Pagina:Copernico - Poemetto Astronomico.djvu/30

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(XXIX.)




610Dona, e il rifletton’Essi, e si fan chiari
Dell’altrui luce, e ne fan cambio insieme.
Vedi quel rosso Auriga a noi vicino,
Che segna intorno al Sol circolo angusto,
E quasi rade sua circonferenza,
615Come gli Atleti d’Elide la meta?
Mercurio Egli è, che al raggio suo rifulge,
E n’arde più, che torrida ignea Zona.
Di metal liquefatto ivi son Fiumi,
Ferve l’arena, e l’aria fuma, e bolle.
620Pur’ ha quel Mondo abitatori anch’Esso,
E confaccenti al Clima e corpi ed alme;
Che Natura non manca altrui d’aita,
Ed è varia infinita in suoi progetti.
Ivi larga ogni dì salubre pioggia
625Cade, e appare ogni dì l’Iride bella
Sul dipint’Arco, e i venti, e le rugiade
Rinfrescan l’Etra, e di Vulcano i Fabri
Lavoran sempre le saette, e i tuoni;
Che di solfi, e di nitri il loco abbonda.
630Fra le tempeste, e i turbini sonanti
Cantano allegri, e intreccian danze e balli:
Non temono il Diluvio, e nulla sanno
Dell’Arca, e di Noè: vivono breve


La