Pagina:Avventure di Robinson Crusoe.djvu/77

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robinson crusoe 59


per mantenere la loro vita. Io non mi trovava indosso null’altro fuor d’un coltello, d’una pipa e d’un po’ di tabacco da fumare entro una scatola. Qui consisteva tutta la mia provvigione; il quale pensiere mi trasse in tanta costernazione, che per un pezzo girai qua e là a guisa di un delirante. Stava per sopraggiugnermi la notte, onde cominciai tosto a pensare qual sarebbe stato il mio destino se il paese era abitato da belve carnivore, perchè io ben sapeva essere quella l’ora in cui vanno in cerca di loro preda.

Il solo espediente corsomi intanto al pensiere si fu di cercarmi ricovero per la notte col montar sopra un folto frondoso albero, che

vidi in poca distanza da me, simile assai ad un abete, ma spinoso. Nel dì seguente avrei pensato al genere di morte, di che io dovea morire, perchè fin qui io non vedeva alcuna speranza di vita. Allontanatomi circa un mezzo quarto di miglio dalla spiaggia per vedere se mi riuscisse di abbattermi in un po’ d’acqua dolce per dissetarmi, ne trovai a mia grande consolazione; indi bevuto di questa e postomi in bocca un po’ di tabacco per tener lontana la fame, venni all’albero che salii, cercando poscia di collocarmi sovr’esso in modo di non