Canzoniere (Rerum vulgarium fragmenta)/La guancia che fu già piangendo stancha

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La guancia che fu già piangendo stancha
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La guancia che fu già piangendo stancha
riposate su l’un, signor mio caro,
et siate ormai di voi stesso piú avaro
a quel crudel che ’ suoi seguaci imbiancha.

       5Coll’altro richiudete da man mancha
la strada a’ messi suoi ch’indi passaro,
mostrandovi un d’agosto et di genaro,
perch’a la lunga via tempo ne mancha.

E col terzo bevete un suco d’erba
       10che purghe ogni pensier che ’l cor afflige,
dolce a la fine, et nel principio acerba.

Me riponete ove ’l piacer si serba,
tal ch’i’ non tema del nocchier di Stige,
se la preghiera mia non è superba.

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