Andria/Atto quarto/Scena II
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Atto quarto - Scena II
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MISIDA, PANFILO, CARINO, DAVO.
- Misida
- OR or, dovunque siasi il vostro Panfilo,
- Lo troverò, e lo condurrò qui
- A voi: ma intanto voi, figliuola mia,
- Non vi affannate.
- Panfilo
- Misida?
- Misida
- Chi è?
- O voi mi date innanzi a tempo, Panfilo.
- Panfilo
- Che v' ha di nuovo?
- Misida
- La padrona m'ha
- Imposto, ch'io vi pregassi, che voi,
- Se le volete ben, veniste là,
- Ch'ella ha gran voglia di vedervi.
- Panfilo
- Oimè
- Son morto. La faccenda va di male
- In peggio. Vedi tu, com' io, ed essa
- Siam tormentati, tristi a noi, per tua
- Opera? Certo ella mi fa chiamare,
- Perch'ella avrà sentito la novella
- Di queste nozze.
- Carino
- O come agevolmente
- Potevano chetarsi queste cose
- Se costui stava in pace.
- Davo
- Orvia, se egli
- Non impazza da sè davanzo, dategli
- La spinta.
- Misida
- Inverità per questo appunto
- Ma vi chiama, ed è in maninconia,
- La poveretta, per questo.
- Panfilo
- Io ti giuro
- Misida, per gli Dei tutti, che mai
- Non l' abbandonerò; s' io mi credessi,
- Che mi avessero a diventar nimici
- Tutti gli uomini. Io l'ho bramata, l'ho
- Avuta; i nostri costumi si affrontano
- Vadano col malanno tutti quei,
- Che ci vorrebbon vedere disgiunti
- Nessun la mi torrà, fuor che la morte.
- Carino
- Io torno in vita.
- Panfilo
- Non rispose mai
- Apollo il vero, più di quel, ch'io ho fatto
- Adesso. Se si può far, che mio Padre
- Non creda, che le nozze vadian rotte
- Per mia cagione; io l' ho caro, non si
- Può? vada la faccenda come vuole,
- E sì lo sappia. Ora, che ve ne pare
- Del fatto mio?
- Carino
- Che mi parete misero,
- Come son io.
- Davo
- Io vo cercando pure
- Qualche partito.
- Carino
- Almeno voi avete
- Più coraggio di me.
- Panfilo
- So, che buon esito
- Doverà aver questo tuo bel partito,
- Che cerchi.
- Davo
- Certamente io farò poi
- Qualche cosa.
- Panfilo
- Il bisogno sare' subito.
- Davo
- Sonne a segno.
- Carino
- Che è?
- Davo
- Io sonne a segno
- Pel Padron, non per voi, che non mi aveste
- Franteso.
- Carino
- Ho inteso si.
- Panfilo
- Che farai tu?
- Di grazia?
- Davo
- Io ho timore, che mi manchi
- Il tempo tra le man, per colorire
- Questo disegno, non vogliate credere,
- Ch'io possa indugiar qui a raccontarvelo;
- Però nettate di qua, che mi siete
- D'impaccio.
- Panfilo
- Intanto io anderò su da lei.
- Davo
- Che fate voi, che non andate?
- Carino
- Vuoi
- Che io ti dica il vero?
- Davo
- E' sarà qui,
- Con qualche nuovo prologo.
- Carino
- Di me,
- Che farà egli?
- Davo
- Di me, voi siete pure
- Rincrescevole, non vi pare assai,
- Ch'io vi do tempo stornando per lui
- Queste nozze?
- Carino
- Ma infin poi, Davo?
- Davo
- Che
- Volete dunque?
- Carino
- La vorrei per moglie.
- Davo
- E questa è ben da ridere.
- Carino
- Se fai
- Qualcosa, vien da me.
- Davo
- O a che fare?
- Io non ci ho nulla in piè.
- Carino
- Ma pure se…
- Davo
- Orsu verrò.
- Carino
- Se ti accadesse alcuna
- Cosa io sarò in casa.
- Davo
- Tu sta qui
- Ad aspettarmi un poco, che io torno.
- Misida
- Perchè?
- Davo
- Perchè bisogna far così.
- Misida
- Spacciati.
- Davo
- O, dico, che io torno adesso.
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