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nella parte solubile si è riscontrata la presenza del ferro e dell’allumina. Pertanto il valente chimico conchiude il suo particolareggiato rapporto col dire che «la tinta, tenuta insieme da una sostanza organica, e composta di ferro e calce allo stato di idrati o carbonati e di argilla a base di allumina e di ferro; della calce però ve n’è piccola quantità.» Sicchè quella materia colorante e un’ocra ed è fissata probabilmente o per mezzo di olio o di cera.
Siffatti oggetti sono identici per la forma e per gli ornati a quelli rinvenuti in una sola tomba di Villanova ed e perciò che ho detto esserne notevole il ritrovamento, sembrandomi che tale identità di oggetti non comuni, anzi rari, sia uno degli argomenti per credere che i sepolcri di Villanova e di Bologna appartengono alla medesima civiltà, alla stessa epoca, allo stesso popolo, tanto più che ogni altra particolarità dà indizii e prove di questa medesimezza.
Non porrò sott’occhio la corrispondente mancanza di metalli preziosi, di segni alfabetici, di pittura vasculare nel suo vero significato, nè la scarsezza di ferro compara-