Pagina:Avventure di Robinson Crusoe.djvu/166

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Ma ora pensieri di una nuova natura mi sollevavano: col leggere ogni giorno la parola divina, io ne applicava i conforti al presente mio stato. Una mattina ch’io mi trovava assai malinconico, apersi la Bibbia al punto di quelle parole: «Non ti lascerò, non ti abbandonerò mai!» Pensai tosto che questi detti fossero vôlti immediatamente a me; altrimenti mi sarebbero essi occorsi in tal guisa, allorchè appunto io stava gemendo su la mia condizione come chi si crede abbandonato da Dio e dall’uomo? «Quand’è così, dunque, diss’io, se Dio non mi abbandona, che male può derivarne, o che importa a me, se anche tutto il mondo mi abbandona? D’altronde, se tutto il mondo fosse mio, e dovessi perdere la grazia e la benedizione di Dio, vi sarebb’egli confronto tra il guadagno e la perdita?»

Da quel momento io cominciai a concepire col mio pensiere, che