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25 di vegetali. Sì fatta credenza è così comune alle nazioni di razza semitica stanziate nell’Asia centrale, che perfino il nome scelto a significare quel primitivo soggiorno troviamo presso a poco il medesimo nel linguaggio d’ognuna. E chi non vede, fa qui notare l’Humboldt molto a proposito, la grande affinità del vocabolo Paradiso, proprio dell’antica lingua persiana, coll’ebreo Pardés, coll’arabo Firdaus, col siriaco Partés, e col sanscritto Paradésa adoperati ad esprimere un medesimo concetto ! Ma non fu solo il bisogno, che indusse l’uomo ad occuparsi dei vegetabili, ma quel provvido istinto altresì della curiosità, quel desiderio di conoscere, che in lui pose natura, istinto e desiderio, che lo porta a volgere lo studio, ad esercitare l’intelligenza sopra quelle opere stupende di una invisibile onnipotenza, dalle quali è circondalo. Laonde essendo le piante continuamente tra le mani dell’uomo ragion vuole, che egli dovesse a poco a poco abituarsi a distinguere le une dalle altre per poter sceverare le nocive dalle vantaggiose, prescegliere quelle che meglio potevano servirlo, e mercè l’opera dello ingegno atììnarne gli utili prodotti. Di tal maniera nacque la botanica, ma rozza ne’ suoi principj e limitata quasi esclusivamente alla cognizione empirica di poche piante usuali. Che se ora vogliamo discendere a rintracciare nei tempi storici tradizionali quali fossero le nazioni, che prime tolsero a coltivarla e ad ampliarla, si troverà essere