Pagina:Avventure di Robinson Crusoe.djvu/573

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robinson crusoe 505


— Ebbene, signore, profitterò della libertà che mi concedete. Sono tre le cose che, se non erro, si oppongono ai vostri sforzi per chiamare le benedizioni del cielo su questa colonia, e che m’allegrerei molto di vedere rimosse per amore e di voi e di tutti. Mi riprometto anzi che verrete affatto dalla mia, poichè ve le avrò indicate; specialmente perchè non dubito di non farvi convinto che ciascuno di questi sconci può con grande facilità e vostro massimo soddisfacimento essere riparato. Primieramente, signore, voi avete qui quattro Inglesi che vivono con donne prese fra i selvaggi, che se le tengono in qualità di mogli, che da tutte hanno avuto figli, benchè non sieno state sposate in alcun modo determinato e legale, siccome comandano le divine leggi e le umane, e quindi a senso delle une e delle altre sono in uno stato permanente di fornicazione, se non d’adulterio. So bene, signore, mi risponderete, che non c’era ecclesiastico nè cattolico nè non cattolico nell’isola per celebrare la cerimonia delle nozze; nè penna o inchiostro o carta per stipulare un contratto di matrimonio e farlo sottoscrivere dai contraenti. So ancora quanto vi è stato detto dal governatore spagnuolo: vale a dire il patto che obbligò i compagni di queste donne a sceglierle con una data regola ed a vivere spartatamente con la donna scelta; ma questo è anche ben lontano dall’essere un matrimonio; qui non c’è per parte delle donne nessuna sorta di consenso che le qualifichi mogli; il consenso fu unicamente fra gli uomini per allontanare da loro ogni cagione di risse. Signore, l’essenza del sacramento del matrimonio (egli parlava da prete romano[1]) consiste non solo nel mutuo consenso delle parti che promettono riguardarsi scambievolmente siccome moglie e marito, ma nel formale e legale obbligo inerente al contratto e che costringe l’uomo e la donna a riconoscersi sempre legati insieme in questa maniera: l’uomo ad astenersi in ogni tempo da tutt’altra donna, a non contrarre altre nozze finchè vive la moglie presente, e in qualunque occasione a provvedere, fin dove la sua possibilità lo comporta, di sostentamento la moglie ed i figli; e le donne dal canto loro, mutatis mutandis, soggiacciono agli obblighi stessi. Guardate, signore! questi uomini, se ne viene ad essi il talento, o se loro ne capita l’occasione, piantano lì le mogli, sconoscono i propri figli, li lasciano morire di fame, si pigliano altre

  1. E Robinson da protestante. Vedi la precedente nota.