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che a nessuna delle sue traduzioni appose il suo nome. E che siasi potuto sapere quali e quante esse siano, lo dobbiamo a chi in tempi a lui vicini ne compitò un elenco, forse non compito. E sono più di settantasei opere, molte delle quali di non piccola mole, ed a’ que’ tempi importantissime ai varj rami della filosofia.

Gherardo non fu soltanto traduttore infaticabile, ma come autore «costruì alcune tavole astronomiche nelle quali insegnò il modo di trovare gli anni dell’era cristiana, de’ persiani, de’ greci e degli arabi; diede le altezze delle costellazioni per Cremona sua patria, per Toledo e per altre città; e determinò le latitudini di Cremona e di Toledo.» E questo è l’ultimo suggello della verità circa la patria di Gherardo: e l’averlo trovato, e lealmente manifestato, è pregio di Francesco Perez Bayer, dalle cui annotazioni alla Bibliotheca Hispana vetus di Nicolò Antonio, l’ha cavata il Principe Boncompagni: In Tabulis XX et duabus sequentibus, ad demonstrandam diversitatem ascensionum signorum per universam terram, indicantur, exempli causa, eorum elevationes accomodatae ad situm urbium Toleti et Cremonae, quin ullius alterius urbis eo in opere mentio fiat. Quid ita? Nimirum Toleti meminit, cujus urbis Gerardus incola erat et in eadem opus istud et alia bene multa conscripsit, quod et Gesnerus et Nicolaus Antonius tradidere; Cremonae vero, quia in ea urbe natales hauserat. Jam vero Toleto xxxix Latitudinis gradum cum nonnullis quadrantibus seu minutis perpetuo attribuit; Cremonae autem Suae in tribus Tabulis praedictis xlv gradum, cum minutis aliquot: quae omnino Cremonae Insubrum non Carmonis Baeticae gradatio est: nam hanc xxxvii circiter Latitudinis gradum tenere in comperto apud Geographos est.