intentatus da intento, e in senso di non tentatus, aggiungi inauratus da inauro e in senso di non auratus (1 decembre 1823).


*    Scambio del v col g, di cui altrove. Vedi Forcellini in erivo. Rigo, irrigo ec. e per rivo, irrivo, irrivus (per irriguus), come de-rivo ec. E vedi il Forcellini in tutte queste voci ec. (4 decembre 1823).


*    Andare per essere, del che altrove. Vedi Virgilio, Aen., I, 50 e il Forcellini in incedo (5 decembre 1823).