I promessi sposi

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Testi del XIX secolo

I promessi sposi

è un romanzo di Alessandro Manzoni



Edizioni[modifica]

1823: Fermo e Lucia[modifica]

Frontespizio edizione Perrella 1916

La prima idea del romanzo risale al 24 aprile 1821 ma fu portato a termine solo nel settembre del 1823. Rimasto per molti anni inedito, il Fermo e Lucia è stato pubblicato per la prima volta nel 1915 da Giuseppe Lesca col titolo Gli sposi promessi. Pur riproponendo la trama del futuro romanzo in nuce, oggi la maggior parte della critica lo ritiene un'opera autonoma di grande valore. Il Manzoni ne parla in questi termini:


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«un composto indigesto di frasi un po' lombarde, un po' toscane, un po' francesi, un po' anche latine; di frasi che non appartengono a nessuna di queste categorie, ma sono cavate per analogia e per estensione o dall'una o dall'altra di esse.»
(Ibidem)


Disponibilità:









1827: la Ventisettana[modifica]

La seconda stesura dell'opera, la prima edizione a stampa, fu pubblicata nel 1827, con il titolo I promessi sposi, storia milanese del sec. XVII, scoperta e rifatta da Alessandro Manzoni. Detta Ventisettana, pur portando la data del 1825-'27, fu stampata a Milano da Vincenzo Ferrario.[1] Visto il successo dell'opera, il Ferrario, in accordo con l'autore, autorizzò altri editori a ristampare il testo.[2]


Frontespizio della storica edizione Ferrario del 1825


Disponibilità:

Edizioni storiche[3]
Edizioni storiche[3]

Ducci, Firenze

Pozzolini, Livorno

Tramater, Napoli

Pomba, Torino

  • Torino, per Giuseppe Pomba, 1827, Tomo primo (Capitoli dal I al XI) vedi su GB=IA.org
  • Torino, per Giuseppe Pomba, 1827, Tomo secondo (Capitoli dal XII al XXIV) vedi su GB=IA.org (anche GB2=IA2)
  • Torino, per Giuseppe Pomba, 1827, Tomo terzo (Capitoli dal XXV al XXXVIII) vedi su GB=IA.org (anche GB2=IA2)

Baudrey, Parigi

Batelli, Firenze

  • Firenze, per Vincenzo Batelli e Comp., 1827, Tomo primo, parte prima (dal cap. I al cap. VII) vedi su GB=IA.org
  • Firenze, per Vincenzo Batelli e Comp., 1827, Tomo primo, parte seconda (dal cap. VIII al cap. XXIV) vedi su GB=IA.org
  • Firenze, per Vincenzo Batelli e Comp., 1827, Tomo secondo, parte prima (dal cap. XII al cap. XVIII) vedi su GB=IA.org
  • Firenze, per Vincenzo Batelli e Comp., 1827, Tomo secondo, parte seconda (dal cap. XIX al cap. XXIV) vedi su GB=IA.org
  • Firenze, per Vincenzo Batelli e Comp., 1827, Tomo terzo, parte prima (dal cap. XXV al cap. XXXI) vedi su GB=IA.org
  • Firenze, per Vincenzo Batelli e Comp., 1827, Tomo terzo, parte seconda (dal cap. XXXII al cap. XXXVIII) vedi su GB=IA.org

Coen, Firenze

I promessi sposi Storia milanese del secolo XVII. Scoperta e rifatta da Alessandro Manzoni coll'aggiunta dell'ode Il cinque maggio
  • Firenze, Tipografia Coen e comp., 1828, Tomo primo (dal cap. I al cap. XI) vedi su GB=IA
  • Firenze, Tipografia Coen e comp., 1828, Tomo secondo (dal cap. XII al cap. XXIV) vedi su GB=IA
  • Firenze, Tipografia Coen e comp., 1828, Tomo terzo (dal cap. XXV al cap. XXXVIII) vedi su GB=IA
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1840: la Quarantana[modifica]

Illustrazione per l'edizione del 1840 di Francesco Gonin

Tra il 1840 e il 1842, Manzoni pubblicò la terza ed ultima redazione de I promessi sposi, la cosiddetta Quarantana, cui oggi si fa normalmente riferimento. Fondamentale, all'interno dell'economia dell'opera, il ruolo che assumono le illustrazioni del piemontese Francesco Gonin, cui l'autore stesso si rivolge per arricchire il testo di un apparato iconografico.

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«Le quattrocento vignette sono tutte scrupolosamente programmate da Manzoni, per quanto riguarda la scelta del tema da illustrare, il taglio, la sceneggiatura, la successione delle immagini.»
(ICON[4])

In questa edizione appare per la prima volta il testo la Storia della colonna infame, un'appendice storica da alcuni studiosi ritenuta il vero finale del romanzo, come dimostrerebbe l'impaginazione stessa, curata da Manzoni.

Disponibilità:


Note

  1. [...] lo stampatore Vincenzo Ferrario è in grado di sottoporre al Censore il primo tomo dell’opera già il 30 giugno 1824 e tra luglio e ottobre il volume esce dai torchi milanesi con la data 1825: l’intenzione [...] è infatti quella di portare a conclusione l’intero romanzo entro quell’anno. La tabella di marcia viene rispettata con il secondo tomo, ma per il terzo sarà necessario attendere di più e anche se la data posta all’inizio del volume è 1826 (l’imprimatur sulla copia della Censura è del 7 luglio), la diffusione dell’editio princeps dei Promessi sposi si ha solo nel giugno del 1827. Tre volumi in-8 (pagine 4 n.n.+ 352, 4 n.n. + 368, 4 n.n.+ 416 +2 n.n.), con una semplice brossura giallo avana incorniciata con il titolo, "I promessi sposi", e il numero del tomo. Il Manzoni continua a correggere e a rivedere il proprio lavoro anche quando la stampa è avviata e questo consente oggi di distinguere alcuni esemplari della prima tiratura da quelli successivi: nell’errata, posta al termine dell’ultimo volume, viene infatti riportato che l’errore alla riga 13 a pagina 378 del terzo tomo ("questa storia" da correggere in "di questa storia") è presente soltanto in alcuni esemplari, che sono quindi più appetibili per i bibliofili. (La prima e le altre dei Promessi Sposi, D. Bresciani, Wuz n. 8, ottobre 2002 - fonte)
  2. [...] Il Ferrario stesso, in accordo col Manzoni, per venire incontro alle numerose richieste per la prima edizione, andata subito esaurita, autorizzò altri editori, tra cui il Pomba, a ristampare i Promessi Sposi per introdurne copie a Milano. (Scheda libro della AbeBooks.co.uk, fonte)
  3. Raccolta cronologica di edizioni con scansione a fronte diponibili in rete. Per un elenco completo si rimanda alla relativa bibliografia.
  4. fonte ICON, italicon.it