Pagina:Avventure di Robinson Crusoe.djvu/750

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nostri cammelli, la carovana nel mezzo. Così ordinati e ben preparati alla battaglia, ci credemmo buoni di tener testa a diecimila Tartari Mongoli; ma nel dì appresso, quando comparvero, vedemmo che la cosa avrebbe potato andare ben altrimenti.

Era una mattina di buon’ora allorchè, venendo via da una piccola città detta Changu, ci trovammo ad un piccolo fiume, che conveniva traghettare in barca. Se i Tartari avessero avute due dita d’intelligenza, doveano scegliere il momento che eravamo imbarcati per assalirci, perchè la nostra retroguardia era lontana da noi, ma qui non si mostrarono. Bensì dopo tre ore di viaggio, entrati che fummo in un deserto della lunghezza d’oltre a quindici o sedici miglia, un nugolo di polve sollevatosi in faccia a noi ne avvertì che starebbero poco a capitare i nemici: e stettero poco da vero, perchè ci venivano incontro di gran galoppo.

I Chinesi che ci marciavano in fronte, e che parevano altrettanti gradassi il dì innanzi, principiavano a sbigottirsi, poichè si guardavano spesso alle spalle, segno non equivoco in un soldato, che ha