Pagina:Avventure di Robinson Crusoe.djvu/430

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come feci presto a far condurre i rei al mio tribunale, a processarli, ad ordinare che fossero impiccati. Che parte di vero vi fosse in tutto ciò, si vedrà a suo tempo. Certamente, o queste immaginazioni si fossero così disposte nella mia mente, o in quell’estasi un segreto consorzio di spiriti ve le avesse infitte, vi era, lo ripeto, una gran parte di vero; non dico d’una verità specificata e letterale, ma generalissima nella sostanza; perchè veramente le scelleraggini, la perfida condotta di que’ cialtroni induriti nella iniquità era stata tale, avea tanto oltrepassato il limite d’ogni mia descrizione, che quella mia specie di sogno si accordava tanto col fatto, che se in appresso avessi usato severità con coloro, cioè se gli avessi fatti impiccare, avrei operato rettamente, nè sarei stato condannabile al cospetto di Dio o a quello degli uomini. Ma si torni alla mia storia.

In questa disposizion d’animo passai molti anni. Io non sapea che cosa fosse goder la vita, che cosa fosse l’avere ore piacevoli, lieti divagamenti fuor quelli che avevano in sè stessi qualche correlazione con l’idea tiranna de’ miei pensieri. Mia moglie che mi leggeva interamente nell’animo, così parlommi sul serio una notte.

— «Io vi credo dominate da qualche segreto impulso della Providenza che v’abbia predestinato ad imprendere nuovi viaggi, nè vedo altra cosa che vi rattenga da ciò fuor de’ legami in cui vi stringe lo stato di padre e soprattutto quello di buon marito. È vero che non potrei reggere all’idea di separarmi da voi; sono per altro certa qual sarebbe, se venissi a mancare io, la prima delle vostre risoluzioni. Non vorrei, se i turbamenti cui soggiace il vostro animo fossero, come sembra, il segnale di una determinazione venuta dall’alto, esserne io unicamente un ostacolo all’adempimento; laonde se giudicaste opportuno, se credeste bene di.....»

Qui si fermò. La pose in iscompiglio il modo concentrato con che io stava ascoltando le sue parole.

— «Perchè non proseguite, diss’io, perchè non terminate il discorso che avete cominciato?»

M’accorsi allora dalle lagrime che le spuntavano sul ciglio, quanto fosse gonfio il suo cuore.

— «Parlate, allora soggiunsi, mia cara. Desiderate forse ch’io vada via?»

— «Tutt’altro! ella rispose con affettuosissimo accento. Sono ben lontana dal concepire un tal desiderio: ma se voi aveste deliberato