Pagina:De' matematici italiani anteriori all'invenzione della stampa.djvu/42

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ben è possibile tenere i fatti da lui scoperti, e mantenere a Leonardo da Pisa i meriti che giustamente debbono essere in lui riconosciuti.

A me sembra che nella ricerca dell’inventore o introduttore dell’aritmetica moderna, siasi commesso un errore di falso supposto, credendo che l’introduzione delle cifre fosse di tal fatta che, siccome la luce del sole, avesse subito dovuto estendersi per ogni dove si avea l’uso di far calcoli, o anche solo conti. Sicchè uno solo possa essere stato il fortunato propagatore di quel metodo, ed unica la propagazione. Ora il fatto non è così; ed anzi assai lento fu il diffondersi della nuova aritmetica, e per lungo sèguito d’anni durò insieme col novello metodo pell’antico, qualunque ci fosse, che usava prima.[1] Un sistema sì lentamente adottato può ben essere penetrato dagli Arabi in Europa per diverse strade. Ma fatto è che si sa averle condotte in Italia pel primo il Fibonacci; e non si conoscono i nomi degli altri pretesi propagatori delle cifre nelle altre parti d’Europa.[2] Il merito di Leonardo non istà nella materiale introduzione delle cifre; sibbene nel suo gran sapere in fatto d’aritmetica e d’analisi. Così il merito vero e sommo di Cristoforo Colombo non fu l’essere giunto a sbarcare alle Antille: (che lo scoprimento dell’America, anche senza di lui, sarebbe accaduto dopo pochi anni, quando il Cabral trabalzato da furiosa tempesta toccava le spiagge dei Brasile; come ben prima di lui era avvenuto per l’Ame-



  1. Questo io credo d’aver provato in altro scritto che, a Dio piacendo, farò di pubblica ragione negli Opuscoli Religiosi, Letterarj e Morali.
  2. Il Sacrobosco, ossia Giovanni Halifax o di Holywood insegnò, è vero, l’aritmetica moderna, o indiana, ma egli è posteriore al nostro Leonardo essendo morto nel 1256.