Pagina:Avventure di Robinson Crusoe.djvu/96

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fuor della mia fortezza scopersi che nell’isola v’erano capre, il che mi diede grande soddisfazione, non disgiunta per altro da un dispiacere, perchè questi animali erano sì paurosi, sì leggeri e veloci al corso, che diventava cosa difficilissima il raggiugnerli; pure non mi sconfortai, nè mi abbandonò la speranza che una volta o l’altra ne avrei atterrato uno, come ben presto avvenne; perchè dopo aver preso un poco di cognizione de’ luoghi che frequentavano, concepii il mio stratagemma per appostarli. Io aveva notato che se vedevano me nelle valli ancorchè fossero sul monte, correvano via spaventati terribilmente; ma se invece stavano pascolando nelle valli ed io era su le montagne, non parea che s’accorgessero di me; donde conclusi che per la collocazione dei loro nervi ottici la vista di questi animali diretta all’ingiù non raggiugnesse prontamente gli oggetti posti al di sopra di essi; per conseguenza mi attenni sempre al metodo di prendere vantaggio su di loro, salendo la montagna finchè essi restavano a pascolare la valle; e così m’accadde frequentemente di far buona caccia. Il primo colpo di moschetto sparato fra queste bestie uccise una capra che aveva il suo capriuolo poppante sotto di se, il che mi diede assai dispiacere; nè quando gli ebbi uccisa la madre il capriuolo si distolse da essa, ma rimase al suo posto fin ch’io le fossi addosso per prenderla; nè ciò solo, ma allorchè io me la portai su le spalle, il capretto mi seguì fino a casa; veduta la qual cosa lasciai giù la madre, e presomi quel piccolo animaletto fra le braccia lo feci passare al di là della palizzata, con la speranza che lo avrei allevato e addimesticato; ma non volea mangiare, onde mi vidi costretto ad uccidere anch’esso e a mangiarlo. E la madre ed il figlio mi mantennero a carne per un bel pezzo, perchè andava con molta parsimonia nel cibarmi, e risparmiava le mie provvigioni, massimamente il pane, il più ch’io poteva.

Stabilita ora la mia abitazione vidi cosa di stretta necessità l’assicurarmi un luogo ove far fuoco e combustibili per mantenerlo. Quali espedienti io prendessi a tal uopo, come pure in qual modo ampliassi la mia grotta, ne darò un pieno ragguaglio a suo tempo; ma prima mi è necessario il dire alcune poche particolarità sopra me stesso e le meditazioni da me istituite su la mia vita, che, come ognuno può ben immaginarsi, non furono poche.