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tali trafficanti e piantatori, ed avendo parlato con essi diffusamente di queste cose, tre di essi venissero nella seguente mattina a trovarmi.

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Costoro mi dissero che avendo ben pensato su i discorsi da me tenuti loro la scorsa notte, erano lì per farmi una riservata proposta; dopo avermi obbligato con parola d’onore alla maggior segretezza, mi narrarono esser loro intenzione di apparecchiare un vascello per la Guinea; posseder tutti al pari di me delle piantagioni che non mancavano di nulla fuorchè di schiavi; non potersi tirare avanti la coltivazione degli zuccheri, perchè non era permesso il vendere in pubblico i Negri quando erano menati al Brasile; non aver eglino bisogno d’altro, che di fare un viaggio per acquistare di questi Negri, condurli di soppiatto alla spiaggia, e ripartirli in comune fra le piantagioni degli armatori del divisato vascello. In una parola, mi domandarono s’io acconsentiva ad essere loro scrivano di nave per regolare la parte che si riferiva al traffico sulla costa della Guinea, e mi offrivano in ricompensa una parte uguale nel ripartimento dei Negri, e un’esenzione generale dal contribuire la mia porzione di capitale.