Pagina:Archivio storico italiano, serie 3, volume 13 (1871).djvu/18

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14 dei giudizi civili in roma

sero le loro ragioni. Venne in tal intervallo di tempo all’esame dei testimoni; intese tutte le ragioni che ai collitiganti piacque di addurre; ed infine venne alla pronunzia della sentenza. Premessa in questa la narrativa della questione, e latta menzione «lei termine prefisso; visto, egli dice, il detto termine; visti i capitoli prodotti dal monastero; visto l’esame dei testimoni fatto sopra detti articoli; visto tutto il processo; viste ed intese le prove e le ragioni addotte dalle parti, deliberando col parere di molti saggi, e particolarmente di tutto l’assettamento dei sette Riformatori della Repubblica de’ Romani, che fanno le funzioni del senato a nome del papa, in sequela di quanto abbiamo visto ed esaminato; Christi nomine invocato, pronunziamo, e dichiariamo che il castello di Vicarello è ridotto a casale, ed il medesimo, siccome disabitato, non è soggetto ai dazi di consumazione1.

XXIII. Non guari dissimile da cotesta sentenza, altra ne rinvengo profferita nel 1407 dal Luogotenente del Senatore in una questione vertente fra il cardinal Caetani abbate commendatario dei SS. Bonifazio, ed Alessio, e Giorgio Frangipane, sopra un diritto di pescare nel Tevere. Leggo anche in questo la narrativa, e l’elenco dei visti documenti; veggo inoltre fatta menzione quamplurium sapientum, col parere dei quali si dice profferito il giudizio: ma siccome di cotesti sapienti non ne scorgo registrato il nome, dubbio grande mi nasce, se cotesta interpolazione abbia realmente avuto luogo2.

XXIV. Certamente col tratto del tempo, in molti tribunali l’uso lodevole di giudicare col parere di molti è andato in totale dimenticanza, e presentemente per mera formalità il giudice, nel profferire la sentenza, dice: Juris peritorum .. Si trascurò inoltre col lasso del tempo di premettere la narrativa, di enunciare i documenti sopra de’ quali il giudizio si appoggia; e quello che una volta non era che una parte itenza, il tutto ne venne a costituire. In tal guisa, mentre da mo. placito, o da una sentenza profferita ne’ secoli barbari, l’intiero stato della causa, e le ragioni delle parti si rilevano;

  1. Append., num. VII.
  2. Append., num. VIII.