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Pagina:Zibaldone di pensieri VII.djvu/52

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(4124-4125) pensieri 47

riano , l. V, c. 26, §.6, ovvero ἐξαρχῆς unito, come in Demostene αὖθις ἐχαρχῆς. Tusano (15 febbraio, ultimo di Carnevale, 1825). Vedi le mie Observationes a Flegone, loc. cit.


*    Altro ridondante. Ricordano Malespini, Cronica o Storia Fiorentina, ed. Fir., 1816, di Vincenzio Follini, p. 219, nota 2, al capitolo 12. Ora incomincieremo a dire delle divisioni grandi le quali vennono in Roma tra il popolo minuto e gli altri maggiori (cioè i grandi, gli ottimati, i reggenti) di Roma. Appunto alla greca (17 febbraio, primo giovedí di Quaresima, 1825).


*    Σωμάτιον per σῶμα. Apollon. Dyscol., Histor. commentit., c. 3, due volte, dove anche due volte σῶμα indifferentemente e col senso stesso (17 febbraio 1825).


*    Anche i greci dissero (almeno in tempi alquanto bassi) ὠτάριον auricula per οὖς auris. Vedi Apollon. Dysc. l. c., c. 28, ex Aristot. Vedi anche lo Scapula in ὠτάριον e ὠτίον. Vedi pure il glossario se ha nulla (17 febbraio 1825).


*    Le prime sillabe di chri-stianisme e di cry-pte si pronunziano al modo stessissimo. Perché dunque sí diversamente scrivonsi? Ciò non accade certo in italiano (dove, eccetto alcuni pochissimi casi in cui si scrive diversamente per distinzione, come ho, - o, quel che è diversamente scritto, diversamente sempre si pronunzia, e viceversa) e non è da credersi che accadesse né in latino né in greco. Questo è un altro dei principali difetti  (4125) che può avere un’ortografia, che le parole o sillabe ugualmente pronunziate, diversamente si scrivano; e viceversa che le ugualmente scritte si pronunzino diversamente. Il che per ambe le parti accade spessissimo in francese,