Il Catilinario/Introduzione
Traduzione di Bartolomeo da San Concordio (1843)
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Siccome disse Sallustio, molti antichi savii uomini[1] parlarono della grande virtù[2], che ha in sè la memoria delle storie; e però molti di loro ne scrissono[3], tra li quali fu Sallustio medesimo, il quale scrisse principalmente due libri, Nel primo trattò il priù delle ree opere d’uno grande Romano, che fu detto Catilina e come e e suoi seguaci furono puniti; e quello libro si chiama il Sallustio Catilinario: nel secondo trattò d’una grande guerra, la quale ebbe il comune[4] di Roma contra uno re di Numidia, ch’aveva nome Giugurta; e quello si chiama il Sallustio Giugurtino. Ben è vero che questa guerra col detto re fu alquanto tempo innanzi che quelli fatti di Catilina; ma impertanto[5] il Catilinario si pone innanzi,, perocchè Sallustio prima lo scrisse. E l’uno e l’altro di questi libri è scritto per lettera molto sottilmente[6], sicchè gli uomini volgari[7] non ne possono trarre utilità nè avere diletto. Onde io, sopra ciò pregato[8], sì mi brigherò[9] di recarlo al volgare, benchè malagevolmente far si possa, per la gravezza[10] del libro, e perchè le parole e il modo volgare non rispondono in tutto alla lettera; anzi conviene ispesse fiate si conviene uscir alquanto delle parole per isponere la sententia[11] e per poter parlare più chiaro ed aperto. Dunque, questo modo secondo il mio potere tenendo, io comincerò dal proemio che Sallustio fece al Catilinario: e disse così.
Note
- ↑ savii uomini Qui savio non si ha a prendere nel senso che più propriamente e più comunemente ha oggi nella nostra lingua, di colui che ordina bene tutte le cose al suo fine; ma per dotto, come spesso si trova appo gli antichi. Dante dice , Inf. 24: Così per li gran savii si confessa Che la fenice muore, e poi rinasce.
- ↑ virtù propriamente significa disposizione abituale dell’animo a fare il bene e a fuggire il male; qui sta alla latina per forza, vigore, qualità naturata.
- ↑ scrissono per scrissero: vedi qui appresso, a p. 6, la n. 2.
- ↑ Comune vale propriamente Popolo che si i regge con proprie leggi ; proprio il respublica de’ Latini; onde qui Comune di Roma è ad intendere la Repubblica di Roma. E vogliamo avvertire che Comune in questo sentimento va adoperato in genere maschile, quantunque il solo Matteo Villani l’abbia talvolta usato in genere femminile.
- ↑ impertanto è una particella la quale significa non pertanto, nondimeno, ed è correlativa di benchè, quantunque, avvegnachè. Così nel Crescenzi,1, 4, 1: Avvegnachè duramente riceva, impertanto le ritien fortemente.
- ↑ Si ponga ben mente a questo modo di dire per lettera, il quale significa in latino o latinamente; onde l’uno e l’altro di questi libri è scritto per lettera molto sottilmente vale l’uno e l’altro di questi libri è scritto in latino molto diligentemente. Quei buoni padri del trecento diceano ancora in grammatica, dotto in grammatica, uomo senza grammatica, per significare in latino, uomo dotto in latino e senza lettere latine. E leggesi nel Cavalca. Prol. Vit. SS. Pad. Acciocchè non solawente i letterati, ma eziandio i secolari senza grammatica lo possano intendere ec. Ma però questi modi oggi non sono da usare.
- ↑ volgare, tra le sue molte significazioni, vale ancora uomo idiota, senza lettere; e così si vuole quin intendere.
- ↑ sopra ciò pregato, cioè intorno a ciò pregato: notisi questo costrutto.
- ↑ sì mi brigherò) Brigare è verbo neutro passivo, benchè talora si trovi adoperato con le particelle mi, ti, ci ec., non espresse, e vale procurare, studiarsi, ingegnarsi, sforzarsi. Così si legge nel Tesoro di Brun. Latini, lib,1, 4: E perciò dovrebbe ciascheduno brigarsi di sapere ben parlare.
- ↑ gravezza in questo luogo vale propriamente gravità, grandezza, importanza
- ↑ isponere la sentenzia vale dichiarare un concetto della mente o il iignificato diuna parola o di una frase; ma sì isponere e sì sentenzia sono parole viete, alle quali oggi si dee sostituire esporre o sporre, e sentenza.